Comunicato Stampa
ANCORA VIOLENZE CONTRO GLI ABITANTI DI AT-TUWANI
At-Tuwani, 25 marzo 2009
Nella mattinata del 22 marzo 2009, Ma. R., 24 anni, e Mu. R., 22 anni, due pastori palestinesi del villaggio di At-Tuwani, sulle colline a sud di Hebron, sono stati fermati dall'esercito e dalla polizia israeliani mentre erano al pascolo con il proprio gregge nei pressi di Kharrouba, nei primi terreni appena fuori dal villaggio.
Tali terre appartengono da generazioni alla famiglia dei due giovani pastori. Ciononostante, essendo prossime all'avamposto israeliano illegale di Havat Ma'on (Hill 833), i pastori che vi si recano temono tanto le aggressioni da parte dei coloni, quanto l'intervento repressivo da parte dell'esercito israeliano. Per tale motivo, spesso si rivela utile la presenza di internazionali che possano fungere da deterrente e documentare eventuali episodi di violenza.
Intorno alle 11.30 circa, Ma. e Mu. hanno avvistato in cima alla collina, situata tra Kharrouba e l'avamposto illegale, due coloni israeliani, accompagnati dal capo della sicurezza dell'insediamento di Ma'on, che hanno iniziato a inveire contro di loro.
Nel frattempo, i pastori si sono allontanati di qualche centinaio di metri verso Kharrouba. Dopo essere rimasti in osservazione per una decina di minuti, i tre intrusi sono rientrati verso l'avamposto. Sul posto erano presenti due volontari di Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, che hanno documentato l'accaduto.
Alle ore 11.50 circa, i pastori e i volontari internazionali sono stati raggiunti da tre jeep dell'esercito israeliano, dal pick-up della sicurezza dell'insediamento di Ma'on e da una jeep della polizia israeliana che ha trattenuto i due pastori chiedendo loro i documenti d'identità. Interrogati sui fatti, i soldati israeliani hanno dichiarato di essere intervenuti su richiesta dei coloni che accusavano i pastori di aver lanciato sassi contro di loro.
A nulla è valso ogni tentativo da parte degli internazionali di instaurare un dialogo con l'esercito e con la polizia israeliana, che ha arrestato uno dei pastori, Ma., trasportandolo nella stazione di polizia di Kyriat Arba, insediamento nei pressi della città palestinese di Hebron.
Ma. si è dichiarato innocente ed ha accusato i coloni di aver mentito e di aver violato la proprietà privata, trovandosi sulle terre della sua famiglia. Nelle ore successive all'incidente, i due volontari di Operazione Colomba si sono recati a Kyriat Arba per deporre la propria testimonianza e presentare video e foto che dimostravano l'assoluta infondatezza delle accuse rivolte dai coloni israeliani ai pastori palestinesi. Ma. è stato quindi rilasciato solo nel tardo pomeriggio.
Il giorno successivo, 23 marzo 2009, Ma. e i volontari di Operazione Colomba si sono recati nuovamente presso la stazione di polizia di Kyriat Arba, dove hanno potuto presentare i documenti che attestano la proprietà palestinese delle terre su cui si sono svolti i fatti e consegnare le prove video e fotografiche che dimostravano la violazione di proprietà privata. Questo episodio è l'ennesima dimostrazione dello status legale, basato sull'ingiustizia, vigente nei Territori Palestinesi Occupati e in particolare nell'area C - sotto controllo civile e militare israeliano - dove i coloni, che pur occupano illegalmente terre palestinesi e che sono responsabili di ripetuti episodi di violenza che rimangono quasi sempre impuniti, possono deliberatamente muovere accuse contro i palestinesi, considerati dalla polizia israeliana colpevoli fino a prova contraria. Spesso è molto difficile per i palestinesi riuscire a dimostrare sia la propria innocenza che le violenze dei coloni israeliani.
L'Operazione Colomba e il Christian Peacemaker Teams sono presenti nell'area a sud di Hebron dal 2004, per sostenere la resistenza nonviolenta che la comunità palestinese della zona ha deciso di intraprendere e per documentare episodi come questo di violazione dei diritti umani.






