Palestina/Israele

Suona la sveglia. Rimando. Risuona. Mi alzo. Uscendo dal sacco a pelo il freddo mi assale come un'onda. Devo resistere, resistere fino a togliere il pigiama e vestirmi. I vestiti sono gelidi, ma dopo starò meglio. Maglia termica, felpa, pile, strati su strati. Sento la moka che gorgoglia, qualcuno ha già messo su il caffè.

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Palestina/Israele

Il primo consiglio che ho ricevuto appena arrivata qui è stato: "non farti troppe domande".
La domanda che aveva motivato questa risposta era stata: "perché c'è una sedia abbandonata fuori dalla nostra porta?". Dopo pochi giorni ho capito che non esiste consiglio più prezioso di questo e che qui si rischia di impazzire se ci si interroga su ogni cosa apparentemente priva di senso che si vede.

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Palestina/Israele

Mi chiamo Aisha, come una canzone. Ho 25 anni e sono palestinese. Vengo da Tuba, un piccolo villaggio di grotte e tende, aggrappato su una collina brulla. Stamattina sono stata in città, per andare dal dottore. La mia bambina, che ha un anno, sta male, ha la febbre e continua a piangere. Per arrivare in città sono partita presto a piedi con il mio fratellino che fa la terza elementare.

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