COMUNICATO STAMPA
VOLONTARI ITALIANI AGGREDITI DA COLONI ISRAELIANI
Volontario dell’Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, picchiato da coloni israeliani a sud di Hebron, Territori Occupati Palestinesi.
Lo scorso venerdì 2 maggio verso le ore 15, P.R., volontario romagnolo dell’Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII e L., volontaria trentina del Christian Pacemaker Teams, Associazione nonviolenta nordamericana, sono stati aggrediti da un gruppo di coloni nazional-religiosi dell’insediamento di Ma’on, vicino ad At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron, nei Territori Occupati Palestinesi.
I volontari, chiamati dagli abitanti palestinesi di At-Twani per monitorare sull’avvicinarsi al villaggio di alcuni coloni israeliani, si sono ritrovati in breve tempo ad interporsi tra una ventina di coloni armati e gli abitanti del villaggio palestinese.
La causa della protesta sembra essere stata “una busta di ciliegie rubate nel frutteto dell’insediamento”, tanto è bastato ai coloni per aggredire con calci, testate e pugni chiunque gli si ponesse dinnanzi.
Diversi i palestinesi feriti, di cui uno finito in ospedale perché colpito con il calcio di un fucile in faccia.
P. è stato vittima di un pugno in viso e L. di una testata.
La polizia israeliana, arrivata dopo essere stata chiamata dai volontari, invece di interporsi e agire per abbassare la tensione, ha arrestato 5 palestinesi, alcuni di loro appena malmenati e ancora sanguinanti, e nessun israeliano, nemmeno l’aggressore dei volontari italiani, seppur ben identificato.
Racconta P. di ritorno dall’ospedale: “Le aggressioni dei coloni sono sempre più frequenti e preoccupanti in quest’area, ma soprattutto non ci aspettavamo una reazione di questo tipo da parte della polizia. In genere quando la chiamiamo in queste situazioni interviene per ristabilire la calma e quantomeno raccoglie le nostre denuncie avallate anche dalle prove video che gli forniamo e dalle testimonianze dei pacifisti israeliani che sempre collaborano con noi. Questa volta è stato un intervento palesemente di parte, di fronte ad una aggressione altrettanto palese: i palestinesi, in tutto il tafferuglio, non hanno commesso alcuna azione violenta, non ho visto tirare nessun sasso mentre, dall’altra parte sono arrivati calci, pugni e testate… è una situazione molto preoccupante, chiediamo che rimanga alta l’attenzione dei mezzi di informazione internazionali perché crediamo che altrimenti la situazione potrebbe degenerare in tempi brevi. Questa notte andremo a dormire nella casa del villaggio più vicina all’insediamento di Ma’on, la gente ha paura e noi cerchiamo di proteggerla con la nostra presenza nonviolenta”.
P. e L. sono andati a farsi visitare in ospedale, per P. è stato diagnosticato un grosso ematoma e diverse escoriazioni, per L., forse, la frattura del naso.
L’Operazione Colomba è presente nell’area, insieme al Christian Pacemaker Teams, con un progetto di pacificazione da circa 4 anni dove, attraverso azioni nonviolente di interposizione, accompagnamento e denuncia delle violenze, cerca di proteggere gli abitanti palestinesi del villaggio dalle continue aggressioni dei coloni del vicino insediamento di Ma’on e dalle violazioni delle forze militari e di polizia israeliane. Contemporaneamente i volontari cercano di instaurare un dialogo sia con i coloni che con le forze armate israeliane, per cercare di abbassare la tensione e instaurare un clima favorevole al dialogo e alla riconciliazione nell’area.
Per maggiori informazioni:
www.operazionecolomba.it
www.cpt.org






