Da Castel Volturno

Regolarizzazione per colf e badanti: bilanci e riflessioni

Passata la grande corsa di settembre per riuscire a partecipare alla "sanatoria" per colf e badanti, per sperare di ottenere il tanto sospirato permesso di soggiorno e regolarizzare la propria situazione, anche qui a Castel Volturno è tempo di bilanci e riflessioni. Non vi sono dubbi sul fallimento della sanatoria a livello nazionale: si era stimato di raggiungere le 700 mila richieste e ci si è fermati invece a quota 295 mila; sicuramente ha inciso molto la soglia minima di reddito del datore di lavoro (20 mila euro), lo stesso costo della domanda (500 euro), quasi sempre sulle spalle del lavoratore, e il fatto che il richiedente dovesse avere un rapporto di lavoro presso un unico datore (cosa insolita per una colf che abitualmente lavora a ore presso più famiglie).

La provincia di Caserta risulta tra le dieci province italiane per quel che concerne il numero di domande, precisamente al settimo posto con 6.622 domande presentate, pari al 2,25% del totale; mentre la vicina Napoli, con 24.331 domande, pari al 8,25% del totale “arriva” terza, preceduta unicamente da Milano e Roma. Comunque meno del previsto. Anche da queste parti, tempi ridottissimi, beneficiari selezionati e procedure difficoltose, hanno reso la sanatoria un autentico “flop”. E non solo. Una vera e propria truffa. Un mercato illegale della regolarizzazione, diffuso in tutto il paese. A conferma di questo le testimonianze di alcuni immigrati, che hanno raccolto dai propri connazionali delle storie a riguardo; non eventi straordinari, ma fatti all'ordine del giorno. Come James, che per aver accesso alla regolarizzazione parte da Castel Volturno e arriva addirittura a Udine, dove sborsa al suo datore di lavoro fittizio, un totale di 3.500 euro (2.000 all'istante e altri 1.500 a documenti conclusi), senza aggiungere tutte le spese per i viaggi fatti e per quelli che dovrà ancora fare. Ajo, invece compie il percorso inverso; da Firenze scende a Napoli e paga 3.000 euro. Forse tutti e due sono ignari che dovrebbe essere il datore di lavoro a pagare i famosi 500 euro; forse non pensano che una volta ottenuto il permesso, il loro “salvatore” cancellerà il finto contratto e se non troveranno un altro lavoro saranno nuovamente “punto a capo”, con parecchi soldi in meno o qualche debito in più; forse si aggrappano all'ultima speranza rimasta loro. Francis, venuto dalla Nigeria qualche hanno fa, riflettendoci, sintetizza chiaramente, in modo esaustivo: “La sanatoria ha creato diversi problemi e questi sono i risultati. Questa legge sta costringendo gli immigrati a fare cose oltre la loro capacità, come pagare grosse somme di denaro che neanche possiedono. Tutti hanno bisogno di documenti, per ottenere un lavoro e anche più sicurezza. Perchè siamo costretti a pagare per ottenere un Permesso di Soggiorno?"