Palestina/Israele
Nel posto giusto al momento giusto
la risultante dei pensieri che riempiono la mia mente
condividere un pezzo della mia vita con chi la sua ha invasa dalla violenza
con chi da quando è nato sa che un giorno alla violenza riuscirà a dire addio per sempre
stare in ascolto, non proporre soluzioni, non azzardare medicine
stare vicino a chi soffre, a chi l'esercito occupante vuole superarlo alla distanza
una distanza che non si conosce, da percorrere a piedi o a dorso d'asino, fatta di umiliazioni quotidiane e di resistenza nonviolenta
camminare di nuovo sulla propria terra, dove stanno gli ulivi, dove sta la storia
quel pezzo di terra che fino a pochi anni fa gli era stato sottratto, zona militare chiusa era stata dichiarata
tornare ad arare per non smettere di lottare, solcare i campi con l'aratro per lasciare il segno, raccogliere le olive per assaporare la vittoria
chi meglio di loro sa di cosa c'è bisogno, chi meglio di loro conosce la ricetta della libertà
li guardo lavorare e i miei occhi si perdono tra le colline, confini invisibili tratteggiano il panorama
confini che impongono limiti dove prima limiti non esistevano, che mangiano terra a chi di terra si deve sfamare
Inshallah è arrivata la pioggia che i confini vuole cancellare
la natura si cambia d'abito, quello verde, sono mesi che aspettava di indossarlo
un nuovo equilibrio si diffonde tutto intorno, la collina rubata non è più la sola a mostrare l'abito della speranza
i coloni non sono più i soli a calpestare l'erba davanti a casa, è arrivata la pioggia a restituire l'acqua rubata
il banchetto è servito, il gregge si sparpaglia ed il pastore sta in allerta
un fischio da lontano, ci guardiamo
colono o soldato, stare o scappare, a lui sta la scelta
apro la videocamera e gli sorrido, non c'è problema è il nostro mantra
comunque vada oggi si è camminato, la terra non si è sentita sola, la terra non è stata dimenticata
comunque vada io la mia scelta l'ho fatta, nel posto giusto al momento giusto.
M.







