Il furgoncino dall'aeroporto, attraverso i campi di banano, ci trasporta fino al terminal di Apartadò, la stazione degli autobus. Ci sono le signore che vendono i chontaduro, frutti arancioni dalla consistenza simile a quella di una castagna, che si sbucciano e si mangiano con il sale o con il miele. Ci sono i signori che vendono succhi di frutta spremuta, serviti con zucchero e ghiaccio – necessari in questo caldo torrido, umido e afoso, che sa di giungla, oceano ed equatore.






