SITUAZIONE ATTUALE
Sul fronte delle vendette di sangue anche luglio è stato un mese “caldo” con alcuni omicidi per sangue, la cosa che pare sia cambiata è l’attenzione dei media che in questo mese hanno spesso raccontato storie di vendetta. Il fenomeno è finalmente visibile sui media locali.
CONDIVISIONE E LAVORO
Il mese di luglio è iniziato con l’apertura dei campi estivi organizzati dagli Ambasciatori di Pace.
L’iniziativa ha permesso a 20 ragazzi e ragazze provenienti da famiglie vittime del fenomeno della vendetta di sangue, di godersi, a seconda delle varie fasce d’età, una settimana di attività educative, ricreative e di animazione. I giovani che hanno preso parte all’attività avevano dagli 8 ai 20 anni. I partecipanti hanno quindi avuto la possibilità di sperimentare, in alcuni casi per la prima volta, la vita al di fuori dell’ambiente famigliare chiuso e di socializzare con altri coetanei che non sono direttamente coinvolti nel fenomeno delle vendette di sangue. L’esperienza ha contribuito a creare in loro un clima di fiducia e di normalità.
La giornata di formazione lavorativa sulla creazione delle serre agricole, organizzata dall’associazione italiana LVIA, ha poi permesso a 5 persone, tra ragazzi e uomini sotto vendetta, di uscire di casa per apprendere alcune nozioni utili al sostentamento delle loro famiglie. L’evento è stato realizzato attraverso gli accompagnamenti nonviolenti dei partecipanti che vivono “inchiodati” nelle loro abitazioni per timore di subire la vendetta. Oltre agli effetti positivi nell’ambito della formazione-lavoro, il training ha facilitato la comunicazione tra i partecipanti che, incontrando altre persone di origine albanese, hanno raccontato apertamente come vivono la loro condizione di vittime del fenomeno della vendetta di sangue.
Le riunioni di confronto avvenute questo mese con le associazione albanesi in loco ci hanno permesso di consolidare la rete di collaborazione creatasi e, allo stesso tempo, di rafforzare la nostra autonomia rispetto alla realizzazione delle attività di sensibilizzazione sul fenomeno delle vendette. Infatti, come ogni mese, il 12 luglio abbiamo realizzato una manifestazione nel centro del corso pedonale di Scutari contro la vendetta di sangue e in favore della costruzione di una cultura di pace. Per la prima volta dopo mesi, la modalità della manifestazione è cambiata. La manifestazione silenziosa si è trasformata in una manifestazione dinamica in cui il tema centrale è stato la denuncia dei numerosi omicidi per vendetta di sangue avvenuti a giugno e delle affermazioni fatte dal Primo Ministro albanese secondo cui il fenomeno delle vendette è praticamente scomparso. La lettura frequente del comunicato stampa http://www.operazionecolomba.it/albania/albania-comunicati/1317-cs-vendette-di-sangue-in-albania.html che, sulla base dei dati raccolti, smentiva l’infondatezza delle dichiarazioni politiche fatte, ha radunato diverse persone intorno al luogo della manifestazione.
All’inizio di luglio il gruppo di volontari ha poi deciso di aderire ad un’altra dimostrazione organizzata da alcune associazioni di Tirana che hanno nuovamente manifestato contro l’omicidio di Marie e di Kole Q., una ragazza di 17 anni e lo zio di 70 anni, avvenuto a giugno.
http://www.operazionecolomba.it/albania/1315-come-se-le-parentele-si-scegliessero.html
Da molti mesi il team di Operazione Colomba continua infatti a seguire le vicende di questa famiglia per attuare un intervento strutturato. A luglio, la vicinanza ai nipoti di Kol Q. è stata testimoniata attraverso l’assistenza sanitaria agli uomini chiusi della famiglia, il sostegno morale dimostrato alle mogli e il coinvolgimento dei figli in alcune attività ricreative.
Il rapporto con la famiglia è stato ulteriormente consolidato dal loro invito a partecipare alla festa del Santo Patrono del villaggio.
La stretta vicinanza alla famiglia ci ha permesso di comprendere in maniera più approfondita la situazione di vendetta attuale per poi pensare ai successivi passi da compiere nell’ottica di una riconciliazione. L’equipe sta infatti cercando di prendere contatto con tutte le autorità o le figure religiose locali che possano permetterci di facilitare la costruzione di un ponte di dialogo tra le parti.
In questo mese il gruppo ha poi continuato a portare avanti le visite di monitoraggio e di consolidamento dei rapporti con le famiglie che seguiamo da anni. L’equipe è infatti stata coinvolta nella partecipazione ad alcune attività agricole realizzate per sostentarsi dalle famiglie in vendetta.
Inoltre lo stacco estivo del percorso del gruppo donne ha spinto i volontari a concentrarsi su alcune visite destinate alle signore in vendetta che hanno seguito il processo di rielaborazione del dolore durante l’anno. Le visite hanno avuto lo scopo di rafforzare la relazione con loro e di far sentire la vicinanza dell’equipe nonostante la pausa estiva.
Il contatto diretto con alcune figure religiose che hanno seguito, insieme al team di Operazione Colomba, un caso particolare di vendetta di sangue esploso a marzo, ha subito delle evoluzioni repentine. Come spesso succede in queste situazioni, la famiglia coinvolta, che ha ricevuto in questi mesi un forte supporto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, ha deciso di tentare la strada dell’espatrio. A metà del prossimo mese, i familiari più a rischio dovrebbero abbandonare l’Albania.
L’organizzazione del campo estivo, che avverrà nelle montagne di Tropoja ad agosto, è stata fondamentale nel mese di luglio. Le frequenti riunioni hanno permesso all’equipe di Operazione Colomba, in collaborazione con alcuni volontari kossovari e alcuni volontari italiani di una piccola associazione che si chiama Progetto Colomba, di realizzare i contenuti del campo che speriamo coinvolga un gran numero di giovani nell’ottica di diffondere una cultura basata sui diritti e sulla legalità.
Nella seconda metà di luglio sono finalmente arrivate le due auto che hanno sostituito i vecchi automezzi di cui il team si è servito fino ad ora. Dato che l’utilizzo delle automobili è fondamentale proprio per effettuare gli accompagnamenti delle persone in vendetta, l’arrivo delle auto sostitutive funzionanti è stato indispensabile.
Purtroppo a fine luglio l'equipe di Operazione Colomba è stata coinvolta in una vicenda familiare, caratterizzata da frequenti violenze domestiche e scaturita dell’omicidio di Marjana, una ragazzina di 14 anni. L’omicidio è stato compiuto il primo agosto dal padre della ragazza che a sua volta si è poi tolto la vita. Il fatto ci ha sconvolto e addolorato anche perché tutto il gruppo di volontari era particolarmente legato a Marjana che aveva seguito buona parte delle attività ricreative del nostro progetto. Qui potete leggere un pezzo scritto da K in suo ricordo
VOLONTARI
Il mese di luglio ha visto la partecipazione di numerosi volontari. A metà mese è arrivata Giulia da Imola che con naturalezza si è da subito inserita nel gruppo di volontari. Mentre a fine mese Anna di Bologna è tornata a trovarci e rimarrà ad offrire il suo sostegno al progetto per più di un mese.
Ringraziamo il fondamentale contributo di Silvana che in questi due mesi ha lasciato delle “orme” nel progetto che continueremo a percorrere.
Ringraziamo Sokol per il suo sentito coinvolgimento nelle attività di Operazione Colomba.
Ringraziamo tantissimo Guido e Andrea per il loro preziosissimo aiuto logistico, tecnico e morale per quanto riguarda l’arrivo e il funzionamento delle nuove auto di Operazione Colomba.
Ringraziamo Clara, volontaria full-timer di Operazione Colomba in Colombia, per esserci venuta a trovare e per averci arricchito dell’esperienza che sta vivendo in America Latina. Le auguriamo un buon cammino.
Ringraziamo anche Luca, il fratello di Valentina R., per essere venuto a conoscere il progetto.
Ci congratuliamo con Dario che si è finalmente laureato come studente modello.
Infine, come sempre, un grazie di cuore a Francesca e a Benny per la loro disponibilità a sostenere il progetto di Operazione Colomba in ogni modo.



