Situazione attuale
Continua la preoccupazione riguardo la situazione dei Diritti Umani in Colombia con le politiche del nuovo Governo che sembrano andare in direzione di una sempre maggior militarizzazione del territorio e la rottura dei dialoghi di pace in corso. Il Presidente Abelardo De la Espriella infatti ha annunciato la chiusura di tutte le trattative portate avanti dal governo Petro nell’ambito del progetto della Paz Total, motivando la decisione con la mancanza di una volontà effettiva da parte dei gruppi armati illegali di portare avanti i processi.
A seguito di un operativo della forza pubblica contro il gruppo armato illegale Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada (ACSN) dove sono morti 7 integranti tra i quali alias “Cholo”, secondo in comando, il gruppo armato illegale ha dichiarato un blocco armato durato tre giorni nella città di Santa Marta. La crisi non può essere vista solo come un episodio di violenza criminale, ma come una vera e propria lotta per il controllo del territorio. La Defensoria del Pueblo attraverso un post su X, ha segnalato che durante l’operativo contro le ACSN è stato ucciso il giovane Ricardo Rodríguez Martínez che, secondo la denuncia della famiglia, non aveva nessuna relazione con il gruppo armato, riaprendo la ferita dei falsos positivos, uno dei momenti più bui del conflitto armato in Colombia. Ma non è l'unico. Una denuncia pubblica per violazioni dei Diritti Umani è stata presentata alla Procura Generale ed altre entità contro l’unità dell’Esercito Nazionale da parte della giunta comunale di Guaduales Nueva Esperanza, Municipio La Macarena, regione del Meta.
I fatti, ripresi da Indepaz, indicano che le truppe militari avrebbero fatto irruzione con violenza in un'abitazione rurale sottoponendo una contadina a maltrattamenti e torture davanti ai suoi figli, trattenendo la sua famiglia e uccidendo a colpi di fucile un vicino disarmato che si era avvicinato alla proprietà per capire cosa stesse accadendo. Sull’accaduto si è espressa anche la Defensoria del Pueblo, che ha chiesto spiegazioni urgenti ai vertici militari.
Un’altra morte che ha scosso l’opinione pubblica è quella di Donovan Balanta, un uomo di 34 anni afrodiscendente, deceduto in seguito a un intervento della polizia nel quartiere di Caracolí, nella zona di confine tra la località di Ciudad Bolívar, a Bogotá e il comune di Soacha. Come si legge nel comunicato reso pubblico dalla Defensoria del Pueblo, è necessario fare luce sulle circostanze della sua morte e su eventuali episodi di discriminazione razziale. Anche l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani si è espresso sul caso.
E’ uscito il nuovo report di Global Witness che mostra come la Colombia, nel 2025, abbia per il quarto anno consecutivo il triste primato del maggior numero di persone (attiviste) che difendono l’ambiente assassinate nel mondo.
E proprio sulla difesa dell’ambiente, il 12 settembre le reti ecclesiali territoriali di ecologia integrale dell'America Latina hanno consegnato a Papa Leone XIV un documento intitolato “Martiri della creazione” che hanno elaborato per onorare l'eredità di coloro che sono stati martirizzati per difendere la creazione nella regione. Nel documento, tra i territori e le comunità martirizzate, viene descritta la lotta nonviolenta della Comunità di Pace di San José de Apartadó, segnalata per il suo martirio in difesa della vita e dell’ambiente e rendendo omaggio al sacerdote gesuita Javier Giraldo che ha accompagnato con fedeltà e impegno questo lungo cammino di ingiustizie.
Ricordiamo padre Javier, poeta de los Derechos Humanos, con l’articolo scritto a quasi un mese dalla sua dipartita, da Juan José Tamayo: nulla di ciò che è umano gli era estraneo, in particolare la sofferenza delle vittime, che ha accompagnato per oltre 50 anni durante il conflitto armato. Javier ha messo in pratica l’affermazione del profeta e poeta Pedro Casaldáliga: “Le mie cause sono più importanti della mia vita”.
Operazione Colomba è stata impegnata in vari accompagnamenti, in particolare nell’Aldea de Paz Luis Eduardo Guerra nel villaggio di Mulatos Medio, terreno collettivo appartenente alla Comunità di Pace di San José de Apartadó. I lavori di semina, di raccolti, di cura dell’ambiente e degli animali sono azioni quotidiane che le persone appartenenti alla Comunità di Pace portano avanti quotidianamente in un contesto, quello attuale, di profonda preoccupazione per la gran maggioranza della società civile colombiana impegnata nella difesa dei Diritti Umani e nella salvaguardia dell’ambiente.



