"Sguardo capace di entrare dentro e scrutare nel profondo. Occhi che osservano, spogliano e immobilizzano. Sguardo di un bimbo a cui hanno rubato i sogni, le nuvole e le stelle, obbligato a divenire adulto troppo presto. Sguardo duro che grida giustizia dicendo “sei anche tu colpevole” e allo stesso tempo assolve con la sua dolcezza, tenerezza di un bimbo ancora capace di perdonare.
Cos’è allora la pace? La firma di un trattato? L’inizio di una vita per questo piccolo? Questi occhi rivogliono l’infanzia ma parlano di guerra e chiedono giustizia, purtroppo così lontana." (F.)


