Settembre 2013

SITUAZIONE ATTUALE

Dopo i risultati elettorali di giugno, che hanno visto il Partito Socialista di Edi Rama vincente, adesso tutte le Istituzioni subiscono il cambio della guardia. Questo cambiamento implica  una sostituzione di una parte del personale istituzionale a tutti i livelli.
Non sono stati pochi infatti i disagi subiti dalla popolazione albanese per la momentanea sospensione dei Servizi Pubblici. Fatto ancora più grave è che le ripercussioni dovute al cambio di rappresentanza hanno nuovamente fatto emergere la fragilità dell’intero Sistema. Si sono infatti registrati alcuni episodi di grave violenza: sono stati effettuati alcuni attentati nei confronti di membri della polizia e di rappresentanti comunali sia a Tirana che a Scutari. Attraverso l’installazione di alcune bombe sotto le macchine delle vittime designate alcune persone sono state ferite gravemente. I giornali non fanno luce fino in fondo sulle ragioni degli attentati, ma le ipotesi sono diverse: corruzione, avvertimenti, promesse non mantenute.
Da metà settembre il nuovo Governo albanese si sta insediando e le attese da parte della popolazione sono tante. Fino ad ora il premier dimissionario, Sali Berisha del Partito Democratico, è stato il leader più votato e l’unico eletto due volte come Presidente della Repubblica. L’attenzione dell’opinione pubblica è quindi concentrata sul mandato di Edi Rama. C’è chi pensa che non cambierà nulla, c’è chi crede nel cambiamento e nel fatto che Edi Rama riuscirà a rilanciare l’economia albanese e a ripulire gli ambienti politici e giudiziari più corrotti.
Intanto l’attenzione mediatica si è focalizzata sul fatto che il nuovo Governo stia ora risanando la diffusa corruzione in alcuni settori della polizia.
Sicuramente Operazione Colomba approfitterà del nuovo mandato politico per rinnovare e rafforzare la richiesta d’intervento dello Stato nella risoluzione del fenomeno della vendetta di sangue.
La chiusura della Campagna di raccolta firme contro la vendetta di sangue, denominata “5000 firme per la vita” si è infatti conclusa il 12 settembre con enorme successo. Le sottoscrizioni raccolte sono ben 5993. Questo significa che la nostra equipe è riuscita a raccogliere circa 1000 sottoscrizioni al mese per sei mesi, superando di gran lunga l’obiettivo iniziale di 5000 firme. Il risultato è indicativo del fatto che una parte della popolazione albanese avverte il problema della vendetta come grave e che cerca appunto, come riportato nella petizione da loro firmata, il sostegno dello Stato nell’applicazione della legge e nella lotta contro il fenomeno. Per dare supporto a questa richiesta, Operazione Colomba consegnerà alle più alte cariche dello Stato albanese e agli uffici che rappresentano le varie organizzazioni internazionali, i risultati raggiunti con la Campagna in modo da fare pressioni affinché le Istituzioni si impegnino a dedicare al fenomeno della vendetta la giusta attenzione e ad attuare misure più efficaci per superarlo anche in base ai nostri suggerimenti.

CONDIVISIONE E LAVORO

Il mese di settembre è stato dedicato in buona parte alla chiusura della Campagna di raccolta firme “5000 firme per la vita”. Il nostro ultimo luogo di raccolta firme è stato la Cattedrale di Scutari in cui in una sola mattinata siamo riusciti a raccogliere più di 400 firme. Anche il sostegno da parte di alcune Associazioni con cui collaboriamo è stato fondamentale perché ha contribuito al superamento dell’obbiettivo prefissato. Dopo aver raccolto gli ultimi fogli, la Campagna è stata chiusa attraverso la manifestazione del 12 settembre in cui a gran voce abbiamo comunicato alla popolazione di Scutari il risultato della raccolta e il proposito di diffonderlo anche alle Istituzioni e ai mass media. Durante la manifestazione abbiamo ringraziato la popolazione di Scutari che ci ha aiutato a raggiungere lo scopo prefissato e cogliamo l’occasione per ringraziare anche tutti coloro che ci hanno sostenuto dall’Italia e dall’estero firmando la petizione online o mettendo foto sul  profilo facebook manifestando il proprio dissenso alla vendetta. A fine manifestazione abbiamo regalato ai passanti dei cuoricini di carta con al centro disegnate due mani aperte e il simbolo dell’Albania. Lo slogan diceva: “Ora il futuro dell’Albania è nelle tue mani” e speriamo che l’augurio sia stato colto. L’attività sulla chiusura della Campagna si è poi focalizzata su un frenetico lavoro di sistematizzazione delle firme e dei dati raccolti per poi provvedere alla stampa e alla diffusione, nonché all’organizzazione, di una conferenza stampa prevista per ottobre che ci permetterà di divulgare i risultati raggiunti attraverso i mass media.
Nonostante la meticolosa attenzione dedicata alla chiusura della Campagna, l’equipe di volontari è comunque sempre riuscita a portare avanti le diverse attività del progetto. Sono continuate a ritmo serrato le visite alle famiglie in vendetta. A seconda dei casi, le visite hanno avuto finalità differenti. In alcuni casi sono state visite di condivisione per consolidare il rapporto creato. In questo senso la vicinanza ai parenti delle vittime della gjakmarrje ha prodotto dei cambiamenti attesi ma insperati. Alcune famiglie stanno infatti riuscendo lentamente a rielaborare il dolore per la perdita dei propri cari.
In altri casi sono state visite effettuate per costruire un rapporto, visto che la cerchia di famiglie di cui ci occupiamo si è allargata includendone di nuove. Il fatto poi che alcune famiglie si presentino direttamente a noi perché è stato loro suggerito da altre Associazioni o Enti Religiosi è indicativo del fatto che ormai siamo sempre più radicati sul territorio.
In questo mese poi il livello di lavoro sulla riconciliazione raggiunto con una famiglia che seguiamo da tre anni, ci ha portato ad osare un cammino che speriamo possa aprirci altre porte per realizzare l’avvicinamento delle parti coinvolte.
La collaborazione con l’associazione LVIA, che si occupa di inserimento lavorativo nel campo dell’agricoltura, ci ha spinto ad interessarci all’attribuzione di una di queste borse di lavoro ad un ragazzo sotto vendetta che già l’anno scorso aveva intrapreso la stessa attività con la stessa Associazione dando buoni risultati. Purtroppo quest’anno la collaborazione non è andata a buon fine forse anche a causa di un cambiamento delle condizione della famiglia da cui proviene il ragazzo.
Inoltre un altro caso che seguiamo da tempo è tornato ad essere grave. Nella famiglia in questione la vendetta è solo uno dei tanti problemi e la vicinanza a queste persona ci porta molto spesso a dover rispondere a quei problemi di cui dovrebbe essere lo Stato, perennemente assente, a farsi carico. Diverse strade sono state offerte alla famiglia, ma le risposte ricevute ci fanno rendere conto di quanto sia difficile abbandonare un modo di pensare che si continua a ritenere giusto anche se fa del male a se stessi e agli altri. Queste difficoltà ci ricordano ancora una volta quanto la strada per la nonviolenza sia davvero lunga e tortuosa e quanto sia necessario essere perseveranti nel percorrerla.
In attesa di ripartire con le attività del gruppo ragazzi in vendetta, abbiamo realizzato una partita di calcetto tra ragazzi e volontari di Operazione Colomba. La partecipazione è stata buona e piena di entusiasmo.
Non si sono fermati nemmeno gli accompagnamenti in carcere, in ospedale e ad altri eventi famigliari che hanno visto come protagonisti sopratutto le parti più deboli delle famiglie interessate.
L'idea e il tentativo di creare una strategia per realizzare una riconciliazione su larga scala qui in Albania non si sta fermando. L’equipe di volontari sul campo, con il sostegno della sede di Operazione Colomba a Rimini, sta portando avanti questo aspetto attraverso la costruzione di una rete internazionale di supporto che parte in primis dal coinvolgimento di diversi studiosi di fama nazionale e internazionale rispetto al tema della riconciliazione.
Questo mese è continuata inoltre la collaborazione con alcune figure religiose che, in alcuni casi, ci stanno aiutando a lavorare sul riavvicinamento delle famiglie in vendetta.
L’inizio della scuola è stato poi un momento difficile soprattutto per le famiglie che hanno ristrettezze economiche molto forti. In questo senso, quando lo si è ritenuto opportuno e in base alle nostre possibilità, abbiamo provveduto ad acquistare noi qualche materiale scolastico di base.
Questo mese è stato ricco anche di volontari che hanno voluto mettere a disposizione delle famiglie in vendetta le loro conoscenze nell’ambito dell’animazione e della cucina. Durante le visite alle famiglie, non sono mancati momenti in cui le persone in vendetta che frequentiamo hanno avuto la possibilità di staccare la mente dalla difficile situazione quotidiana attraverso alcune attività di animazione (con i più piccoli) e tramite l'apprendimento di alcune ricette dolciarie (con le donne).
A fine settembre siamo riusciti anche ad andare a visitare le famiglie in vendetta di Tropoja. E’ stato proprio bello sentire come le attività realizzate quest’estate attraverso il campo estivo fossero ancora ricordate con gioia.
La collaborazione con alcune Associazioni ci ha portato a prendere parte ad una conferenza relativa allo sviluppo economico nel Nord dell'Albania e ad un convegno pubblico per far conoscere alla popolazione i servizi sul territorio; in questa occasione abbiamo avuto la possibilità di mostrare al pubblico e ai mass media nazionali i risultati della Campagna.
Ormai è da quasi un mese che continuiamo a lottare contro la vendetta di sangue utilizzando anche lo strumento del digiuno. Dalla fine di agosto continuano infatti i venerdì di digiuno per manifestare in modo simbolico e concreto contro la vendetta e in favore della riconciliazione.

VOLONTARI

Questo mese è stato ricco di partenze e di arrivi. Non ci sono parole per esprimere la profonda gratitudine e il profondo riconoscimento nei confronti di Laura Collina, volontaria che ha di fatto concluso il lungo periodo con Operazione Colomba. Senza di lei il progetto non avrebbe mai preso vita qui in Albania e non sarebbe dove è arrivato oggi.
In questi tre anni ha dovuto affrontare molte difficoltà ma con il suo sorriso e il suo “amore” ha sempre saputo conquistare molte persone. Laura continuerà a seguire il progetto con meno frequenza e con meno presenza ma sappiamo che in qualche modo ci sarà sempre e che solo col tempo riusciremo ad esprimerle tutta la nostra riconoscenza.
Ringraziamo Agnese per la sua immensa energia in ogni occasione e per l’enorme supporto datoci in generale e in particolare ad agosto durante il campo estivo a Tropoja.
Un enorme grazie va anche a Giulia A. che si è sempre messa a disposizione, qualsiasi cosa ci fosse da fare e grazie anche per la pazienza che ci ha messo nel lavoro di sistematizzazione delle firme.
Salutiamo con un altro grazie anche Amarilli per la sua spiccata spontaneità e per aver scelto, nonostante la giovane età, di venire a sperimentare la nonviolenza in questa terra di conflitto.
Un grazie sincero anche a Chiara che ha saputo mettersi in discussione e camminare insieme sulla strada della riconciliazione e che ci ha illuminato con la sua lucidità.
Grazie a Marcello, pilastro del progetto, che si trova ora in stacco, a cui auguriamo di godersi il più possibile il meritato riposo.
Grazie a Fabrizio per il suo instancabile lavoro dall’Italia e per la sua presenza costante anche da lontano nel nostro progetto.
Salutiamo anche Dario, nostro supporter e traduttore, che si è trasferito a Tirana per iniziare la facoltà di medicina. Gli auguriamo buono studio e di tornare ogni tanto a Scutari a trovarci!
Grazie a Francesca, la voce pubblica delle nostre manifestazioni, che sta scegliendo sempre di più Operazione Colomba.
Un pensiero va ad Emmanuela che in tutto questo tempo ha contribuito al nostro apprendimento della lingua albanese e a farci sentire questo posto più umano.
Un grazie generale perché ogni volontario è stato un pezzo fondamentale del gruppo e fondamentale nella realizzazione delle attività.