Operazione Colomba – report mensile delle attività in Albania – agosto 2018

Situazione attuale

Nel mese di agosto sulla stampa albanese sono stati riportati numerosi conflitti, alcuni di essi sfociati purtroppo in omicidio. Il 10 agosto un uomo è stato ucciso a Scutari per motivi poco chiari e presumibilmente riconducibili, secondo la polizia, a un caso di vendetta di sangue che aveva già precedentemente causato la morte di quattro persone. Il 14 agosto, inoltre, è stato arrestato un latitante di 39 anni che, nel 1999, aveva ucciso due persone per vendetta. Il monitoraggio dei media permette la raccolta costante di informazioni relative alle violazioni dei diritti umani causate dalla pratica della vendetta di sangue.

Attività

La prima settimana di agosto, siamo stati nella regione di Tropoja dove abbiamo svolto, come ogni anno, un campo estivo per bambini, ragazze e donne. La nostra presenza a Tropoja ci ha permesso di monitorare alcune situazioni di vendetta, attraverso la realizzazione di visite a famiglie coinvolte nel fenomeno. Un momento molto significativo ha avuto come protagonisti due bambini fra loro cugini, che appartengono ad una famiglia coinvolta in una faida: con loro si è parlato di come si possono affrontare i conflitti e dell’assoluta inefficacia di risolvere gli screzi in maniera violenta. Questi sono piccoli semi di pace che speriamo diano in futuro frutti meravigliosi.

Tornati a Scutari abbiamo ripreso le visite domiciliari alle famiglie e abbiamo svolto due accompagnamenti per permettere a due donne di visitare in carcere i loro mariti. Inoltre, abbiamo approfittato del bel tempo per fare alcune gite con le famiglie. Per esempio, abbiamo accompagnato un uomo autorecluso da tempo e la sua famiglia sulle montagne del nord dell’Albania, dove si trova il loro villaggio d’origine da cui mancavano da 20 anni. Inoltre, questo mese siamo stati particolarmente vicini ad una coppia che sta attraversando un periodo difficile a causa della loro storia di vendetta. Pur essendo consapevoli della necessità di superare l’uccisione di un loro caro e di guardare avanti, la rielaborazione di quanto accaduto risulta essere ancora faticosa.

Sostenere le vittime del fenomeno delle vendette di sangue nel processo di superamento del lutto e di rielaborazione del conflitto favorisce l’attuazione di percorsi di giustizia riparativa e promuove l’impiego dell’alternative dispute resolution. Questi elementi contribuiscono a creare un contesto positivo e sicuro in cui le famiglie in vendetta possono pensare con serenità al proprio futuro e a quello dei loro figli.

Rapporto con le istituzioni e lavoro in rete

Agosto è stato un mese ricco di testimonianze. Abbiamo risposto alle domande di due giornalisti, che ci hanno incontrato a Scutari per approfondire il nostro lavoro. Continuano anche le collaborazioni con altre associazioni: l’associazione italiana “AVS” che ha intrattenuto e divertito i bambini delle famiglie in vendetta con uno spettacolo di clown e la Fondazione Mary Ward Loreto, che ci ha aiutato nella realizzazione di alcune attività del campo estivo a Tropoja.

Con il contributo di UE-Save the Children-Cilsp.