E’ il giorno prima di partire

È il giorno prima di partire

Mi sto cagando in mano perché non credo di possedere delle competenze all’altezza della situazione. Sono già stato in posti martoriati dalla povertà ma mai in Africa, mai con una guerra conclusasi da così poco tempo, mai permanendo per così tanto tempo.
 

Sono eccitato all’idea di partire, ma allo stesso tempo preoccupato perché l’inglese non lo so quasi, perché non conosco nemmeno il gruppetto con cui parto, però sono soddisfatto perché non mi sono arreso e questo sogno che ambivo si sta realizzando. L’ho cercato e ricercato, coltivato e domani mattina si parte... Bologna, Bruxelles, Nairobi e Kampala.

Parto con dei taccuini moleskine in tasca per gli appunti di viaggio che amici alla partenza mi hanno regalato, un registratore vocale per le interviste, dei questionari in inglese che chissà se mai somministrerò, un vocabolario di inglese che potrà salvarmi nelle emergenze ed infine un libro di Kapuscinsky che mi terrà compagnia per il viaggio di andata.

Penso a quando lavoravo e desideravo la partenza attraverso l’invidia che provavo nei confronti dei partenti per le missioni. Ora sento che dò un senso al mio licenziamento. Ora sento che dò un senso al mio essere aperto al mondo, sensibile alle cause di ingiustizia, alla mia insoddisfazione ad essere così come sono, ma desideroso di poter crescere facendomi accompagnare da questa Mama Africa che così misteriosa sta spalancando le sue porte.

J.