Dicembre 2012

SITUAZIONE ATTUALE

Il 18 dicembre si è compiuta a livello istituzionale una sessione parlamentare dedicata al problema della criminalità in Albania. Otto commissioni parlamentari hanno interrogato il Governo albanese su quanto ha compiuto quest’anno per lottare contro la criminalità e su quali misure potrebbero risultare più incisive in futuro.
Il dibattito sul tema della criminalità è sicuramente molto ampio: dai singoli conflitti famigliari o di vicinato che esplodono in casi di violenza estrema, si passa a questioni legate alla criminalità organizzata. Per evitare il rischio che all’interno della sessione di discussione non venisse affrontato il fenomeno della vendetta di sangue, che di per sé costituisce un crimine, l’equipe di Operazione Colomba ha presentato alle commissioni parlamentari un dossier che documenta l’origine, l’evoluzione, la distribuzione e l’entità dei danni prodotti dalla gjakmarrje (vendette di sangue).
All’interno del documento sono state anche descritte alcune proposte che il Governo potrebbe adottare per impegnarsi ad eliminare il fenomeno. Quando le commissioni parlamentari hanno interrogato il Governo sul fenomeno della vendetta di sangue, il loro intervento è risultato maggiormente efficace in quanto hanno potuto rifarsi alla presenza della nostra Associazione sul territorio.
Le informazioni presentate nel dossier redatto da Operazione Colomba sono state rielaborate a partire dall’esperienza di quasi tre anni di vita a contatto con le famiglie in vendetta nel Nord dell’Albania.
Il materiale raccolto è stato costantemente aggiornato in base ai fatti accaduti.
Quasi ogni giorno sui quotidiani compaiono notizie di cronaca relative a nuovi omicidi o a situazioni di violenza in cui la giustizia statale deve ancora fare chiarezza. In alcuni di questi casi sono gli stessi parenti delle vittime ad ammettere apertamente di fronte ai mass media che se la giustizia pubblica non si compierà secondo le loro aspettative, si vedranno costretti ad intervenire alla loro maniera. Spesso tali minacce a livello verbale si trasformano in casi concreti di vendetta.
Per questo il monitoraggio del fenomeno avviene anche attraverso un'attenta e ragionata rassegna stampa.
In molti casi di violenza registrati, le vittime sono donne. Non è un caso che, alla fine del mese di dicembre, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, alcune testate giornalistiche abbiano dedicato diverse pagine alla divulgazione delle immagini di alcune ragazze e donne che purtroppo non avrebbero potuto festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo.  

CONDIVISIONE E LAVORO
Il mese di dicembre è stato una concreta opportunità per passare le festività insieme alle famiglie in vendetta che Operazione Colomba segue da più tempo. Il calore e l’affetto dimostratati in questo mese dall’adesione dei membri delle famiglie in gjakmarrje alle nostre attività sono un chiaro segno di quanto anche la casa dei volontari venga considerata un luogo in qualche modo famigliare.
Il 5 dicembre a Scutari si è festeggiato San Nicola. E’ un evento molto sentito in cui le famiglie ristrette si riuniscono per stare insieme. I volontari di Operazione Colomba in quest’occasione si sono divisi per cercare di offrire la loro vicinanza alla maggior parte delle famiglie che ci hanno invitato a mangiare i loro piatti tipici, cucinati per la festa. La nostra presenza ha permesso di consolidare ulteriormente i rapporti soprattutto con alcuni dei membri delle famiglie seguite.
In questo mese l’equipe dei volontari ha seguito da vicino l’evoluzione di alcune vicende famigliari particolarmente complicate. Il monitoraggio degli eventi e lo studio della strategia da adottare ci permetteranno di intervenire nuovamente a breve in queste situazioni difficili.
Una bufera di neve all’inizio del mese ha reso più difficile gli spostamenti e per questo anche le attività di accompagnamento delle persone in vendetta si sono intensificate.
Negli ultimi tempi siamo anche riusciti a riprendere i rapporti con alcune famiglie in vendetta conosciute da poco. Le visite frequenti e la costanza nel realizzarle ci hanno poi fatto guadagnare la fiducia di queste famiglie tanto che alcuni dei genitori ci hanno permesso di accompagnare i loro figli ad alcune attività ricreative.

Il 23 dicembre l’associazione “Ambasciatori di Pace”, con cui Operazione Colomba collabora da anni, ha organizzato una serie di attività educative per i giovani delle famiglie in vendetta di Scutari allo scopo di festeggiare insieme il Natale. I volontari hanno aderito all’iniziativa accompagnando alcuni dei ragazzi e dei bambini in vendetta all’evento e partecipandovi attivamente.

Come ogni mese ormai da un anno, il 12 dicembre è stato lo scenario per la realizzazione di un’altra manifestazione contro la gjakmarrje.

La raccolta firme contro il fenomeno e in favore di una presa di coscienza della portata negativa che esso ricopre all’interno della società albanese, ha avuto numerose adesioni nonostante il freddo intenso. Il corso pedonale di Scutari è stato tappezzato di volantini che raccoglievano gli slogan utilizzati quest’anno ad ognuna delle manifestazioni realizzate.
Una voce al megafono ha raccontato per un’ora in che modo Operazione Colomba si è impegnata a lottare contro il fenomeno attraverso un’azione costante di sensibilizzazione. Inoltre l’organizzazione della manifestazione vede ormai da circa tre mesi la partecipazione e il supporto da parte di alcuni ragazzi in vendetta che ne stanno diventando sempre più diretti sostenitori.
Il problema della vendetta di sangue spesso determina l’insorgere di innumerevoli ulteriori problemi. Uno di questi consiste nel fatto che l’autoreclusione spinge gli uomini a cadere in depressione e a dedicarsi all’alcol. Dall’alcolismo poi a volte succede che il passo verso la violenza domestica sia breve. Per questo abbiamo partecipato con piacere alla conferenza organizzata dal centro “Passi Leggeri” contro la violenza sulle donne. All’incontro hanno aderito anche le istituzioni locali di Scutari allo scopo di consolidare l’unione degli Enti presenti nella lotta alle cause della violenza di genere.
Questo mese ci sono poi venuti a trovare dall’Italia due rappresentanti dell’associazione Reggio Terzo Mondo (RTM). L’incontro ci ha permesso di confrontarci sul lavoro svolto finora qui in Albania e sulle future intenzioni e possibilità di proseguimento.
Inoltre abbiamo partecipato alla conferenza organizzata dal Comitato di Riconciliazione Nazionale a Tirana. In quest’occasione, una delegazione composta da 12 uomini albanesi, dediti alla missione della riconciliazioni sul territorio (bajraktar), ha illustrato il proprio operato. La delegazione da luglio ha infatti visitato diverse famiglie in vendetta e ha rilanciato il proprio impegno a partire da gennaio 2013. I rappresentanti dell’evento hanno lamentato l’assenza dello Stato e i limiti dell’operato delle associazioni. La delegazione è da tempo sostenuta a livello formale da Antonia Young, ricercatrice all’Università di Bradford. Nonostante la determinazione emersa alla conferenza, l’attività della delegazione continua a presentare delle lacune ai nostri occhi non indifferenti.
In vista delle festività abbiamo dedicato l’attività del gruppo donne alla preparazione di alcune decorazioni natalizie per arredare la casa utilizzando del materiale riciclato. L’incontro ha avvicinato le donne in vendetta e ha permesso loro di svagarsi. La concentrazione sul prodotto del loro lavoro è stata massima. Ne sono usciti manufatti davvero creativi. Non sono mancate le risate e le battute su come ognuna stava realizzando la propria creazione. E’ stato poi appagante andare successivamente in visita a casa delle donne che partecipano al gruppo e trovare le decorazioni realizzate esposte nei più svariati luoghi del salotto.
All’iniziativa con le donne in vendetta è seguito poi l’incontro con il gruppo di ragazzi in vendetta. Attraverso una serie di attività ricreative, i giovani hanno avuto la possibilità di raccontare e raccontarsi vicendevolmente esprimendo le loro visioni sul proprio futuro. Alla fine dell’incontro abbiamo poi accompagnato i ragazzi a giocare a calcetto. I ragazzi si sono impegnati al massimo per cercare di vincere gli uni contro gli altri.
Per le festività è poi arrivato Padre Gianfranco Testa a casa nostra. Padre Testa è stato impegnato con l’emittente Radio Maria a Tirana per circa una settimana. Le sue parole sul perdono e sulla riconciliazione sono state ascoltate in tutta l’Albania e in buona parte dei paesi limitrofi. Il programma ha infatti ricevuto moltissime chiamate. Il 23 dicembre Padre Gianfranco è venuto a casa Colomba a Scutari per passare il Natale con noi. Abbiamo organizzato un incontro con il gruppo donne sotto vendetta per la vigilia. Padre Gianfranco ha dedicato l’incontro al tema della cultura soffermandosi sul suo vero significato e suscitando l’intervento delle partecipanti. Alla fine dell’incontro abbiamo fatto festa con torte e succhi.
Il giorno di Natale sono stati nostri ospiti i membri della casafamiglia del villaggio di Nenshat della Comunità Papa Giovanni XXIII, alcuni membri della struttura per senza fissa dimora “Capanna di Betlemme” di Tirana e alcuni ragazzi in vendetta. Casa Colomba si è riempita di persone e di vita.
Per Santo Stefano i volontari hanno organizzato l’incontro col gruppo di ragazzi in vendetta approfittando della presenza di Padre Gianfranco. L’attività svolta si è concentrata principalmente sul tema della verità e su quanto tale concetto dipenda dal punto di vista di chi parla. Le risposte dei ragazzi ai messaggi lanciati sono state positive. L’incontro si è concluso con un torneo di carte e con i festeggiamenti per il Natale.
Padre Gianfranco Testa non ha poi perso l’occasione di incontrare nuovamente il Vescovo di Scutari Angelo Massafra per organizzare nell’anno nuovo un corso sul perdono e sulla riconciliazione a cui speriamo aderiscano il maggior numero di persone interessate ad impegnarsi concretamente nella lotta al fenomeno.
Per concludere l’anno, i volontari hanno organizzato una festa a casa Colomba invitando i ragazzi in vendetta. Dopo cena, i ruoli si sono scambiati e i ragazzi in vendetta hanno intrattenuto l’equipe con giochi divertenti finquando, verso la mezzanotte, ci siamo recati tutti insieme in un locale affittato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per aspettare il nuovo anno e per ballare insieme.

VOLONTARI
Il mese di dicembre è stato ricco di sorprese.
La lezione sulla nonviolenza effettuata a Tirana nella facoltà di Scienze Sociali alla fine del mese di novembre ha spinto uno studente universitario a scegliere di venire a casa Colomba per vedere come funziona il progetto sul campo. Ringraziamo quindi Ilir per essersi fermato qualche giorno a seguire il progetto insieme a noi e per avere raccontato poi ai suoi compagni la sua esperienza positiva.
Ringraziamo Elena per il suo periodo di permanenza in cui abbiamo sperimentato insieme cosa significa la condivisione diretta con le famiglie in vendetta.
Un grazie di cuore va poi a Padre Gianfranco Testa che ha scelto di passare il Natale e le feste con noi. Il suo contributo nelle famiglie e all’interno del gruppo di ragazzi e di donne in vendetta è sempre più determinante e incisivo. Ormai sentiamo Padre Testa come una parte integrante della nostra equipe.
Grazie a Sokol per il suo impegno costante nel progetto e per la sua passione sincera.
Grazie al contributo di Franceska l’attività del gruppo delle donne in vendetta acquisisce sempre più valore.
Il Natale ha portato poi la nostra famiglia ad allargarsi grazie alla presenza delle sorelle di Laura che si sono rivelate un aiuto preziosissimo nella gestione della casa e nella partecipazione ad alcune delle nostre attività.
La fine dell’anno ci ha poi portato una nuova volontaria, Francesca, che si fermerà con noi per circa una ventina di giorni.
La presenza rimane aperta in maniera continuativa grazie ai volontari full-timer Laura, Marcello e Giulia e a Federica, volontaria di breve periodo.