CILE-MAPUCHE / Agosto 2026

Situazione attuale e Attività volontari/e

Nel mese di agosto nel Wallmapu (territorio ancestrale Mapuche) si sono verificati diversi eventi che hanno messo in luce le tensioni tra le politiche statali, gli interessi economici e la tutela dei diritti territoriali e culturali del popolo Mapuche. Nuove iniziative e modifiche di normative riguardanti l'ambiente, le sementi e le zone costiere hanno suscitato preoccupazione per le potenziali restrizioni alle pratiche tradizionali e per le possibili violazioni dei Diritti Umani, rafforzando la criminalizzazione e indebolendo le garanzie a tutela del popolo Mapuche.

Nel corso di questo mese, il team ha proseguito le attività, prima fra tutte, il monitoraggio online, come osservatori internazionali dei Diritti Umani, del processo sul caso Grollmus, che si è concluso il 27 agosto con le arringhe finali. Durante il procedimento, la difesa e i familiari hanno denunciato una possibile violazione della presunzione di innocenza e del giusto processo, mettendo in discussione l'utilizzo di testimoni protetti come principale fondamento dell'accusa e sottolineando le pressioni politiche che hanno circondato il caso. Le comunità hanno definito il processo una forma di criminalizzazione delle rivendicazioni territoriali dei Mapuche-Lafkenche. La lettura del verdetto è avvenuta il 1° settembre, mentre le pene e le relative motivazioni verranno rese note nel corso di un'udienza successiva il 21 settembre.

Durante questo mese sono state molte le visite di saluto alle comunità, in quanto tre dei nostri volontari stavano rientrando in Italia. Crediamo che costruire relazioni implichi anche salutare ed esprimere la nostra gratitudine per la calorosa accoglienza che riceviamo sempre dalle diverse persone e comunità. Nella regione di Los Ríos, la Commissione per la Valutazione Ambientale (COEVA) ha respinto il ricorso presentato dalle comunità Mapuche contro l'approvazione del parco eolico di Ovejera Sur, nonostante le preoccupazioni sollevate in merito all'impatto su aree di importanza culturale e spirituale legate alle pratiche cerimoniali Mapuche. La decisione evidenzia le tensioni tra l'approvazione di progetti di investimento e l'effettiva tutela del legame spirituale e culturale delle comunità con i propri territori.

Le comunità hanno messo in dubbio l'adeguatezza delle misure di mitigazione per salvaguardare questi spazi, sostenendo che il loro valore non può essere ridotto a una mera dimensione ambientale. Questo caso evidenzia ancora una volta i limiti dei meccanismi di valutazione ambientale nel garantire una protezione completa dei diritti culturali e territoriali dei Mapuche.

Negli ultimi anni, a livello nazionale sono state introdotte quattro importanti modifiche in materia di valutazione ambientale: la modifica del Regolamento sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che amplia i criteri per la valutazione degli impatti sui sistemi di vita e sui costumi; il rafforzamento e l'aggiornamento della consulta indigena, attraverso una nuova direttiva del 2025 e l'integrazione dei criteri relativi ai cambiamenti climatici nella valutazione dei progetti.

Nei mesi di luglio e agosto, le organizzazioni e le comunità Mapuche hanno espresso preoccupazione e dissenso nei confronti di una proposta di regolamento promossa dal Servizio Agricolo e Zootecnico (SAG), denunciando che il regolamento, attualmente oggetto di consultazione pubblica, potrebbe compromettere pratiche ancestrali come il txafkintu (scambio di semi) e la minga (lavoro comunitario), oltre a minacciare la sovranità alimentare e la continuità delle conoscenze e delle pratiche culturali legate ai semi.

Successivamente, le organizzazioni Mapuche e contadine hanno denunciato la potenziale privatizzazione e appropriazione di semi che storicamente sono stati conservati e scambiati dalle comunità. Queste organizzazioni sostengono che tali regolamenti potrebbero violare i diritti economici, sociali e culturali, e mettono in discussione la mancanza di consultazione preventiva con i popoli indigeni, in contrasto con gli standard stabiliti dalla Convenzione ILO n. 169. In questo contesto, affermano che i semi fanno parte del patrimonio culturale, dell'autonomia e dei diritti territoriali del popolo Mapuche e chiedono la difesa della loro libera conservazione, riproduzione e scambio.

Il 25 agosto la Comisión de Uso del Borde Costero (CRUBC) della Regione di Los Lagos ha respinto quattro richieste di Spazi Costieri Marini dei Popoli Originari (ECMPO) nella zona di Chiloé e Calbuco (Isla Tranqui, Tabón e Puluqui, Nercón e Yaldad), alcune delle quali erano in fase di valutazione da sette a dieci anni. La decisione ha suscitato critiche tra le comunità Mapuche-Williche, che avvertono che queste azioni potrebbero segnare una svolta nell'applicazione della Legge Lafkenche, in un contesto di crescente pressione per la sua modifica.

Il conflitto nasce dalla disputa tra il riconoscimento dell’uso ancestrali della costa (regolato e sancito dalla legge) e gli interessi produttivi e industriali. Mentre le autorità regionali e i rappresentanti dell'industria dell'allevamento del salmone sostengono la necessità di conciliare le aree costiere protette con gli investimenti e l'attività economica, le comunità affermano che la ley Lafkenche mira a proteggere i diritti territoriali e culturali e i modi tradizionali di relazionarsi con il mare, non a ostacolare lo sviluppo economico.