Riconciliazione

Albania

Il 5 dicembre, Operazione Colomba è stata invitata dal Vescovo Massafra di Scutari a partecipare alla cerimonia di riconciliazione presso la Cattedrale di Scutari tra due famiglie in vendetta. Il Vescovo ha deciso di dare massima visibilità all'evento, invitando la cittadinanza, i media e l'associazionismo locale che lavora sul fenomeno delle vendette di sangue.

Con questo gesto percepiamo la volontà di creare pressione positiva all'interno della società albanese, incoraggiandola ad affrontare pubblicamente il problema delle vendette di sangue e alla scelta del perdono.
La cerimonia si è aperta con l'entrata degli uomini delle due famiglie che si sono seduti nella fila centrale davanti all'altare, mentre le poche donne presenti sono rimaste separate dal gruppo maschile sulle panche di destra. Purtroppo la partecipazione di persone esterne alla cerimonia è stata limitata a pochi rappresentanti di associazioni locali.
Don Gjovalin ha introdotto la messa, spiegando il significato della riconciliazione e la profondità di significato che questo termine racchiude. In seguito il Vescovo ha sviluppato il tema del pajtimi (riconciliazione) e del  perdono dicendo che la vita è un dono e in quanto tale dobbiamo imparare anche noi a donare vita e non a toglierla. Il Vescovo ha infine invitato  i membri delle due famiglie a baciare il crocifisso come gesto simbolico di riconciliazione. La cerimonia si è conclusa con il ringraziamento di padre Gjovalin rivolto ai presenti, testimoni di questo importante momento. Al termine della celebrazione il gruppo delle donne era emozionato e commosso. Le famiglie hanno lasciato la Cattedrale e si sono poi dirette al Villaggio della Pace (luogo simbolico in quanto utilizzato un tempo come campo profughi per i rifugiati kosovari) per un momento di convivialità e condivisione. Nei giorni successivi ci siamo resi conto, andando in visita alle famiglie vittime del fenomeno della vendetta, che l’atto di riconciliazione avvenuto ha ottenuto una buona cassa di risonanza. Diverse famiglie hanno infatti appreso la notizia tramite i principali mass media locali e sono state curiose di capire come fosse andata la cerimonia. Molte di loro ci hanno confessato di essere state contente della notizia perché purtroppo non succede spesso. Si tratta infatti di un forte gesto di speranza che aiuta anche noi volontari a continuare a seminare nonviolenza e riconciliazione.