dalla strada la rete Antirazzista della provincia di Caserta
Questo era lo slogan dello sciopero dei migranti l'8 ottobre. In provincia di Caserta il centro sociale ex canapificio aveva censito almeno 40 punti di raccolta (di solito presso le rotonde) dove i lavoratori immigrati aspettano i “caporali” che offrano loro una giornata di lavoro. Quella mattina in 17 rotonde gli immigrati hanno indossato un cartello “Oggi non lavoro per meno di 50 euro”. Una chiara denuncia dello sfruttamento lavorativo.
Di solito gli immigrati vengono pagati da 20 a 45 euro per giornata. Con prezzi così stracciati della manodopera, e senza tutele, l'agricoltura e l'edilizia campana sopravvivono. Gli immigrati chiedono di emergere dal lavoro nero. Gli immigrati chiedono la legalità, mentre alcuni italiani prosperano sull'illegalità. Questo è un paradosso di tutt'Italia, questa è la coscienza sporca di noi italiani, che non vogliamo ammettere, rivelare, affrontare. Ma paradosso per noi qui è un eufemismo. Il lavoro nero è una piaga, un'umiliazione quotidiana, è una bottiglia rotta sulla testa del ragazzo ghanese che chiede di essere pagato. E' vivere sotto un ponte o ai giardini pubblici, dopo aver subito un'operazione chirurgica a causa di un incidente sul lavoro, senza poter fare la fisioterapia, senza nessuno che compri le medicine.
I senegalesi che abitano in periferia di Caserta sono la comunità più grossa d'Italia. Metà di loro sono regolari e metà irregolari. Questi ultimi vendono fazzoletti, gadgets e lavano i vetri ai semafori della strada a quattro corsie che porta alla Reggia di Caserta. L'8 ottobre sono rimasti in piedi sul bordo della strada tutti in fila con in mano il cartello “se avessi il permesso di soggiorno non sarei qui”.
Noi di Operazione Colomba, pur non essendo stati tra i promotori e non avendo aderito all'iniziativa, abbiamo partecipato alla fase preparatoria, di sensibilizzazione. Siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla buona riuscita dell'evento. Infatti alcuni lavoratori rumeni ed altri burkinabè con il permesso di soggiorno hanno aderito allo sciopero quella mattina stessa, senza cioè aver preso parte ai lunghi mesi di discussione e preparazione presso il centro sociale. Ci auguriamo che molti abbiano preso coraggio, vedendo quale effetto ha la lotta per i diritti quando si uniscono le forze. Ci auguriamo che l'8 ottobre sia solo l'inizio. E soprattutto facciamo un grosso applauso al Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta ed al centro sociale ex Canapificio per il coraggio, le notti in bianco, le frustrazioni ed anche il successo tutto meritato.


