SITUAZIONE ATTUALE - CONDIVISIONE E LAVORO - VOLONTARI
L'iter della richiesta palestinese all'ONU iniziato il 23 settembre scorso si è risolto in un nulla di fatto, inasprendo il tavolo delle trattative tra Israele e l'ANP.
Durante il mese di Novembre sono susseguite notizie riguardanti l'ampliamento delle colonie israeliane nei territori occupati e di demolizioni a danno del popolo palestinese, seguendo il piano politico messo in atto dall'amministrazione israeliana. A dimostrazione di ciò, la colonia di Ma'On nei pressi di At-Tuwani continua la sua espansione. A far le spese di questo progetto sono gli abitanti dell'area C, zona sotto controllo militare e civile israeliano. Il tre novembre l'esercito ha abbattuto i tralicci destinati a portare l'elettricità da At-Tuwani nel vicino villaggio di Umm Fagarah, dove qualche settimana dopo sono state demolite due abitazioni, una moschea e altre strutture secondarie.
I Palestinesi che vivono in area C sono costretti a richiedere un permesso ad Israele per costruire, che raramente viene concesso, lasciandoli di fatto senza altra scelta se non quella di vivere in abitazioni considerate illegali per l'esercito occupante. Alle demolizioni è seguita, in un'occasione, l'arresto di due giovani ragazze, ree di aver provato a salvare alcuni oggetti prima di vedere la propria casa ridotta in un cumulo di macerie. Le ragazze sono state rilasciate solamente a distanza di giorni. Sempre ad Umm Fagarah un altro ragazzo è stato arrestato durante la notte del 21 senza un apparente motivo, venendo rilasciato dopo diverse ore.
Il Comitato di Resistenza Popolare, seguito dagli abitanti dei villaggi palestinesi, ha deciso di rispondere alle ingiustizie subite manifestando e dando un segno di unità e di solidarietà. In linea con questi sentimenti, diversi palestinesi si sono ritrovati ad Umm Fagarah dove hanno dato inizio ai lavori di ricostruzione della moschea. Una moschea più grande, a testimoniare la caparbietà del popolo palestinese di quest'area, superiore ad ogni angheria. Una moschea su cui dal 31 novembre pende già un ordine di demolizione, ma che continua ad essere edificata.
Operazione Colomba continua il suo lavoro di condivisione con le vittime delle prepotenze dell'esercito israeliano, trascorrendo le giornate tra un tè bevuto all'ombra delle macerie e un mattone posato nella costruzione della moschea, alimentando la speranza di una nuova società non discriminante.
Novembre oltre ad essere stato un mese di demolizioni e di risposte è stato un mese di festa per il popolo musulmano. In occasione del Sacrificio di Abramo i volontari di Operazione Colomba hanno preso parte alle cerimonie e banchettato con gli abitanti del villaggio di At-Tuwani.
I soldati incaricati di scortare i bambini del vicino villaggio di Touba non si sono presentati in un'occasione costringendo i bambini ad attendere per un'ora e mezza finché i volontari di Operazione Colomba non li hanno accompagnati per la strada lunga.
In altre occasioni l'esercito ha ritardato il ritorno a casa dei bambini.
Giovedi 17 Fabio e Eleonora hanno camminato con i bambini e la scorta alla volta di Touba.
All'inizio del mese è arrivata Alessandra che rimarrà per tre mesi. Ha lasciato il villaggio Peo che ci ha tenuto compagnia un mese e Miriam.






