I passi verso casa

Non avrei mai pensato che in questi due mesi lontano dalla rossa terra d' Uganda, ci sarebbero stati dei così grandi cambiamenti. Eppure al nostro rientro subito è apparso evidente che la gente si stava muovendo verso i villaggi d'origine, stava costruendo le nuove capanne o le  casupole in mattone nei centri più grossi, dove poter riporre i nuovi sogni di pace e di rinascita.
Se non in pochi casi, non è in realtà come tutti avremmo sperato, un rientro nelle proprie case, ma in campi più piccoli, più vicini alla terre natie... è quindi un tornare a passo lento verso il focolare abbandonato, verso la normalità... ad un passo, ma non ancora arrivati.

Il perché di questo cammino incerto ha come prima ragione i motivi di insicurezza e paura che ancora invadono i cuori della gente...le trattative di pace sono sospese , nessuno può garantire che i ribelli non torneranno. Allora il camminare si fa più incerto, sopratutto per coloro che davvero di alternative non ne hanno se non quelle di tentare il rientro verso casa. C'è chi invece ha scelto di sfidare la fortuna rimanendo nei centri o campi più grossi, chi sta cercando di riavviare piccoli e grandi commerci sfruttando il momento attuale che vede aperti i confini con il Sudan  e la possibilità di arricchirsi.... il solito solco insomma tra chi ce la farà e chi sarà destinato a vivere di stenti.
Nei campi dove si sta trasferendo la gente, non sempre le scuole sono attive, tanto meno l'acqua  è garantita e quanto a servizi medico sanitari puoi scordarteli. Perché allora rientrare!?
In alcuni nuovi siti ho visto persone provenire anche da 50 km di distanza, senza giaciglio per la notte, senza cibo, dover lavorare per giorni per rifare la capanna... i loro bambini hanno pance gonfie a causa dei vermi, sono martoriati dalle zanzare della malaria, tra i loro riccioli neri macchie  enormi di tigna...
Chi sta tornando? Coloro per cui la terra è rimasta l'unica possibilità di sopravvivenza, l'unica fonte di cibo, di  guadagno...e come si fanno ancora più lenti i passi che per andare avanti devono affondare sulla nuda terra da zappare, da seminare....
Ora infatti,  tanto per  rendere tutto ancora più duro, è la stagione secca...la fame si smorza solo con della manioca bollita...i prossimi raccolti arriveranno solo tra due mesi o forse più....
E poi ci sono i passi dei vecchi, dei disabili, dei malati,  loro forse non torneranno a casa perché si allontanerebbero ancora di più dai già improbabili e stentati aiuti che talvolta ricevono nei campi.
Quelli che  invece hanno avuto il coraggio di rientrare, hanno camminato ancor più piano appoggiati alla loro stampella ...ed ora, accoccolati nell'uscio della nuova capanna, aspettano che qualche parente si possa prendere cura di loro.
Infine  ci sono i passi delle ONG'S per niente veloci quando si tratta di fare qualcosa per la gente, ma rapidissimi nello spendere milioni di euro in discutibili e spesso inutili progetti.
Non chiedetemi perché i popoli non possono tenere lo stesso passo, forse perché significherebbe vivere in giustizia e pace e per molti la guerra e l'ingiustizia sono invece molto più convenienti.
Canta Guccini: "... vorresti forse dire che dovrei tirarmi indietro perché il male ed il potere hanno un aspetto così tetro, dovrei  anche rinunciare ad un po' di dignità, farmi umile ed accettare che questa sia la realtà?..."...non so voi ma io cercherò di camminare con loro a costo che i miei passi siano lentissimi o, se sarà necessario, li porteremo sulle nostre spalle.

Monica - Operazione Colomba - Uganda