SITUAZIONE ATTUALE
Nel mese di Febbraio in Albania non ci sono state novità rilevanti di carattere generale.
La prima metà del mese è stata caratterizzata dal forte maltempo in tutto il Paese. La forte neve nelle aree settentrionali ha bloccato le strade ed isolato interi villaggi, costringendo il Presidente Berisha a dichiarare lo stato di calamità. I disagi sono stati vissuti in tutto il Paese e, per qualche giorno, anche nella città di Scutari è stato impossibile circolare regolarmente sulle strade. Di cui prendere nota c'è una notizia che arriva dall’Italia: a Prato è stato arrestato un uomo albanese che pare si fosse recato in Italia per vendicare l’uccisione del nipote morto lo scorso Luglio a Valona (Vlorë). La notizia, se confermata dalle indagini, dimostrerebbe ulteriormente quanto il fenomeno delle vendette sia un fenomeno reale, concreto (e che talvolta assume caratteri transnazionali). Indirettamente poi, la notizia dimostra quanto Albania ed Italia siano vicini e quanti legami esistono tra i due Paesi, nel bene e nel male. Ecco perché la nostra presenza qui si conferma sempre più importante e quanto la nostra azione nonviolenta si dimostri sempre più fondamentale.
Mercoledì 29 Febbraio con Cristina (Responsabile di zona per la Comunità Papa Giovanni XXIII in Albania) Operazione Colomba ha incontrato il Vescovo di Sapa. Come già riportato nello scorso report, l’obiettivo è una riconciliazione generale tra le famiglie in vendetta. Il Vescovo Lucjan Augustini ci ha spiegato che il Giubileo riguarda sì la riconciliazione con Dio, ma anche quella tra gli uomini. Per questo motivo ha dato mandato a tutti i preti nei territori della diocesi di raccogliere informazioni sulle faide presenti nella zona affinché la riconciliazione abbia la copertura più ampia possibile. E’ per questo motivo che è fondamentale unire gli sforzi a partire dalla condivisione delle informazioni rispettivamente in possesso, ed intraprendere una strategia comune verso un percorso di riconciliazione sentito e partecipato.
Per quanto riguarda il sostegno ai processi di riconciliazione Operazione Colomba ha anche incontrato il parroco di un quartiere alla periferia di Scutari in cui vivono diverse famiglie in vendetta. Durante l’incontro abbiamo esposto il ruolo e gli obiettivi che ci siamo posti come Operazione Colomba. Gli abbiamo spiegato inoltre come la nostra volontà di incontrarlo fosse stata determinata anche dal fatto che alcune famiglie ci hanno chiesto di incontrare la famiglia rivale. Così anche con lui abbiamo deciso di intraprendere una collaborazione che faciliti le relazioni tra le famiglie, contribuendo alla distensione dei rapporti necessaria al cammino verso il perdono e la riconciliazione.
CONDIVISIONE E LAVORO
Purtroppo anche le attività di Operazione Colomba hanno risentito delle bufere di neve ed alcune di esse hanno subito un rallentamento. E’ stato un mese difficile che però non ci ha fermato dal continuare nell’attività degli accompagnamenti su strade impervie ed innevate. Grazie agli accompagnamenti permettiamo ai ragazzi, alle donne ed agli uomini sotto vendetta di superare gli ostacoli posti dalla condizione di auto-reclusione. E’ importante poi, soprattutto nei momenti più difficili, dimostrare a queste famiglie che noi ci siamo, contribuendo così a costruire un sempre più profondo rapporto di fiducia.
Purtroppo lo spettacolo teatrale “La cantatrice calva” preparato dai ragazzi, previsto per il 10 Febbraio, è stato rimandato a causa della neve. Dopo aver quasi completato gli accompagnamenti in teatro, il cielo ha iniziato a far cadere una quantità impressionante di neve.
Bufera che non dava segni di voler finire nel breve periodo. Per questo motivo siamo stati costretti a cambiare all’ultimo minuto i programmi ri-accompagnando, prima che tutte le strade fossero bloccate, ragazzi e genitori a casa. Lo spettacolo è stato rimandato al mese di Marzo, nella speranza di un clima più clemente
Le intemperie non ci hanno fermato però dall’effettuare, il 12 Febbraio, la manifestazione silenziosa contro le vendette nel centro della città. Nonostante lo stato di calamità dichiarato dal Primo Ministro, Operazione Colomba ha ritenuto opportuno non fermarsi e portare avanti questa attività di sensibilizzazione così importante in un contesto come quello albanese. Contesto in cui le autorità pubbliche tendono a nascondere il fenomeno e dove lo stesso “manifestare”, inteso come strumento di lotta pacifica per l’ottenimento dei diritti, è piuttosto lontano dall’immaginario della collettività.
A fine Gennaio abbiamo inaugurato con un primo incontro una nuova attività che poi abbiamo portato avanti per tutto il mese di Febbraio, raccogliendo già diversi feedback positivi: il Gruppo Donne. Nell’ambito della creazione di momenti d’incontro, di riflessione e di discussione, sono stati organizzati due gruppi di 4-5 membri ciascuno che si incontra a cadenza quindicinale.
Attraverso lo strumento della condivisione delle rispettive esperienze, l’obiettivo è promuovere il confronto tra donne (in un contesto neutrale e con il supporto di traduttrici albanesi) così da facilitare la rielaborazione positiva delle emozioni e la capacità personale di cambiamento.
Questo percorso di elaborazione è la base necessaria per poter poi avviare azioni di riconciliazione vere e proprie.
Dopo diversi tentativi Operazione Colomba è riuscita a garantire ad un ragazzo tetraplegico, con problemi di vendetta, il diritto alla salute. E’ stato organizzato e gestito, con il fondamentale supporto dalla sede in Italia, il trasferimento del ragazzo in una struttura ospedaliera italiana dove potrà ricevere cure adeguate.
Infine vi è un’ottima notizia da condividere: la Provincia Autonoma di Trento finanzierà una parte importante del progetto di Operazione Colomba in Albania fino al 2014 (vi chiediamo però come sempre aiuto e sostegno per la parte di cofinanziamento mancante e fondamentale per la realizzazione del progetto!). E’ per questo motivo che abbiamo sfruttato i giorni bloccati dalla neve (e non solo) per organizzare e progettare il nostro intervento in un’ottica di più lungo periodo. Da segnalare, tra le nuove attività che andremo ad iniziare, c'è la formazione di un Gruppo Studio per giovani, secondo le esperienze di riconciliazione di Operazione Colomba in Kossovo. Siamo ancora in una fase di progettazione, ma la volontà, l’impegno e le aspettative dei volontari sono già palpabili.
Su proposta degli Ambasciatori di Pace, in particolare di Luca ed Ilaria (caschi bianchi del progetto sperimentale oltre le vendette) è partita un'iniziativa, alla quale abbiamo aderito, che si propone di organizzare un evento, con la partecipazione di molti giovani, contro le vendette di sangue. Il grosso della fatica è loro ma cerchiamo di supportarli per quanto possiamo.
Volontari
Il mese di Febbraio è stato rivoluzionario. Salutiamo, con la certezza che ci rivedremo presto, Laura che è tornata in Italia per concludere i suoi studi universitari: grazie Laura di aver creato della relazioni così semplici, e allo stesso tempo così profonde, con tantissime persone auto recluse. Ti portano tutti nel cuore.
Diamo anche il benvenuto ad un’altra volontaria di lungo periodo, Giulia, che si fermerà qui un anno e che sta già dando una grandissima mano alla presenza. Questo mese, oltre alla presenza di Laura, Marcello, Giulia, Patty, Vale ed Angelo sono venuti a trovarci Valentina, Maria, Francesca, Guido e Carlos. Senza il loro impegno, il loro aiuto e la loro forza d’animo non saremmo mai riusciti a portare a termine tutti gli obiettivi che ci eravamo preposti: un grazie di cuore e tornate presto a supportarci!
Ringraziamo infine anche Simone, per il suo impegno nell’attività di monitoraggio, Vjolca e Franceska, per l’aiuto fondamentale che ci danno con il Gruppo Donne, e Dario, per la sua disponibilità in ogni occasione.



