Patriarca Latino di Gerusalemme prega e cammina col suo popolo oppresso

COMUNICATO STAMPA
Israele/Territori Palestinesi Occupati - 10 dicembre 2005

IL PATRIARCA LATINO DI GERUSALEMME PREGA E CAMMINA CON IL SUO POPOLO OPPRESSO

Aboud, Ramallah Area
Domani, Domenica 11 dicembre, il Patriarca Latino di Geusalemme Michael Sabbah celebrerà la Santa Messa ad Aboud. Dopo la Messa tutta la popolazione di Aboud, musulmani e cristiani, bambini, donne, uomini, il gruppo scout, la banda e tutte le associazioni si uniranno in un corteo che cercherà di scendere fino al cantiere della Barriera Speciale, in costruzione vicino al paese. Al termine di un breve momento di preghiera, Sua Eccellenza pianterà un albero di ulivo, simbolo delle centinaia di ulivi che il progetto della Barriera Speciale sradicherà o isolerà dal paese.

Alla manifestazione saranno presenti anche alcuni membri della Knesset israeliana, leader religiosi musulmani, personalità palestinesi e attivisti nonviolenti israeliani e internazionali. Da quattro settimane Aboud ha iniziato a manifestare in modo nonviolento contro la Costruzione del Muro che confischerà circa 300 ettari, anche coltivati ad ulivi e con una grossa falda acquifera. Circa 25 ettari (di cui molti a ulivi) verranno distrutti dalla costruzione della barriera metallica e con la fine dei lavori, una fascia di terreno larga 100 metri (Buffer Zone) lungo tutta la lunghezza della barriera sara' vietata a chiunque per motivi di sicurezza. Nonostante il Muro di Separazione sia già stato ultimato sulla Linea Verde (limite tra Stato d’Israele e Cisgiordania occupata dal 1967) con questo cantiere si sta costruendo un Muro aggiuntivo vicino ad Aboud per proteggere i due insediamenti di Bet Arye e Ofarim costruiti negli anni ottanta su terra di Aboud e definite illegali dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Questa seconda barriera entra fino a 6 kilometri a est dalla Linea Verde. Il bilancio delle manifestazioni delle ultime settimane non è positivo: l'esercito ha sempre impedito che la manifestazione nonviolenta arrivasse sul cantiere con blocchi di filo spinato, presidi di soldati, lancio di lacrimogeni e soundbomb, cariche e manganellate. Nonostante alcuni manifestanti abbiano reagito in modo violento con spinte, bastonate e sassi, la maggior parte degli attivisti ha mantenuto un comportamento assolutamente nonviolento. Durante le tre manifestazioni sono stati arrestati tre palestinesi e quattro israeliani, quattro hanno subito un pestaggio dopo l'arresto. Ci sono stati diversi feriti colpiti dai lacrimogeni, dalle soundbomb e da proiettili di gomma. I lavori stanno procedendo speditamente: il cantiere è aperto in quattro punti e si stima che, proseguendo con questo ritmo questa sezione di barriera sarà completata in un mese circa.