Situazione attuale e Attività volontari/e
A febbraio in Cile si sono registrate diverse criticità sul fronte della lotta per i Diritti del Popolo Mapuche, costretto ad affrontare situazioni critiche a livello territoriale, culturale e giuridico.
Le comunità Mapuche di Vilcún e Padre las Casas hanno chiesto la consultazione previa dei popoli indigeni relativa al progetto di concessione della strada “ruta 5”, nel tratto tra Collipulli e Loncoche. Accusano il governo e il Ministero delle Opere Pubbliche di non aver presentato alcuna proposta alle comunità, un atteggiamento specchio della frequente mancanza di dialogo con il popolo Mapuche. Il caso di questa grande infrastruttura è l'ennesimo di una lista di interventi senza autorizzazione da parte del popolo che cerca di proteggere le proprie terre ancestrali.
Il 10 febbraio le comunità ancestrali Reducción LLancamil e Luisa Coliman hanno denunciato gravi danni ambientali al fiume Perquenco e alle specie che vi abitano dopo un intervento realizzato con un escavatore; accusano il Municipio di Perquenco e altri organismi statali di aver agito senza autorizzazione della comunità e senza rispetto per il territorio. Le comunità chiedono di fermare l’intervento e denunciano un disastro ambientale che colpisce l’ecosistema e la vita delle famiglie Mapuche.
Il 16 febbraio cinque dei sette prigionieri Mapuche del caso Quilleco hanno iniziato lo sciopero della fame, in segno di protesta contro le pene sproporzionate ricevute: quattro persone sono state condannate a 15 anni di carcere e una a 17 anni per incendio e minacce. Il 24 febbraio in un comunicato pubblico è stato annunciato il debole stato di salute dei cinque. Le comunità Mapuche attribuisco la responsabilità delle conseguenze fisiche e spirituali alle imprese forestali, al governo e alle autorità cilene, che agirebbero sotto l'influenza delle imprese stesse.
Lo stesso giorno si è tenuta ad Angol l'udienza di preparazione al processo per il lonko Víctor Queipul, autorità della Comunidad Autónoma de Temucuicui, per fatti risalenti all’agosto 2024.
In occasione della giornata internazionale della Lingua Materna, il 20 febbraio si è tenuta la 14esima marcia per il riconoscimento del Mapudungun, lingua ancestrale Mapuche, sebbene siano già 91 anni da quando fu proposta come lingua ufficiale. La richiesta è che vengano riconosciuti e garantiti i Diritti linguistici, nella cornice di un processo di riparazione del debito storico nei confronti del popolo Mapuche. Secondo le persone intervenute alla marcia, nonostante l'esistenza, negli ultimi anni, di iniziative a supporto del mapudungun, non vi è mai stato un supporto di tipo normativo.
Il 23 febbraio sono arrivati aggiornamenti rispetto al caso Chuñil. La procura avrebbe spostato la ricerca di prove al terreno rivendicato da Julia Chuñil, di proprietà formale dell’imprenditore agricolo Juan Carlos Morstadt Anwandter, dopo non aver trovato nulla nell'area in cui vive la figlia, imputata insieme ai due fratelli. Le comunità Mapuche che supportano i familiari denunciano la versione unilaterale diffusa dai media nazionali, che ometterebbero diversi elementi relativi alla pista investigativa su Morstadt. Fanno presente, inoltre, i continui cambi di procuratrice e le diverse testimonianze che si contraddicono fra loro. Segnalano infine la presenza di droni nel luogo in cui vivono anche i nipoti minori d'età di Julia Chuñil.
L’equipe di Operazione Colomba ha potuto visitare una comunità nella zona di Pucón e un’esponente Mapuche nei territori ancestrali di Collipulli, occupati da imprese eoliche che costruiscono le proprie infrastrutture in nome delle energie rinnovabili, trascurando, a detta di molte comunità Mapuche, i Diritti dei popoli originari.
Arricchenti sono stati gli eventi comunitari in occasione della settimana degli humedales a Valdivia, tra cui la visita al luogo dove recentemente è stata rilevata l’esistenza di un elltuwe, antico cimitero Mapuche. Le volontarie hanno inoltre potuto approfondire la complessità della condizione carceraria, grazie all’incontro con la compagna di un prigioniero Mapuche di Valdivia e alla testimonianza della portavoce di un’autorità Mapuche condannata alla reclusione.




