Kossovo

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2 Il percorso di elaborazione del conflitto

Questo lungo percorso ha portato a delineare sempre più le caratteristiche principali della presenza di Operazione Colomba in Kossovo. Essa si fonda oggi su tre pilastri:

Il primo punto si basa sulla condivisione, vivendo in condizioni simili a quelle della popolazione locale, e il sostegno alle famiglie più disagiate. Attraverso la vicinanza con le famiglie più disagiate l'equipe sul campo ha costantemente il polso della situazione nel villaggio di Gorazdevac, inoltre si cerca di trovare soluzioni ai problemi nella logica di avvicinare le persone alle istituzioni, evitando così di dare risposte prettamente "umanitarie". Tutte le volte che ci viene sottoposto un problema sproniamo le persone a rivolgersi al sub-ufficio comunale presente nel villaggio, dopodiché si cerca di seguire la richiesta fino all'ufficio competente. Grazie ad un'attiva collaborazione con l'ufficio delle comunità nella sua controparte internazionale si è riusciti in più occasioni ad avvicinare la municipalità ai problemi concreti della gente del villaggio e, allo stesso tempo, avvicinare gli abitanti alle istituzioni. I serbi vedono che talvolta trovano nella municipalità (albanese) risposte che non riescono ad ottenere da altri soggetti. Nell'ambito di queste azioni abbiamo in particolare seguito la ricostruzione di una casa nei pressi della base Kfor5. Inoltre abbiamo seguito la pratica per l'accompagnamento di due studenti di Belo Polje presso la scuola di Gorazdevac. Con questa strategia stiamo interagendo anche con lo staff di Cica per la soluzione definitiva del problema di trasporto di Marina (disabile di etnia serba che frequenta il centro Cica) e per altri casi di portatori di handicap.

Il secondo punto che è strettamente legato al primo è l’accompagnamento delle persone che sarebbero in pericolo da sole. Attualmente in Kossovo la minoranza serba non ha completa libertà di movimento e spesso l’unico modo per spostarsi è attraverso convogli scortati da soldati della Kfor. Questa modalità disumanizza però le persone e crea un ostacolo ancor più grande fra le comunità. In questo contesto la presenza dell’Operazione Colomba mira ad essere motore di libertà per le persone dell’enclave e per quanto possibile si impegna anche per poter far fruire anche ai serbi alcuni servizi che si trovano nella città abitata da albanesi.

Nella prima fase del progetto gli accompagnamenti di persone di etnia serba erano dirette principalmente verso altre realtà serbe. La nostra strategia però ha il fine di trasportare sempre più serbi in città. Per ora i trasporti verso le altre realtà serbe rimangono solo nell'ambito delle emergenze oppure per supportare il lavoro di Radio Gorazdevac6, avendo così la possibilità di conoscere altre realtà presenti sul territorio. Sempre più spesso accompagniamo i cittadini serbi a fare acquisti nella città di Peja-Pec' e li sproniamo ad utilizzare i servizi presenti in città, come l'ospedale civile e i vari ambulatori privati. La difficoltà costante su questo versante sta nel fatto che spesso l'equipe è oberata di lavoro e non riesce a percorrere tutte le strade utili per l'integrazione e per il riavvicinamento dei serbi alla città.

Il terzo punto è il percorso di elaborazione e analisi del conflitto che dovrebbe riuscire a dare la possibilità ad un piccolo gruppo di persone di liberarsi almeno in parte dalla logica dell’appartenenza e dovrebbe aiutare a cercare e creare piccole soluzioni per piccoli problemi quotidiani. In prospettiva il gruppo potrebbe essere motore di proposte a più alto livello e dovrebbe riuscire a crescere anche numericamente per creare opinione.

Nell'ambito del percorso di elaborazione e analisi del conflitto le dinamiche fra i due gruppi fanno sperare che alla fine del progetto avremmo sì due gruppi distinti ed autonomi, ma anche che scelgono liberamente di collaborare. Speriamo che la collaborazione che si vede solo in una fase embrionale possa fiorire.

a) In un primo momento ogni gruppo ha fatto una propria analisi del conflitto e successivamente i due gruppi si sono confrontati ed hanno esposto l'uno all'altro la propria analisi. Questo ha creato le premesse per una fattiva collaborazione dei due gruppi.

b) E' stata realizzata nel mese di settembre la visita congiunta dei due gruppi a Prijedor, nella Rep. Srpska in Bosnia. Hanno partecipato all'attività circa 15 membri del gruppo di Peja-Peć e 5 del gruppo di Goraždevac. La visita ha dato la possibilità ai gruppi di vedere una realtà dove alcuni problemi inter-etnici sono già stati almeno in parte superati. Il programma a Prijedor ha compreso incontri con le varie realtà che formano la società civile della città. Abbiamo avuto la possibilità di incontrare gli attori principali del processo di rientro dei profughi dopo il conflitto. È stato creato un forte legame con alcuni giovani rappresentati di vari centri giovanili. Nello scorso mese di dicembre 2005, inoltre, una delegazione di giovani della rappresentanti vari centri giovanili della realtà di Prijedor, sono stati in visita in Kossovo. La visita aveva lo scopo di rafforzare i rapporti fra i giovani dei gruppi studio e quelli di Prijedor. Si cerca così di rafforzare una futura collaborazione fra i gruppi studio e i giovani di Prijedor.

c) Un'altra fase è data dalla condivisione del vissuto personale. L’obiettivo è che i due gruppi si conoscano e comprendano che raccontandosi si può creare una reale collaborazione che parte dalla comprensione. I gruppi, albanesi e serbi insieme, stanno partecipando con serietà e tutte le volte che un membro comincia a parlare si crea subito un clima di rispetto e attenzione. La disponibilità dei membri dei due gruppi a raccontarsi sta andando oltre le nostre aspettative per partecipazione, dedizione e interesse.

d) In questi giorni (Febbraio 2006) due componenti del Parents’ Circle Family Forum da Israele e Palestina sono in Kossovo per portare ai ragazzi serbi e albanesi la loro drammatica esperinza di vita e di riconciliazione. L’esperienza di questa organizzazione risulta particolarmente rilevante per il percorso dal momento che i suoi membri sono partiti dal riconoscimento del dolore e vissuto comune causato dalla guerra. Inlotre nel mese di aprile prevediamo di realizzare la visita di due testimoni della Commissione per la Verità e Riconcliazione Sud Africa. L’obiettivo è di portare un esempio positivo all’attenzione anzitutto dei gruppi di studio e anche della popolazione del Kossovo.



5 Kfor sta per Kosovo Force, la forza militare multinazionale della NATO.

6 Radio indipendente locale inserita nel circuito delle radio serbe del Kossovo.