Un passo

DIARIO DAL NORD UGANDA 

Osservo un fiore da vicino, profumato e semplice: petali, pistillo, corolla.
poi faccio un passo indietro e vedo una capanna costruita con sterco, fango e paglia, accanto una donna prepara dei fagioli per il suo unico pasto quotidiano.
Faccio un passo indietro e vedo un bambino nudo che beve da una pozzanghera.

Torno indietro di un passo e vedo una donna che trasporta sul capo una pesante fascina di legna, in mano una zappa e suo figlio legato alla schiena.
Ancora un altro e vedo un soldato, poi un altro e un altro ancora.
Di nuovo un passo indietro ed assaporo il profumo del mattino dopo una notte di pioggia...”come la pioggia e la neve scendono giù dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta  germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata”.
Faccio un passo indietro e vedo un bambino disegnare un'arma da fuoco con tutti i particolari, scene di violenza e di morte, una grossa auto di una ONG e un cellulare.
E indietro ancora e vedo gli occhi stanchi di un anziano che ha perso tutto.
Faccio un passo indietro e  vedo una ragazza morire nella sofferenza in un luogo che troppo spesso non ha il diritto di essere chiamato “ospedale”.
Faccio un passo indietro, chiudo gli occhi e prego.
Torno indietro di un passo e vedo la speranza e la fatica di una famiglia che desidera ritornare alla propria terra.
Faccio un piccolo passo indietro, alzo lo sguardo e rimango estasiata dall'infinita bellezza del firmamento stellato...”se guardo il cielo, opera delle tue dita, la luna e la Stelle che tu hai fissate, che cos’è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?”
Faccio un passo indietro e comprendo il dono dell'acqua.
Ancora un passo indietro e Dio mi rivela il suo volto nei piccoli.
Faccio un passo indietro e mi perdo nell'abbraccio di Ojok...”se uno vuol essere il primo sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti”.
Faccio un passo indietro e trovo una terra diversa, arida, la Karamoja.
Faccio un passo indietro e conosco un popolo assetato di giustizia.
Faccio un passo indietro e comprendo meglio il valore e il dono della vita in una terra dove la vita sembra non avere valore.
Faccio un passo indietro e rendo grazie al Padre.
Ancora un passo indietro, rifletto e prego.
Torno indietro di un passo e il sole tramonta all'orizzonte colorando il cielo di rosso.
Faccio un passo indietro sapendo di doverne fare ancora molti e consapevole dell'importanza di non dimenticare...“Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai figli e ai figli dei tuoi figli.(Deuteronomio)
Francesca