Situazione attuale e Attività volontari/e
A settembre le attività sul campo, dopo la partenza di alcune volontarie e volontari, sono un po’ rallentate, ma abbiamo comunque avuto l’opportunità di raccogliere informazioni sulle violazioni dei Diritti subite da tredici bambini e adolescenti Mapuche di Temucuicui a seguito di controlli armati della polizia cilena sui furgoni del trasporto scolastico. La Corte d'Appello di Temuco ha respinto il ricorso di tutela, ritenendo i controlli legali, ma ha imposto ai Carabineros di adottare protocolli rigorosi a tutela dei minori nei futuri procedimenti. Il team ha avuto, inoltre, l'occasione di partecipare a un incontro di riflessione e valutazione dell'Istituto per i Diritti Umani nella Regione di Los Ríos. Questo ha permesso di rafforzare la nostra rete di collaborazioni.
Alla fine di agosto, due cause intentate contro l'avvocato Luis Hermosilla dai membri di una comunità Mapuche sono state dichiarate ammissibili. Hermosilla è accusato di traffico di influenze, corruzione e ostruzione alla giustizia in relazione al caso Luchsinger-Mackay. Lo sviluppo di questo caso può mettere in evidenza la disparità di trattamento nei procedimenti che coinvolgono i Mapuche.
Riguardo al noto caso Grollmus, il 21 settembre il Tribunale penale di Cañete ha emesso sentenze contro 18 membri della comunità Mapuche, infliggendo pene detentive che, complessivamente, superano i mille anni. Cinque sono stati condannati a 80 anni, nove a 65 anni e tre a 35 anni, mentre tre minorenni sono stati condannati secondo la giustizia minorile. Gli avvocati della difesa hanno contestato, in particolare, l’utilizzo di testimoni protetti, sostenendo che tali testimonianze richiedono un esame rigoroso nell'ottica del diritto alla difesa.
Le comunità Mapuche-Williche del Pilmaiquen hanno promosso iniziative di sensibilizzazione internazionale in Norvegia, Paese della società statale Statkraft. Una delegazione si è recata a Oslo per denunciare gli impatti delle attività idroelettriche sul fiume, sulle loro terre ancestrali e sui luoghi di significato culturale e spirituale sottolineando che l'impatto dei progetti idroelettrici non si limita alla sfera ambientale, ma coinvolge anche spazi di significato spirituale e culturale per i Mapuche. Insieme a rappresentanti del popolo Sami, hanno organizzato una manifestazione davanti al Parlamento norvegese e lanciato una petizione indirizzata alle autorità e a Statkraft. Per conoscere la storia della lotta per la difesa del rio Pilmaquen, invitiamo ad ascoltare la puntata 7 e 8 del nostro podcast.
Sempre in quest'ottica, Jaime Huenchullán Cayul, di Temucuicui, è intervenuto durante una sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, denunciando la militarizzazione del territorio, la situazione dei prigionieri Mapuche, le persecuzioni giudiziarie, le riforme legislative e i diritti territoriali e collettivi. L'intervento mirava a portare il conflitto con lo Stato cileno nell'arena internazionale dei Diritti Umani e dei Diritti dei popoli indigeni.
Il 24 settembre, sempre nel corso del Consiglio per i Diritti Umani, una rappresentante della Comunità Papa Giovanni XXIII ha portato all’attenzione dell’Assemblea la situazione del popolo Mapuche in Cile, richiamando le profonde ingiustizie che, da lungo tempo, segnano il rapporto tra Mapuche e Stato.
Organizzazioni di pescatori artigianali e Mapuche hanno contestato le dichiarazioni della FAO al III Vertice mondiale sulla pesca su piccola scala, criticando la promozione dell’acquacoltura industriale e la messa in dubbio del valore nutrizionale della pesca tradizionale. Hanno chiesto scuse pubbliche e una maggiore rappresentanza diretta nei dibattiti internazionali sulla sovranità alimentare.
Le organizzazioni hanno inoltre collegato la discussione alla Legge Lafkenche e agli Spazi Marini Costieri dei Popoli Indigeni (ECMPO), difendendo questi strumenti dalle iniziative volte a modificarli.
Sul fronte agricolo, il SAG (Servizio Agricolo e Zootecnico) ha pubblicato i risultati della consultazione pubblica su una proposta di regolamentazione della commercializzazione delle sementi, un processo che ha ricevuto oltre 66.000 commenti. Tra le principali preoccupazioni emerse vi erano la tutela delle sementi contadine, autoctone e tradizionali, il sistema tradizionale di scambio di sementi (trafkintu), la sovranità alimentare e la biodiversità. Nonostante la partecipazione delle popolazioni indigene e i commenti relativi alle pratiche di scambio tradizionali, il SAG ha mantenuto la sua decisione di non avviare una consultazione con le popolazioni indigene, sostenendo che la proposta regola solo il commercio formale di sementi e non incide direttamente su di esse, in conformità con la Convenzione ILO n. 169.




