CILE-MAPUCHE / Aprile 2026

Situazione attuale e Attività volontari/e

Ad aprile le volontarie e i volontari hanno potuto visitare nuovamente le carceri di Angol, Temuco e Valdivia. In queste occasioni hanno incontrato sette detenuti coinvolti nei casi Vegas Centenario, Quilleco, Lautaro e Grollmus. Durante questi incontri, hanno raccolto informazioni sulla loro situazione legale e personale, e hanno cercato di instaurare un rapporto volto a cogliere i loro bisogni a livello umano e culturale all'interno del carcere. In un caso, hanno anche raccolto informazioni su maltrattamenti e discriminazioni subiti all'interno del carcere a causa delle sue origini Mapuche.

Durante un viaggio a Temuco, parte del team ha avuto anche l'opportunità di incontrare nuovamente il direttore dell'Istituto Nazionale per i Diritti Umani (INDH) nella regione dell'Araucanía.

Il 1° aprile la Corte Suprema ha respinto il ricorso di nullità presentato dall’avvocata della difesa, Josefa Ainardi, riguardo la condanna di Rafael Pichun Collonao per il caso Quilleco; di conseguenza, la condanna a sette anni è stata ratificata. Il portavoce della CAM è attualmente detenuto nel carcere di Angol; nel mese di maggio affronterà un altro processo per il caso Vegas Centenario. La sua avvocata ha espresso preoccupazione per gli standard probatori bassi e differenziati applicati alle persone appartenenti al popolo Mapuche. Il 12 aprile Rafael Pichun ha inviato una lettera aperta alla società civile, annunciando la presentazione del suo caso presso il Tribunale Interamericano dei Diritti Umani.

Il 18 aprile si è svolta una mobilitazione per sostenerlo, con una visita di massa al carcere, a due anni esatti dal suo arresto. Alcune comunità denunciano l'irregolarità della condanna avvenuta, a loro dire, tramite prove prive di fondamento e testimoni in incognito.

Il 3 aprile sono state rese note le condanne per il caso Huracán, lo scandalo in cui alcuni funzionari pubblici hanno manipolato prove per incriminare ingiustamente diversi membri di comunità Mapuche. Degli undici imputati iniziali, cinque sono stati assolti e quattro hanno ottenuto pene alternative; solo due sono stati condannati al carcere. Per le vittime, una simile decisione è una beffa e un insulto all'intero popolo Mapuche.

Il 10 aprile il Tribunale di Garanzia di Los Lagos ha riesaminato le misure cautelari per i figli di Julia Chuñil, accusati della scomparsa della madre. Per due di loro è stato revocato il regime di arresti domiciliari, sancendone la rimessa in libertà, mentre per il terzo figlio resta confermata la carcerazione preventiva. L’equipe ha potuto assistere all’udienza, nel ruolo di osservatori dei Diritti Umani.

L’11 aprile Jaime Uribe, compagno della Machi Millaray del territorio di Pilmayken, è deceduto in un incidente d'auto. I volontari di Operazione Colomba, che lo hanno conosciuto, lo ricordano come una persona gentile e determinata nella lotta in difesa dei Diritti dei Mapuche.

Il 23 aprile si è conclusa la fase preliminare dei processi Grollmus e Los Ríos, un percorso segnato da pesanti ritardi, udienze frammentate e lunghe detenzioni preventive, estese persino ai minori. Il caso ha sollevato forti critiche sul piano dei Diritti Umani: sotto accusa sono l'uso di testimoni anonimi come prova cardine, l'insufficienza di riscontri materiali e le potenziali violazioni del giusto processo. Secondo le famiglie e le comunità coinvolte, tali dinamiche hanno avuto un impatto notevole, denunciando un clima di crescente criminalizzazione e persecuzione.

Lo stesso giorno, nella regione dell'Alto Biobío, i membri della comunità di Rgaliko hanno denunciato un'operazione di sgombero condotta dalle forze di polizia, durante la quale si sarebbero verificati atti di violenza, tra cui l'incendio completo di abitazioni (rukas) e la distruzione di beni essenziali come cibo, vestiti e attrezzi. Sono state segnalate gravi violazioni dell'integrità fisica, culturale e territoriale della comunità, con un profondo impatto sul suo tessuto sociale e spirituale. Gli eventi vengono interpretati dalla comunità come una violazione dei Diritti collettivi delle popolazioni indigene, in un contesto di conflitto territoriale, con l’accusa di un uso sproporzionato della forza. Sempre il 23 aprile, su richiesta dei giovani della residenza universitaria Mapuche We Liwen, l’equipe sul campo ha organizzato un workshop sulla prevenzione e tutela personale durante le manifestazioni.

Il 27 aprile il leader Mapuche Facundo Jones Huala ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Rawson (Argentina). È detenuto in custodia cautelare da 11 mesi senza accuse formali né condanna. Lo sciopero mira a denunciare le carenze nelle condizioni carcerarie, le restrizioni all'esercizio delle pratiche culturali e spirituali e gli ostacoli alla comunicazione con il suo legale, tra cui la mancata presentazione di una denuncia formale al tribunale competente. Inoltre, sono emerse segnalazioni di maltrattamenti, discriminazioni e limitazioni all'accesso ai beni di prima necessità, che costituiscono potenziali violazioni dei Diritti fondamentali.