Situazione attuale e Attività volontari/e
Demolizioni di infrastrutture, villaggi incendiati, aggressioni su base quotidiana, anche ad agosto la violenza nel Masafer Yatta non ha conosciuto sosta neanche per un giorno. Le intimidazioni e le violenze hanno continuato ad aumentare e a rendere praticamente impossibile la vita quotidiana della popolazione palestinese dell’area.
Il mese è iniziato con la demolizione di una parte della scuola di Shab Al Boutom, dove – davanti agli occhi e alle telecamere di Operazione Colomba – il 4 agosto i bulldozer scortati dall’esercito israeliano hanno distrutto le aule dove i bambini seguono le lezioni, in una palese violazione del Diritto all’istruzione di un’intera comunità.
Il giorno dopo, a poco più di due settimane dal pogrom che ha scosso il villaggio di At-Tuwani, decine di coloni mascherati hanno invaso il villaggio di Tuba. Due volontari di Operazione Colomba si sono precipitati sul posto insieme ad alcuni attivisti palestinesi. In gruppi sparsi i coloni hanno seminato il terrore, dando fuoco a varie case con le persone all’interno, vandalizzando i muri con delle scritte in ebraico che inneggiavano alla vendetta, tirando pietre. Il bilancio dei feriti è stato di otto persone, tra cui una donna incinta e una bambina di otto anni. Nel tentativo di non lasciare testimonianza della violenta aggressione, i coloni hanno spaccato tutte le telecamere di sicurezza presenti nel villaggio.
Solo qualche ora prima, ad Umm Dhorit, un gruppo di coloni aveva picchiato alcuni membri di una famiglia palestinese ed alcuni attivisti internazionali. Negli stessi minuti a Khallet Athaba’ la valle veniva data alle fiamme da altri coloni.
L’8 agosto, a Wadi Rakhim un colono ha sparato un colpo che ha trafitto la spalla di un uomo, il padre di Ameer Shanaran, ucciso barbaramente a colpi di fucile durante un attacco il 7 marzo scorso da coloni. Il bilancio totale dei feriti è arrivato a 6.
Il 9 agosto due volontari di Operazione Colomba hanno assistito all’arresto, particolarmente violento, di due palestinesi a bordo di un’automobile che transitava nei pressi dell’incrocio di Al Birkeh (vicino ad At-Tuwani): l’esercito ha bloccato l’auto, fermato i due uomini, li ha scaraventati a terra e li ha ammanettati e bendati sotto il tiro dei fucili, poi li ha caricati sulla camionetta militare. Due attivisti palestinesi hanno provato ad avvicinarsi, ma i soldati hanno puntato le armi verso la loro macchina, costringendoli ad allontanarsi.
Nel villaggio di Ar-Rakeez, il 22 agosto, due coloni minorenni hanno attaccato la casa di Saeed Al Amour, già gambizzato da un colono nell’aprile del 2025. Uno dei due giovani coloni l’ha colpito ripetutamente, anche mentre cercava di raccogliere la propria stampella caduta a terra. I video dell’aggressione hanno avuto molta risonanza internazionale e l’accaduto ha ricevuto molta copertura. A seguito di tale attenzione, probabilmente, il colono poi è stato arrestato nella notte successiva all’attacco.
In generale purtroppo gli attacchi sono sempre più frequenti e violenti, e spesso perpetrati da coloni israeliani sempre più giovani. Una delle modalità riscontrate spesso è l’utilizzo dello spray al peperoncino, contro palestinesi e internazionali. È successo più volte nel villaggio di Gwein, dove i coloni non hanno risparmiato neanche i bambini, impedendo alle ambulanze di arrivare a soccorrere i feriti, tutti con gravi difficoltà nella respirazione. Gli attivisti presenti sono stati tenuti in detenzione da parte dell’esercito per qualche ora, poi fortunatamente rilasciati.
Operazione Colomba ad agosto ha anche rilasciato alcune interviste radio di testimonianza della drammatica situazione nel Masafer Yatta e incontrato una delegazione di pellegrini religiosi italiani in visita nella zona.






