CILE-MAPUCHE / Luglio 2026

Situazione attuale e Attività volontari/e

Prosegue uno scenario di conflitto e preoccupazione crescente per i Diritti Umani del popolo Mapuche, caratterizzato da procedimenti giudiziari, operazioni di polizia e militari, condizioni carcerarie critiche e accuse di discriminazione.

L’equipe di Operazione Colomba ha fornito supporto alle comunità durante i processi giudiziari, sia in presenza che online. Una parte significativa del lavoro è stata dedicata all’integrazione di questo supporto con attività più strutturate e formali, volte a rafforzare l’osservazione e il monitoraggio delle situazioni relative alla tutela dei Diritti Umani.

Il 10 luglio il tribunale di Temuco ha assolto il lonko Guillermo Ñirripil, della comunità di Cheuquepan, dalle accuse di rapina a mano armata ed estorsione, per le quali l'accusa aveva chiesto una condanna a 22 anni. Il tribunale non ha riscontrato elementi sufficienti per accogliere tali accuse e ha stabilito unicamente che l'imputato era stato riconosciuto colpevole di minacce. L’equipe è stata presente ad alcune udienze, su richiesta della famiglia di Lonko.

Il 14 luglio è iniziato il processo relativo al caso Grollmus che coinvolge 19 Mapuche attualmente detenuti, tre dei quali erano minorenni all'epoca dei fatti. Secondo i querelanti sono responsabili dell'incendio appiccato al mulino Grollmus e del grave ferimento di tre persone.

Per il caso Lautaro, il tribunale ha stabilito pene comprese tra i 14 e i 16 anni per i cinque membri della comunità accusati. Gli imputati avevano appena terminato quattro anni di detenzione preventiva.

Il 16 luglio, un Mapuche, Carlos Cancino Tapia, è stato arrestato con l'accusa di omicidio dell'agente di polizia Nain, avvenuto nel 2020. Il caso, sin dal suo esordio, ha assunto grande rilevanza a livello nazionale e ha portato alla creazione della legge Nain-Retamal, che inasprisce le pene in caso di aggressione a un agente di polizia e aumenta la tutela legale concessa agli agenti che fanno uso della forza per legittima difesa durante un'operazione. Una legge che dalla sua promulgazione è stata molto criticata a livello nazionale e internazionale.

Durante l'arresto è scoppiato uno scontro a fuoco che inizialmente ha provocato il ferimento di due agenti di polizia e, nei giorni successivi, la morte di uno di loro, Cosme Barquero. L'uomo arrestato, che ha aperto il fuoco sulle forze dell’ordine, sarebbe stato visto entrare illeso nell'auto della polizia e poi uscirne con evidenti segni di percosse e ferite da arma da fuoco, tanto da richiedere il ricovero in ospedale. Nei giorni successivi si sono svolte diverse manifestazioni davanti all'ospedale a sostegno del detenuto. Il governo Kast ha condannato la violenza contro la polizia e ha annunciato l'intenzione di perseguire coloro che avrebbero aiutato il detenuto durante la sua latitanza. In Cile sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale per la scomparsa tragica del carabineros Cosme Barquero.

Numerose sono state anche le polemiche rivolte all’INDH dopo che alcuni funzionari si sono recati all’ospedale per accertarsi delle condizioni del detenuto e del carabineros ferito. Dall’estrema destra sono arrivate richieste di chiusura e revisione dei compiti di INDH a cui il direttore nazionale ha risposto in un’intervista pubblica.

Probabilmente in relazione a questi eventi, il 21 luglio Luis Tranamil e Francisco Painevilo, entrambi condannati nel caso Nain, sono stati improvvisamente trasferiti al carcere di Temuco al Centro di Correzione di Biobío a Concepción e al carcere di Puerto Montt. Durante la giornata, le autorità carcerarie hanno tenuto nascoste le informazioni alle loro famiglie e comunità e hanno impedito al loro avvocato di entrare in prigione.

Venerdì 24 luglio, due membri di spicco della comunità di Koyam Mapu (vicino a Curacautín) sono stati arrestati durante un’azione di polizia. Secondo la comunità, l’operazione è stata condotta da un nutrito contingente di polizia e militari e ha provocato anche la distruzione di alcune abitazioni.

Il 29 luglio, la Corte di Garanzia di Rio Bueno ha condannato Radio Bio Bio per discriminazione nei confronti del Machy (autorità spirituale Mapuche) Millaray Huichalaf. La sentenza riconosce che le pubblicazioni di BioBio costituivano un atto di discriminazione arbitraria e stabilisce un importante precedente per la tutela dei Diritti dei popoli indigeni. Ribadisce che la libertà di espressione e la pratica del giornalismo devono essere esercitate nel pieno rispetto della dignità degli individui, dei popoli indigeni, delle loro autorità tradizionali e della loro spiritualità, senza riprodurre pregiudizi, stereotipi o espressioni discriminatorie.

Il 30 luglio, il Tribunale di Valdivia ha condannato due persone, detenute dal 30 ottobre 2025, per il loro coinvolgimento nelle proteste legate al caso di Julia Chuñil. Secondo la Procura Metropolitana del Sud, durante una delle manifestazioni sono stati esposti striscioni e cartelli contenenti minacce rivolte a Jaime Calfil, il Pubblico Ministero incaricato del caso. Questo episodio ha portato all'apertura di un'indagine nei confronti di Oriana Segovia e Victor Ortega, i quali, a seguito di un processo, sono stati condannati rispettivamente a sette e sei anni di reclusione per minacce e violazione della legge sul controllo delle armi da fuoco.