PALESTINA / Luglio 2026

Situazione attuale e Attività volontari/e

Il mese di luglio è stato caratterizzato da un’escalation di violenza da parte dei coloni nella regione del Masafer Yatta, rendendo sempre più esplicito il progetto di pulizia etnica dell’intera area. In particolare, le aree denominate ‘Qawawis-Comet’ e Khallet al Hummus, vicino alle quali sono sorti i nuovi avamposti illegali, sono state quotidianamente minacciate e aggredite dai coloni, che tentano di danneggiare le proprietà palestinesi, dagli ulivi ai cavi elettrici. Continuano inoltre le pressioni giornaliere da parte dei coloni pastori, che disturbano con le loro greggi i villaggi di Qawawis, Kharaba, Gwein, Shab-el-Butum e Haribet-al-Nabi.

Ci sono stati anche numerosi episodi di furto e avvelenamento delle greggi palestinesi: il 16 luglio nel villaggio di Imneizil un colono scortato dall’esercito ha rubato 200 pecore da un pastore del villaggio, mentre il 18 luglio a Wadi Rakhim, alcuni coloni hanno cercato di rubare un gregge.

Il furto è stato sventato grazie alla resistenza di tutta la comunità del villaggio, che ha anche spinto l’esercito israeliano a intervenire. Tuttavia, come rappresaglia i coloni hanno avvelenato 6 pecore, poi morte. In seguito al furto a Imneiziel la comunità di pastori del Masafer Yatta ha organizzato una colletta in cui ogni famiglia ha donato, o è in procinto di donare, una o due pecore alla famiglia derubata, in modo da poter ricomporre il gregge, unica loro fonte di reddito.

L’escalation di violenza è culminata nella notte tra il 18 e 19 luglio, quando decine di coloni mascherati e armati provenienti dall'avamposto di Havat Ma’on hanno scatenato un pogrom nel villaggio di Tuwani, dove è presente anche Operazione Colomba. I coloni, armati, hanno lanciato un attacco incendiario contro la moschea del villaggio, due abitazioni e un’automobile, vandalizzando molti edifici con scritte e graffiti inneggianti alla violenza.

Anche le volontarie e i volontari sono stati impegnati nello spegnimento dell’incendio e nel documentare ciò che stava accadendo.

Fortunatamente non ci sono state vittime, ma una donna incinta ha tragicamente perso il bambino a causa del trauma.

Sabato 25 luglio a Khallet al Hummus, vicino a Susya, coloni armati hanno aggredito la popolazione locale, sparando contro le abitazioni. Sono sopraggiunti molti mezzi dell’esercito e della polizia, mentre due elicotteri sorvolavano continuamente l’area, e due uomini palestinesi, padre e figlio, sono stati arrestati e tuttora detenuti.

Poi è stato il turno del villaggio di Qawawis, dove una cinquantina di coloni mascherati e armati si è radunata all’ingresso del villaggio. All’arrivo dell’esercito e della polizia i coloni non hanno indietreggiato, e anzi, le forze di occupazione, complici nelle aggressioni, hanno identificato gli attivisti presenti e arrestato 5 palestinesi, di cui uno minorenne, rilasciati il giorno successivo dietro pagamento di una cauzione.

Per quanto riguarda invece gli atti di intimidazione da parte di forze di polizia e militari, martedì 28 luglio a Umm Al Kheir si è svolta la commemorazione per il primo anniversario dell’uccisione di Awda Hathleen, insegnante e attivista ucciso dal colono Yinon Levi (mai processato e attualmente in libertà). Durante la cerimonia sono arrivati sul posto esercito, polizia e border police, che hanno provato a irrompere alla cerimonia, aggredendo alcuni partecipanti. Grazie alla determinazione degli attivisti palestinesi e di tutte le persone presenti che volevano ricordare la memoria di Awda, la commemorazione è continuata, mentre le forze di occupazione stazionavano fuori dal cancello del centro comunitario.