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Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania

albania report aprile

Situazione attuale

Il mese di aprile si è purtroppo aperto con un omicidio avvenuto nella periferia di Scutari, in seguito ad una rissa scaturita per futili motivi fra due amici al bar. A metà mese un ragazzo di 28 anni è stato ucciso nel centro di Tirana in pieno giorno, per vendicare un omicidio compiuto dal padre nel 2000. Il caso ha scosso l’opinione pubblica albanese. Operazione Colomba ritiene particolarmente grave questo caso, poiché la vittima chiese asilo in Svezia nel 2014, ma gli fu negato in quanto lo Stato albanese aveva dichiarato di offrire protezione alle persone in pericolo di vita per motivi legati alla vendetta di sangue. Pertanto, i volontari hanno diramato un Comunicato Stampa per sollecitare la reale protezione delle vittime di questa pratica da parte delle Istituzioni. A fine mese, durante una rapina, due ragazzi hanno ucciso un uomo e ferito gravemente la moglie.

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Avvocato del Popolo pubblica il nostro Rapporto triennale

Avokati_i_Popullit.svgRingraziamo l’istituzione dell’Avvocato del Popolo per avere pubblicato sul sito internet avokatipopullit.gov.al il nostro Rapporto triennale “Documento descrizione del fenomeno ‘hakmarrja’ e ‘gjakmarrja’ per la sensibilizzazione delle istituzioni albanesi e internazionali – III edizione -“. Per noi, collaborare con questa importante istituzione è fondamentale al fine di tutelare i diritti fondamentali delle persone colpite dal fenomeno delle vendette di sangue.

Il report è consultabile in italiano qui

Commissione Europea pubblica documento di lavoro sull’Albania

European-CommissionIn data 17 aprile 2018 la Commissione Europea ha pubblicato un documento di lavoro sull’Albania prima di raccomandare pubblicamente l’inizio dei negoziati per l’ingresso del paese nell’Unione Europea. Nonostante i progressi dell’Albania lungo il cammino europeo, per quanto riguarda il diritto alla vita, e alla lotta al fenomeno delle vendette di sangue in particolare, la Commissione Europea sottolinea a pagina 26 la necessità di dare seguito alle risoluzioni e raccomandazioni adottate negli ultimi anni.

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Report triennale sul fenomeno delle vendette di sangue in Albania

report per sitoIl 21 marzo a Scutari e il 27 marzo 2018 a Tirana, Operazione Colomba ha presentato il report “Documento di descrizione del fenomeno ‘Hakmarrja’ e ‘Gjakmarrja’ per la sensibilizzazione delle Istituzioni albanesi e internazionali – III edizione”.
Questo documento fotografa il fenomeno delle vendette di sangue, cercando di fare pressione sulle istituzioni albanesi e internazionali, perché ci sia un maggiore impegno nell’affrontare e superare questo fenomeno che, ancor oggi, fa soffrire e morire i cittadini albanesi.

Leggi il report qui.

C/S OPERAZIONE COLOMBA SOLLECITA LA TUTELA DELLE VITTIME DI VENDETTA DI SANGUE

Comunicato Stampa – Operazione Colomba, il Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, apprende da fonti giornalistiche nazionali albanesi ed internazionali dell’omicidio di Mario Majollari, ventottenne albanese ucciso il 10 aprile 2018 a Tirana, per vendicare l’assassinio di Ilir Gjuzi, commesso nel 2000 dal padre di Mario Majollari. Ricercato per l’omicidio di Mario Majollari è Kastriot Gjuzi, fratello di Ilir Gjuzi.

Nel 2014, al momento dell’arresto del padre fino allora latitante, Mario Majollari si era recato in Svezia come richiedente protezione internazionale, perché temeva di essere ucciso per vendetta; tuttavia, la protezione gli è stata negata. Tra le varie motivazioni, fonti svedesi sostengono che la decisione del Giudice si sia basata anche sulle informazioni trasmesse dall’Albania, facendo sì che gli organi giudiziari arrivassero alla conclusione secondo cui, indipendentemente dalle lacune attuali, il sistema giudiziario albanese può offrire protezione per i conflitti legati alla vendetta di sangue.

Operazione Colomba esprime preoccupazione per la mancata protezione a persone e famiglie in vendetta di sangue e, come espresso nel rapporto che ha presentato nel mese di marzo, auspica una presa di consapevolezza da parte delle Istituzioni statali affinché si impegnino ad agire per eliminare il fenomeno e per tutelarne le vittime.