Novembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il 24 novembre sono trascorsi due anni dalla firma dello storico Accordo di Pace, al Teatro Colòn di Bogotà, tra il Governo colombiano e la guerriglia delle FARC, per porre fine a più di 50 anni di conflitto armato. L'accordo avrebbe dovuto “costruire una pace stabile e duratura, con la partecipazione di tutti i colombiani e le colombiane […] porre fine una volta per tutte e per sempre a cicli storici di violenza e gettare le basi della pace”.
Uno sguardo rapido sulla situazione in Colombia oggi mostra come le aspettative siano state tristemente disattese e tanto resti ancora da fare.
Durante un atto celebrativo, organizzato al centro Gabriel Garcia Marquez di Bogotà, l'ex capo guerrigliero Londoño Echeverri, alias “Timochenko”, ha dichiarato: “C'è ancora molta strada da fare […]. Il fatto che siamo qui sviluppando una forma politica, lavorando per la pace senza le armi e per trasformare in realtà gli accordi firmati all'Avana, è già una dimostrazione delle garanzie che stiamo dando, le quali certo non sono complete. [...]

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Ottobre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Questo mese è stato segnato dalla prima visita ufficiale in Europa del Presidente colombiano Ivàn Duque. Mete toccate tra il 23 e il 25 ottobre: Città del Vaticano, Italia e Bruxelles.
Patricia Lombard, Ambasciatrice dell'UE in Colombia, in un articolo uscito su El Tiempo ha dichiarato: “L'Europa ha gradito la visita di Duque e ha letto in lui un messaggio chiaro dell'interesse del nuovo governo a mantenere una relazione stretta con l'Unione Europea nei prossimi 4 anni. […] L'interesse nella consolidazione di queste relazioni è reciproco […]. Ci sono stati scambi sostanziali che ci permetteranno di costruire una relazione profonda, ricca e stretta in tema di scienza e tecnologia, commercio, energie rinnovabili, multilateralismo, cambiamenti climatici, sicurezza e difesa, sviluppo, finanziamenti della metropolitana a Bogotà, Venezuela, e ovviamente l'appoggio dell'UE alla consolidazione della pace”.

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Settembre 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di settembre è iniziato con la notizia che “la Fiscalia Generale della Nazione (Magistratura) ha deciso di emettere una denuncia contro 13 funzionari della multinazionale Chiquita Brands che sarebbero stati coinvolti nel finanziamento di gruppi armati illegali nella zona dell'Urabà antioquieño”.
La denuncia coinvolge Presidenti, Rappresentati legali e membri dell'Amministrazione di Chiquita Brands (di cui 5 stranieri) presunti responsabili di essere a conoscenza di pagamenti per 1,7 milioni di dollari al 'Fronte Arlex Hurtado' delle AUC.
Secondo quanto dichiarato dal Fiscal General, Nestor Humberto Martinez, la Fiscalia sarebbe stata incaricata a procedere dalla Corte Costituzionale.
Chiquita Brands avrebbe finanziato i gruppi paramilitari (AUC), organizzati nelle cooperative di sicurezza denominate CONVIVIR, attraverso le sue filiali colombiane Banadex e Banacol, per questo l'accusa è ad entrambe per delinquenza aggravata, sopra la quale ricade anche il delitto di lesa umanità, grazie al quale il processo diventa imprescrittibile.

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Agosto 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Dopo l’insediamento ufficiale, lo scorso 7 agosto, del nuovo Presidente della Colombia Ivan Duque, un primo passo significativo sarebbe dovuto essere un pronunciamento riguardo la futura agenda politica del nuovo governo sul tema della protezione dei leader sociali.
Attraverso un’udienza pubblica, svoltasi il 23 agosto proprio ad Apartadò, Duque insieme al Procuratore generale Fernando Carillo e al Difensore nazionale del Pueblo, Negret, ha firmato, all’interno della“ Segunda Mesa por la Vida”, un patto costituito da 11 punti nel quale il governo si impegna a creare “una politica pubblica di prevenzione e protezione integrale, con obiettivi differenti, di equità, etnia e territorio” per garantire la vita e la sicurezza dei difensori dei Diritti Umani, investigando prontamente ed effettivamente sulle minacce e sugli attentati conto di loro.

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Luglio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

In attesa dell’insediamento, il prossimo 7 agosto, del nuovo Presidente della Colombia Ivan Duque, continuano senza tregua gli omicidi di leader sociali, e Difensori dei Diritti Umani. A tal riguardo riportiamo l’articolo “Homicidios de lìderes: ataque a la democracia” di Alberto Brunori (*), rappresentante ONU per i Diritti Umani a Bogotà.
“Attaccare le persone che difendono i diritti umani è attaccare la democrazia. La propagazione degli attacchi conto le persone che esercitano la difesa dei diritti è un sintomo grave dello stato di cose in Colombia: dimostra intolleranza, produce paura, limita e annulla le libertà di pensiero e di espressione e, quel che è peggio, mostra come la violenza si impone, in molti luoghi, come un mezzo di controllo sociale. L’impunità che circonda questi attacchi aggrava la situazione, posto che, di fronte all’assenza di sanzioni ufficiali, l’ammonimento sociale si riduce e la violenza trova giustificazione. Il contesto di protezione internazionale protegge l’attività di difesa dei Diritti Umani, che può essere realizzata da qualsiasi persona, tanto in modo regolare che sporadica.

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