Accompagnare...

La scorsa settimana abbiamo accompagnato alcune persone della Comunità di Pace a dei lavori agricoli in alcuni loro terreni distanti sei ore di cammino da San Josecito de la Dignidad, dove vivo.
Durante i cinque giorni trascorsi lì insieme, abbiamo avuto modo di condividere un tempo tranquillo in casa, festeggiare il compleanno di E. con una bella torta e un uovo in testa, come da tradizione colombiana, e accompagnare nei lavori nei campi.

Ma cosa vuol dire nel concreto “accompagnare”?

“Accompagnare” significa “andare con qualcuno” ed è esattamente il ruolo di noi accompagnanti internazionali: siamo con le persone per stare con loro e andare con loro dove c’è bisogno.
Infatti, nascere in Europa e con un passaporto italiano porta con sé un privilegio, perciò possiamo fare la differenza se ci muoviamo insieme alle persone della Comunità di Pace che, dobbiamo ricordare, sono sempre sotto minaccia di morte da parte di chi vorrebbe lo sfollamento dalle loro terre per poterle sfruttare per ritorni economici enormi.
Continuare a coltivare e ad allevare bestiame in questa zona della Colombia è la vera resistenza di questa Comunità, che così facendo reclama il Diritto al proprio territorio e agisce nel solco del suo progetto di indipendenza alimentare.
Accompagnare quindi vuol dire mettersi in cammino e percorrere sentieri scomodi a dorso di un mulo o a piedi per andare in terreni lontani, dove la comunità coltiva i campi o alleva gli animali. Vuol dire vivere insieme in una casa e condividere gli spazi, la quotidianità e i pasti.
Vuol dire, quando richiesto, seguirli nel lavoro nel campo o quando si va a mungere, sedersi su una pietra o un tronco e aspettare che abbiano finito di lavorare.
Significa, quindi, per lo più aspettare e stare nel tempo, che è dilatato e scorre in modo diverso.
Quando si aspetta, però, non lo si fa in modo passivo, si cerca di stare attente all’ambiente circostante e a chi passa intorno, rendendoci visibili.
Per questo la presenza internazionale di Operazione Colomba è così importante.
Le persone della Comunità di Pace si sentono nettamente più tranquille quando accompagnate da internazionali e, anche se pare non succeda niente, questo (magari) è proprio grazie alla nostra presenza, che è un deterrente alle violenze.
La nostra presenza qua non sarà più necessaria dal momento in cui il conflitto non esisterà più e la Comunità non sarà più sotto minaccia, ma purtroppo le circostanze ancora non permettono questa libertà.
Benedetta

Nella foto la scritta: “L’estrazione mineraria uccide la terra, abbiamo diritto di proteggere la natura”.