La Comunità di Pace di San Josè de Apartadò è nuovamente vittima di gravissime minacce di morte. In particolare due dei suoi leader negli ultimi mesi sono costantemente accompagnati dai gruppi internazionali di scorta civile.
Stiamo vivendo mesi intensi, mesi nei quali più volte siamo stati testimoni della presenza di gruppi neo-paramilitari delle AGC nei villaggi ma non solo.
Come siamo testimoni dell’assenza, in molti casi, da parte delle Istituzioni statali nella stessa zona dove questi gruppi operano.

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Il furgoncino dall'aeroporto, attraverso i campi di banano, ci trasporta fino al terminal di Apartadò, la stazione degli autobus. Ci sono le signore che vendono i chontaduro, frutti arancioni dalla consistenza simile a quella di una castagna, che si sbucciano e si mangiano con il sale o con il miele. Ci sono i signori che vendono succhi di frutta spremuta, serviti con zucchero e ghiaccio – necessari in questo caldo torrido, umido e afoso, che sa di giungla, oceano ed equatore.

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Senza alcun dubbio il 27 giugno 2017 sarà annoverato come un altro importante momento storico nel lungo cammino dell’Accordo di Pace dell’Avana tra il governo e le FARC che hanno lasciato, in questa data, le ultime loro armi in mano alle Nazioni Unite.
La consegna di tutto l’armamento, posticipata più di una volta a causa dei ritardi e della mal organizzazione dello Stato rispetto all’iter concordato, si è finalmente completata ed è stata celebrata nel municipio di Mesetas nel dipartimento del Meta alla presenza del Presidente colombiano Manuel Santos e di Rodrigo Londoño conosciuto come “Timochenko”, massimo leader delle FARC.

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“Abbiamo fame, sete. Siamo stanchi degli assassinii, massacri, sfollamenti, violenze. Non ce la facciamo più senza lavoro, senza scuole, senza ospedali. Non ci sono strade, non c’è energia. Ci trattano come immondizia per toglierci dalla terra vicina al mare nel quale possiamo per lo meno pescare per non morire. Nonostante ciò, siamo allegria, siamo vita, siamo libertà.

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Dopo quasi 17 giorni di sciopero totale della gente di Buonaventura (dipartimento di Valle del Cauca, Colombia), la repressione da parte della Forza Pubblica si fa sempre più feroce.

La mattina del 2 giugno nel quartiere La Paz della città gli elicotteri hanno sparato gas lacrimogeni. La gente terrorizzata è scappata in ogni dove inseguita dagli elicotteri.

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