Situazione attuale
Nel mese di luglio il Presidente Gustavo Petro, durante un suo viaggio in Italia, ha incontrato il sacerdote Luigi Ciotti, fondatore e Presidente di Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie). L'incontro ha permesso di scambiare esperienze in materia di recupero dei beni della criminalità organizzata, di riforma agraria e di politiche di inclusione sociale. L'incontro rientrava nel programma ufficiale del Presidente che il 2 luglio lo ha visto riunirsi anche con Papa Leone XIV: nel corso dei colloqui è stato espresso compiacimento per le buone relazioni tra la Colombia e la Santa Sede, caratterizzate da una collaborazione positiva e costante tra la Chiesa e lo Stato per la promozione della pace, della riconciliazione e dell’unità nazionale come si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.
Seguono purtroppo numerosi i combattimenti tra i vari gruppi armati illegali, in particolare in Antioquia, dove l’esercito e il Clan del Golfo (o EGC) si scontrano continuamente. La forza pubblica avrebbe affermato a riguardo che ogni 20 ore si sviluppa un attacco contro questa struttura armata illegale.
Sono numerose le preoccupazioni ed i timori per le dichiarazioni del nuovo Presidente De La Espriella (che si insedierà il 7 agosto) sui progetti del nuovo governo nei quali sarebbero previsti cambi sostanziali in termini di Diritti e sicurezza. Durante il quarto incontro Internazionale della Chiesa dei Poveri svoltosi dal 29 giugno al 3 luglio a Buenaventura, alcuni rappresentanti hanno avvertito sulla possibile crisi nella continuazione della costruzione della pace nel Paese. L’evento, al quale hanno partecipato sacerdoti, persone religiose e laiche provenienti da numerosi Paesi dell’America Latina, dagli Stati Uniti e dalla Spagna, è stato presieduto, tra gli altri, da padre Javier Giraldo, noto sacerdote impegnato a favore dei Diritti Umani e della pace, il quale ha esortato ad affrontare la paura e a non abbandonare le comunità che subiscono la violenza.
Luglio è stato per la Comunità di Pace un mese decisamente pieno di momenti importanti per la memoria, le riflessioni e la condivisione di strategie nonviolente e scambi di saperi ancestrali sulla vita contadina. L’8 luglio, a distanza di 26 anni, la Comunità di Pace si è ritrovata intorno al monumento della memoria che ricorda le sei vittime barbaramente assassinate dai paramilitari appoggiati dall’esercito della Brigata XVII, nel villaggio de La Union: sei persone innocenti scelte tra la popolazione del villaggio della Comunità di Pace che volevano solo vivere del proprio lavoro, esercitare il proprio Diritto alla vita e alla terra. Tra loro Rigoberto Guzman di cui rimangono impresse le sue ultime parole, prima di essere fucilato, in risposta all’ordine imposto dai paramilitari di mettersi in ginocchio: “Se mi ucciderete, mi ucciderete in piedi”. Mai piegati all’ingiustizia, mai inginocchiati di fronte alla violenza questa è la cornice morale della Comunità di Pace.
A fine mese, dopo alcuni accompagnamenti protettivi di Operazione Colomba ai membri della Comunità di Pace che si sono diretti sui terreni per la preparazione e successiva la semina del mais e del riso, si è svolta a San Josecito de la Dignidad, il principale centro abitato della Comunità di Pace, l’Universidad Campesina, uno spazio di saperi e di resistenza condiviso con altre comunità contadine, indigene, afrodiscendenti e organizzazioni sociali colombiane. L’idea dell’Universidad Campesina era nata nel 2004 di fronte ad una situazione di grande sfollamento a causa del conflitto armato. Per tale ragione la Comunità di Pace cominciò a riunire le diverse realtà di lotta e resistenza del Paese per un confronto sulle strategie politiche, di nonviolenza e di autosufficienza alimentaria che potessero aiutare e rafforzare ciascuna comunità nella propria quotidianità. Senza aule ne docenti, tutto ruota attorno ai saperi che ciascuna comunità o persona porta con sé: tradizioni comunitarie, differenti culture che, all’interno di questo spazio, sono valorizzate e riconosciute come caratteristiche di un popolo che lotta e la cui vita si intreccia con le tradizioni della terra, del saperla curare e lavorare, della medicina tradizionale, della produzione organica, dell’educazione alternativa. Tre giorni intensi di lavori anche manuali come la produzione del miel de caña, lo scambio di semi, la pasticceria e, dall’altra parte, la formazione e la conoscenza del concetto di Diritto, la legislazione che regola il tema agrario, le problematiche legate all’estrazione mineraria, le strategie di auto protezione e resistenza nel territorio. La Comunità ha ricevuto un importante riconoscimento da parte dell’Agencia Nacional de Tierra (ANT) e da Parques Nacionales con la consegna di Titoli di Proprietà e di risoluzioni di Riserva Naturale della Società Civile a favore della Comunità di Pace alla presenza di una delegazione diplomatica di ambasciate e di organizzazioni nazionali, internazionali, comunità contadine e indigene.
Ringraziamo Benedetta che è rientrata in Italia dopo aver condiviso il suo tempo con la Comunità di Pace sempre con disponibilità e allegria.



