SITUAZIONE ATTUALE
In Albania, nel mese di giugno, si sono verificati alcuni episodi di hakmarrje che hanno causato l’omicidio di sette uomini e il ferimento di altri per motivi diversi, quali: la proprietà della terra, il pagamento di alcuni debiti e il rispetto dell’onore.
Oltre a questi, i quotidiani hanno dato molto risalto a due casi avvenuti recentemente. Il primo è un caso di hakmarrje avvenuto a Thumanë (un villaggio vicino a Kruja, nell’Albania centrale), in cui sono stati uccisi tre uomini e ferita una donna, a causa di un litigio per motivi di onore. Il secondo, invece, è un caso di gjakmarrje, accaduto a Scutari, in cui un cecchino ha sparato dalle mura antiche del castello della città, colpendo un uomo nel cortile di casa sua. Pare che costui si fosse macchiato in passato di numerosi omicidi e che recentemente fosse già stato oggetto di alcuni tentativi di “vendetta di sangue”.
Il 21 giugno si sono svolte le elezioni amministrative in tutto il Paese. Nonostante la pressione di Operazione Colomba sui candidati affinché rispondessero alle domande riguardanti il fenomeno della vendetta di sangue, il problema in questione è stato poco trattato durante la campagna elettorale. Un plauso va all’Ambasciatore statunitense Donald Lu, che ha invitato gli elettori a votare in modo responsabile, ricordando loro l’esistenza del fenomeno della gjakmarrje.
Sulla stampa nazionale ha fatto notizia anche la pubblicazione del Rapporto sui diritti umani in Albania degli Stati Uniti d’America, relativo all’anno passato 2014, nel quale purtroppo si evidenzia ancora l’esistenza di casi di gjakmarrje e hakmarrje.
Inoltre, in occasione del 25° anniversario del Movimento Nazionale per il Perdono del Sangue nel vicino Kossovo (Lëvizja gjithëpopullore për faljen e gjaqeve në Kosovë), è stata constatata tuttora la persistenza del fenomeno della vendetta. Pertanto, da più voci è stato lanciato un appello a tutto il Paese: alcuni esponenti delle associazioni di riconciliatori, che avevano realizzato la riconciliazione nel maggio del 1990 insieme ad un collaboratore che ha perdonato l’omicidio di tre fratelli, hanno richiamato i cittadini, la società civile e le Istituzioni a ripetere l’esperienza realizzata in passato, riunendosi di nuovo per eliminare definitivamente il fenomeno.
CONDIVISIONE E LAVORO
Numerose sono state le attività durante giugno per i volontari di Operazione Colomba, che anche questo mese hanno continuato l'intervento sulle famiglie. Si è lavorato con intensità su alcuni conflitti molto accesi. In particolare, una famiglia, che sembrava poter arrivare in breve tempo a una riconciliazione, ci ha chiesto di rallentare il nostro lavoro di accompagnamento alla risoluzione del loro conflitto. Dopo un primo momento di forte demoralizzazione, abbiamo accolto le richieste della famiglia, senza però perdere di vista l’orizzonte e il senso del nostro lavoro nonché della nostra presenza qui in Albania: essere uomini e donne che portano con pazienza, delicatezza e ascolto, una parola di Pace capace di aprire nuove strade per il Perdono e la Riconciliazione.
Sono proseguiti gli incontri del Gruppo Ragazzi. Durante questo mese questi giovani uomini hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione del 12 giugno, condividendo con l’entusiasmo che sempre li caratterizza, le loro idee, le loro aspirazioni e i loro sogni sulle attività che stiamo facendo e che faremo nei prossimi mesi. Abbiamo organizzato una partita di calcetto con l’oratorio di Bardhaj, un quartiere nella periferia di Scutari particolarmente colpito dal fenomeno. I ragazzi si sono sfidati con la squadra di calcio degli animatori, nella quale ha giocato anche il parroco del quartiere. Il pomeriggio passato insieme è stato un momento di gioco e di incontro con questa realtà. In tal senso, abbiamo in programma di portare la testimonianza di Pace del Gruppo Ragazzi anche durante il campo estivo che sarà organizzato a luglio dall’oratorio di Bardhaj.
Come ogni mese, il 12 giugno i volontari di Operazione Colomba hanno coinvolto la cittadinanza di Scutari nella consueta manifestazione mensile contro le vendette di sangue. In occasione delle elezioni amministrative locali i volontari hanno chiesto ai cittadini di rivolgersi direttamente ai candidati, lasciando un consiglio su come fermare il fenomeno della vendetta di sangue. I passanti hanno scritto un messaggio, inserendolo dentro un’urna simbolica. Vi era anche la possibilità di fare una fotografia con un cartello in mano, rivolto ai candidati, su cui era scritto “Io sono contro la vendetta di sangue… e tu?”. Complessivamente sono stati distribuiti circa 400 volantini e 56 passanti hanno voluto lasciare un messaggio. Grande successo ha avuto l’idea della fotografia. Tutto il materiale è stato pubblicato sul sito della Campagna di Sensibilizzazione 2015: Nje popull kunder gjakmarrjes (Un popolo contro le vendette di sangue).
I volontari hanno proseguito anche il dialogo con le diverse fedi religiose presenti nella città di Scutari. In particolare questo mese hanno incontrato Fejzi Zaganjori, Imam di una delle maggiori moschee di Scutari, il quale ha espresso la stima e la vicinanza per il lavoro che stiamo svolgendo e ha proposto alcune nuove idee di azione e una più concreta collaborazione.
Anche a giugno, i volontari si sono recati nella regione di Tropoja per qualche giorno. È proseguito il lavoro di monitoraggio e di visita alle famiglie che vivono situazioni di conflitto e che, dato l’isolamento accentuato dalla conformazione della regione montana, sono ancora più abbandonate e sole nella gestione della loro situazione di vendetta. Continuano anche i rapporti e la collaborazione con la chiesa locale, in particolare in concomitanza delle attività del campo estivo che saranno svolte in alcuni villaggi della regione la prima settimana di agosto 2015.
Parte importante delle attività del progetto è stata la prosecuzione della Campagna di Sensibilizzazione 2015 “Un popolo contro le vendette di sangue”, in relazione alle elezioni amministrative del 21 giugno che hanno coinvolto tutti i 61 comuni dell’Albania. I volontari hanno continuato il lavoro di raccolta delle risposte che sono pervenute dai candidati. Solo in pochi hanno prestato attenzione al questionario o si sono limitati a mettere un “mi piace” alla nostra pagina Facebook, evidenziando un superficiale interessamento a questo fenomeno profondamente radicato nella società albanese. Abbiamo in programma quindi di proseguire la campagna mandando ad ogni neo-eletto sindaco le domande già loro precedentemente inviate, facendo pressione per ottenere una risposta e chiedendo un concreto impegno contro il fenomeno delle vendette di sangue all’inizio del loro nuovo mandato.
VOLONTARI
Nel mese di giugno sono partiti Annalisa e Giacomo V., dopo rispettivamente un mese e due mesi di presenza in Albania. A loro va il nostro sentito ringraziamento, per aver contribuito con nuove forze e grande energia al lavoro dei volontari di Casa Colomba. Inoltre, vanno ringraziati i giovani del Gruppo Ragazzi, ormai presenza attiva e costante delle attività del progetto. Un ringraziamento speciale va a Francesca K., che da anni supporta tutte le attività di sensibilizzazione condotte da Operazione Colomba.
ALBANIA



