Maggio 2012

SITUAZIONE ATTUALE

In tutto il mese di Maggio si sono susseguite le consultazioni parlamentari per la nomina del prossimo Presidente della Repubblica. L’elezione del Presidente è effettuata dall’Assemblea Parlamentare e prevede un complesso iter (si veda l’art. 87 Cost. Albanese) nel caso non vi sia subito una maggioranza assoluta che sostiene il candidato presidenziale. Alla prima tornata, l’Assemblea non è stata in grado di raggiungere una maggioranza assoluta e – conseguentemente – le consultazioni (che vengono presiedute dai capigruppo parlamentari di partito) andranno avanti sino a quando non si troverà una figura in grado di ottenere una fiducia più ampia.

Oltre a quello della ricerca di una persona autorevole in grado di rappresentare l’unità nazionale, i problemi sorti durante il mese di Maggio, e sollevati soprattutto dall’opposizione socialista, riguardano anche la stessa procedura di selezione e voto. L’opposizione non intende lasciar eleggere un candidato vicino a Berisha, ma allo stesso tempo non si espone candidando un suo rappresentante. La situazione è allo stallo e la prima votazione in Parlamento ha visto un nulla di fatto.
Dal punto di vista regionale, sta crescendo la tensione nel nord del Kossovo. Le truppe della NATO, nel tentativo di eliminare i posti di blocco messi dagli abitanti serbi lo scorso anno (il confine è ancora disputato), hanno risposto all’attacco dei civili serbi che volevano impedirlo. Gli scontri hanno provocato dei feriti da entrambe le parti. Se l’episodio in sé non sembra grave, le dichiarazioni del neo-eletto presidente serbo non allentano il clima di tensione, anzi lo infiammano.
Il Presidente Nikolić ha impostato la nuova linea politica basandola su un forte ultra-nazionalismo: ha dichiarato, dunque, che non riconoscerà mai l’indipendenza del Kossovo e che a Srebrenica non si è trattato di genocidio, ma solo di gravi crimini di guerra. Teniamo le dita incrociate in questi momenti che sembrano di storia già vissuta e già patita, sperando che a prevalere siano sempre i mezzi pacifici ed i richiami al dialogo.

 

CONDIVISIONE E LAVORO

Ci sentiamo in dovere di iniziare la parte di “condivisione e lavoro” con quella che è stata l’attività più eclatante del mese di Maggio (mercoledì 9): il flash mob contro la gjakmarrja, in collaborazione con gli “Ambasciatori di Pace”, avvenuto sul viale pedonale di Scutari. Allo spettacolo di protesta hanno partecipato attivamente 140 tra bambini e giovani albanesi. Le coreografie hanno messo in scena la rabbia ed il dolore, il rifiuto della violenza e della vendetta e la scelta della pace, sostenuta da tutti. Il messaggio è chiaro: la società tutta si deve per prima sentire coinvolta in questo impegno e sostenere questa scelta. L’evento si è infatti concluso con una grande striscione che recitava “ Il sangue degli innocenti chiama anche te”. Lo spettacolo è stato toccante e sui volti dei ragazzi sembrava di scorgere la consapevolezza che stessero partecipando a qualcosa di veramente importante.
Sulla scia del successo del flash mob, è stato ripresentato l’ormai classico appuntamento del ‘cerchio silenzioso’. Il 12 maggio si è dunque svolta la manifestazione contro la gjakmarrja, il cui tema stavolta proponeva il parallelo tra il fenomeno che siamo qui a combattere ed un virus. Un cerchio interno di persone, travestita con le tute tipiche di chi si ritrova alle prese con un virus, si univa richiamando l’attenzione sul fenomeno e sull’alto numero di vittime che questo ha determinato. Nel cerchio più esterno ed ampio si sono posti i manifestanti, vero ed unico antidoto al virus. Volantini e cartelloni sottolineavano ed invitavano a non rimanere indifferenti (“l’indifferenza favorisce l’infezione”) e ad unirsi al cerchio (“Diventa anche tu una molecola del vaccino anti-virus”).

Nell'ottica di una collaborazione più ampia, sempre con gli “Ambasciatori di Pace” abbiamo avviato una serie di visite volte ad una maggiore conoscenza delle famiglie ed alla partecipazione dei bambini e ragazzi sotto-vendetta ad i campi che gli AP organizzeranno a Luglio a Durazzo. Anche con Elisa (Casco Bianco per LVIA) abbiamo continuato l’attività di monitoraggio della situazione delle colture e degli orti nelle famiglie sotto-vendetta.
Le attività relative al ‘gruppo donne’ proseguono a buon ritmo e, se ancora molto c’è da fare nella costruzione del gruppo, è evidente come sia con la massima apertura che ci accolgono e ci vengono a trovare. Anche questo mese abbiamo avuto modo di organizzare un momento di testimonianza all’interno delle attività del ‘gruppo donne’. A raccontare le sue esperienze di donna in Albania ha partecipato Cristina, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII per la zona Albania. L’incontro è stato sentito e partecipato e si è concluso con un momento molto toccante.
Continua in modo lento ma costante lo sforzo per un lavoro di rete con le associazioni presenti a Scutari impegnate, in maniera diretta o indiretta, sul fenomeno della gjakmarrje. Durante il mese abbiamo svolto due incontri di coordinamento con le altre associazioni per organizzare una manifestazione comune di protesta e sensibilizzazione sulla gjakmarrja. La manifestazione che si dovrebbe tenere il 14 giugno vedrà il coinvolgimento di più organizzazioni locali che collaboreranno insieme per la riuscita dell’evento.  
A fine mese abbiamo organizzato una partita di calcio coinvolgendo alcuni ragazzi delle famiglie che seguiamo. Erano presenti anche ragazzi che, data la loro situazione di vendetta , vivono una tale condizione di chiusura che non soltanto non possono uscire liberamente da casa ma vivono in luoghi nascosti e lontani dalla loro famiglia di origine per la forte paura di subire conseguenze gravi.  
Continua il lavoro costante e semplice di visita e condivisione di vita delle famiglie in vendetta che seguiamo. Aldilà di proposte di attività o piccoli servizi, l’intento che cerchiamo di perseguire è quello di mostrare vicinanza e solidarietà verso queste persone che stanno vivendo condizioni esistenziali avverse. L’impegno è quello di proporre e comunicare modalità di essere e modelli relazionali che diano il senso della speranza e della fiducia nel futuro.
Abbiamo incontrato anche il vescovo della diocesi di Sapa, Monsignor Luciani, in vista della costruzione di una collaborazione che va nella direzione di una riconciliazione generale nel territorio della sua Diocesi.
Anche questo mese ci siamo recati a Tropoja, compiendo un blitz di un solo giorno, per valutare la possibilità di organizzare un campo estivo incentrato sulla nonviolenza, sul dialogo e sulla sensibilizzazione. Siamo andati a parlare con don Antonio e Suor Lia per coordinare gli sforzi con chi, molto meglio di noi, conosce e vive l’ambiente da più tempo. L’intento è quello di coinvolgere i giovani di diverse aree della zona montuosa per attività sia educative sia ricreative in uno sforzo volto alla promozione di una maggiore coscienza sociale e al favorire processi di cambiamento in positivo. Le attività del campo saranno organizzate e gestite da Operazione Colomba con la partecipazione di giovani volontari di Progetto Colomba (dal trentino) e kossovari. La missione è andata bene ed abbiamo avuto tutto il (fondamentale) supporto logistico da parte loro, necessario per poter impostare a modo le attività.

VOLONTARI

Anche il mese di maggio ha visto l’arrivo e la partenza di alcuni volontari. La nostra cara Giulia è tornata in Italia per il necessario mese di stacco, le siamo vicini/e in questo momento di stress dovuto alle ripetute scosse di terremoto. Con lei è tornata in Italia la solare Sara, che salutiamo. Sul fronte arrivi, diamo il benvenuto a Silvana che in una sola settimana è già riuscita ad integrarsi perfettamente e a far sentire quanto può essere importante la sua presenza. La collaborazione invece con Sokol si fa sempre più stretta ed è bello vedere quanto, a distanza di anni, il lavoro della Colomba riesca a mantenere intatti i rapporti di fiducia ed amicizia. Ringraziamo poi Francesca, Vjolca e Cristina per l’aiuto che ci danno nel gruppo donne e Benny nel suo quotidiano impegno al nostro fianco.