Durante il primo anno di permanenza dell’Operazione Colomba nel campo profughi di Minakulu, i volontari hanno instaurato una relazione con il “gruppo giovani” presente nel campo. Questo gruppo è formato da circa 20 ragazzi e ragazze dai 17 ai 27 anni che si ritrovano settimanalmente per preparare i canti della messa domenicale, per chiacchierare e portare avanti piccole iniziative all’interno del campo, come le rappresentazioni teatrali con i bambini.
L’attenzione dei volontari si è rivolta a questi giovani dopo aver compreso le difficoltà che i ragazzi e le ragazze vivono all’interno del campo profughi:A livello educativo scolastico questi giovani spesso non hanno l’opportunità di ricevere un’istruzione adeguata, in quanto non hanno le risorse finanziarie necessarie per pagare le tasse scolastiche, nonostante questo i pochi che hanno la possibilità di continuare gli studi ricevono un’istruzione scarsa e di basso livello.
Le possibilità lavorative sono alquanto inesistenti, quindi la loro unica possibilità è quella di zappare la terra e praticare un’agricoltura di sussistenza. Questo li porta ad avere grosse difficoltà nel momento in cui vi è il desiderio di costituire una famiglia e quindi progettare il proprio futuro.
Estrema diffusione delle malattie, in modo particolare l’HIV.
Abbandono generale dei giovani nel campo che non hanno nessuno disposto a sostenere le loro attività.
Durante l’Uganda Social Forum del settembre 2006 a Kampala, i volontari hanno conosciuto alcuni giovani dell’Università di Makarere e volontari della Croce Rossa della sede di Kampala sud, i quali espressero il desiderio di venire a vedere la difficile vita nei campi e d’incontrare i giovani di quest’area. I volontari hanno quindi ritenuto importante invitare questi giovani al campo (sostenendo le spese di trasporto e di vitto) così da poter collegare il gruppo giovani di Minakulu con altri gruppi e realtà ugandesi. Nei giorni 23 –24- 25 marzo 2007 due ragazzi di Kampala, Julius e Vincent, si sono recati nel campo profughi, qui il gruppo giovani ha mostrato loro la realtà della situazione nei campi ed i giovani di Kampala hanno accolto con interesse e gioia le attività proposte, come tagliare la legna nel bosco per gli anziani soli del campo, visitare i disabili e giocare a calcio. Oltre alla visita e alla conoscenza delle persone nel campo di Minakulu, i giovani si sono recati nei diversi villaggi d’origine. Questo ha permesso ai ragazzi di comprendere come stava avvenendo il processo di rientro e di vedere direttamente sia le difficoltà che la gente deve affrontare che gli effetti positivi di una vita sana ed in pace, lontana dalla confusione del campo. Alcuni membri del gruppo hanno raccontato ai due ragazzi la loro esperienza della guerra e le loro attuali difficoltà, in modo particolare le problematiche presenti nel “gruppo giovani”, come la mancanza di un leader, la difficile relazione con i genitori del campo e le difficoltà dovute alle dure condizioni di vita (malattie, HIV), compresa l'impossibilità spesso di avere una valida istruzione.
I ragazzi di Kampala hanno dato a questi giovani un grosso segno di speranza, incoraggiandoli a continuare nelle loro attività, sono stati preziosi anche i suggerimenti per risolvere alcune delle problematiche presentate (come ad esempio il problema con i genitori) e li hanno esortati a prendersi delle responsabilità, non solo all’interno del gruppo, ma anche nei confronti della comunità.
Julius e Vincent sono ritornati nel campo profughi con sei amici nei giorni 27, 28 e 29 aprile per dare ad altri la possibilità di conoscere e comprendere ciò che i “quotidiani di Kampala non mostrano” e per instaurare una relazione con il gruppo giovani. I giovani di Kampala hanno aiutato i ragazzi a riflettere sulle loro potenzialità di gruppo e sull’opportunità di dare vita ad attività comuni per creare forme di autofinanziamento.


