SITUAZIONE ATTUALE
A ottobre i quotidiani hanno riportato alcuni casi di omicidio e tentato omicidio. Uno di questi riguarda l’estradizione di un 33enne, condannato a 25 anni di carcere per motivi di vendetta dal tribunale di Scutari. Alcune storie di vendetta vengono raccontate anche dalla maestra Liljana, un’insegnante che, come volontaria, si reca presso le abitazioni delle famiglie in vendetta per offrire sostegno ai loro figli.
CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI
Dopo la conclusione dell’evento di Tirana, il progetto è ripartito con ritmi più “normali”, facilitando così la ripresa delle attività quotidiane. Le nostre giornate sono state riempite dalle visite di monitoraggio alle famiglie in vendetta. Questo mese è stato dedicato alle famiglie che non si visitavano da qualche tempo e a quelle che abitano in zone lontane e difficili da raggiungere. Le visite di monitoraggio hanno permesso di studiare un intervento volto a migliorare le condizioni di vita e di sicurezza di una famiglia che, a causa della vendetta, si trova in una situazione di forte precarietà.
Con l’inverno alle porte e l’inizio dell’anno scolastico, spesso, la situazione dei membri più giovani dei clan familiari diventa poi ancora più difficile. Noi continuiamo a stare loro vicino, con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Il mese di ottobre è stato caratterizzato dalla partenza di diversi volontari. Un enorme grazie va a Giacomo, che ha terminato la sua permanenza da lungo periodo in Albania dopo oltre due anni di presenza. La sua instancabile passione, la sua creatività e il suo entusiasmo hanno ispirato e fatto innamorare di questo progetto molte altre persone. Grazie anche a Sara, che è ripartita ma che a brevissimo sarà ancora qui con noi, non vediamo l’ora! Un grazie di cuore anche a Erica e Maria, per aver messo tutte loro stesse nel progetto.



