SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
A metà giugno si sono verificate alcune manifestazioni nella zona di Suwayda, nel sud della Siria, con slogan di protesta contro il Governo siriano molto simili a quelli del 2011, in parte causati anche dalle difficoltà economiche di questo periodo.
Nella regione di Idlib prosegue il cessate il fuoco aereo con alcuni attacchi sporadici, anche se i combattimenti via terra vanno avanti, mentre gli sfollati continuano a vivere nei campi informali lungo i confini con la Turchia: nel campo di Kafr Bani 3 persone hanno perso la vita in seguito ad un’alluvione che ha allagato più di 75 tende. In quest’area si fa sempre più forte e presente l’influenza turca, infatti da giugno la lira turca è diventata possibile moneta di scambio alternativa alla lira siriana.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Mentre nel nord del Paese la tregua tra forze ribelli e governativi sembra tenere e nel mese di maggio sono stati effettuati 13 ronde miste russo turche per mantenere il cessate il fuoco, nel sud del Paese, in particolare a Darah, sono avvenuti scontri che hanno causato la morte di alcune persone e la situazione minaccia aggravamenti ulteriori. Tiene banco anche la questione interna alla famiglia del Presidente Assad di richiesta di pagamenti di tasse arretrate a Rami Maklouf, cugino del Presidente, l’uomo più ricco del Paese, a cui sono seguiti scontri tra sostenitori dei due. Si pensa che il regime tenti di ripulirsi l’immagine per affrontare la ricostruzione.
L’11 maggio Amnesty International ha riferito di aver documentato 18 attacchi contro scuole ed infrastrutture mediche nel periodo che va dal 5 maggio 2019 al 25 febbraio 2020, verificatisi presso Idlib, Hama e nell’Ovest di Aleppo. Tali azioni sono state condotte dalle forze del governo siriano, coadiuvate da Mosca, ed equivalgono a “crimini di guerra”, oltre a rappresentare una violazione del Diritto umanitario internazionale. Secondo quanto documentato nel rapporto, la maggior parte degli attacchi ha avuto luogo tra gennaio e febbraio 2020, nel corso dell’ultima offensiva condotta dall’esercito di Assad, volta a prendere il controllo dell’area di Idlib.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Aprile in Libano è stato il mese della chiusura forzata e della fame incombente.
Dopo le prime settimane di paura nei confronti di questo virus e di chiusura serrata di uffici pubblici e negozi, i libanesi hanno capito che il contagio era abbastanza contenuto mentre la situazione di profonda crisi economica stava continuando a peggiorare e già verso la fine del mese si sono verificate le riaperture di botteghe per strada e persino dei suq, mercati in interi quartieri.
A fine aprile il cambio del dollaro sul mercato nero era di 1$ : 4200 LL, dunque i prezzi sono quasi triplicati, anche dei prodotti di sopravvivenza come riso, zucchero e tè.
Da metà mese la rottura della quarantena è avvenuta contemporaneamente anche nelle piazze e i libanesi sono tornati a manifestare in quella che è stata soprannominata la “Rivoluzione della Fame”: sono stati numerosi gli attacchi alle banche, il 27 aprile c’è stato un morto per mano dell’esercito e moltissime strade sono state chiuse per mano dei protestanti.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
Marzo è il mese in cui il Libano ha quasi raggiunto il fallimento economico, infatti il Paese non è stato in grado di pagare 1.2 miliardi di $ di obbligazioni; è praticamente certo che il disagio economico del Paese legato all’emergenza della pandemia, inciderà in maniera significativa sulla capacità di garantire i servizi di base ai suoi cittadini e al milione, circa, di rifugiati “ospitati”.
Il primo caso di Covid-19 è stato registrato a marzo, causando la chiusura su larga scala di scuole, università e spazi pubblici, e seguito da raccomandazioni di auto-isolamento per chiunque presentasse i sintomi del virus.

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SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA - LIBANO
A febbraio si sono intensificati gli scontri tra esercito siriano e Russia da una parte e ribelli e Turchia dall’altra nella zona di Idlib, con il risultato che circa un milione di persone, tra cui almeno 600 mila bambini, sono dovute scappare dalle proprie case, cercando di trovare salvezza in Turchia.
In alcune fasi si sono susseguiti più di trecento bombardamenti aerei giornalieri, con attacchi indiscriminati a scuole, ospedali e abitazioni civili. Ci sono stati molti morti, pare migliaia tra i soldati dell’esercito governativo siriano e alcune decine tra quello turco. Le posizioni si sono irrigidite con il rischio di uno scontro diretto tra Turchia, membro della nato, e Russia. La risposta turca, oltre all’invio di migliaia di uomini e mezzi corazzati in Siria, è stata aprire le frontiere con l’Europa, la Grecia, causando scontri tra militari greci, che presidiano il confine, e rifugiati siriani che tentano di entrare. Al momento la fuga da Idlib è la peggior catastrofe umanitaria dall’inizio della guerra, ormai 9 anni fa, e con conseguenze per i civili in fuga davvero difficili da immaginare (Leggi l’Appello urgente dai civili ad Idlib).

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