Generare speranza

Albania

Quando mi chiedono cosa facciamo qui in Albania, una parte di me inizia a raccontare in maniera automatica e schematica alcune attività, accompagnamenti di persone rinchiuse, attività con le donne e con i giovani, visite alle famiglie... la gente mi guarda e io mi chiedo sempre cosa avrà capito. Perché la realtà qui è molto complessa e ci troviamo in mezzo a storie intricate. Oltre al problema della vendetta, che 9 volte su 10 è scaturita da “futili motivi” (una vacca che oltrepassa il confine, una parola di troppo al bar... ecc.), ci sono i conflitti tra gli uomini e le donne che sono sottomesse e con una libertà limitata, ci sono conflitti interni alle famiglie, violenza domestiche, l'alcool….
Però quando mi chiedono cosa facciamo, la risposta che sento dentro è un'altra, non l'insieme delle attività che ci impegnano la giornata, ma molto di più: in realtà quello che facciamo qui è soprattutto essere portatori di speranza. Noi veniamo qui perché crediamo che qualcosa possa cambiare e siamo disposti a giocarci qualcosa di grande nella nostra vita, per promuovere e generare questo cambiamento. Può sembrare qualcosa di astratto o assurdo, come dire che siamo “cacciatori di stelle”, ma è qualcosa di tangibile e concreto.
Anche se può essere difficile calcolare scientificamente il nostro lavoro e quantificarlo, credo che in fin dei conti noi portiamo la vita. La speranza infatti ha il potere di cambiare il corso della storia e di salvare delle vite.
Non è forse stata la speranza nutrita da MLK ad aver contribuito alla liberazione dei neri in America? … E la speranza nutrita da Mandela ad impedire una carneficina in Sudafrica? ... E la speranza di Aung San suu kyi a portare la democrazia nel suo Paese?
Se queste persone non avessero avuto speranza sarebbero state solo masochiste, pronte a sacrificarsi inutilmente. Invece avevano speranza nel cambiamento, e averla coltivata, nutrita, trasmessa, ha portato la vita in posti dove poteva esserci solo durezza e dolore.
La speranza non è qualcosa che nasce da fuori ma da dentro l'uomo. Per me Speranza è il nostro sogno di bellezza e di bontà che si incontra con il nostro impegno a realizzarle.
Penso allora che non è così piccolo quello che facciamo. Siamo dei nutritori di speranza. Siamo la salvezza di questo mondo. Siamo il polmone del mondo.
E se è vero quello che scriveva Mandela dal carcere, che “un santo non è altro che un peccatore che non smette di provarci”, allora posso dire che noi siamo santi.

Agnese