Agosto 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di agosto sulla stampa albanese sono stati riportati numerosi conflitti, alcuni di essi sfociati purtroppo in omicidio. Il 10 agosto un uomo è stato ucciso a Scutari per motivi poco chiari e presumibilmente riconducibili, secondo la polizia, a un caso di vendetta di sangue che aveva già precedentemente causato la morte di quattro persone. Il 14 agosto, inoltre, è stato arrestato un latitante di 39 anni che, nel 1999, aveva ucciso due persone per vendetta.

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Luglio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

A fine mese, a Tirana, un’esplosione ha danneggiato la casa di un uomo, fortunatamente senza ferire nessuno. L’uomo ha affermato che l’attacco è stato una forma di ritorsione per un omicidio commesso dal figlio nel 2015. Da quel giorno, questa famiglia ha subito quattro attacchi col tritolo, oltre ad un tentativo di omicidio, compiuto nei confronti del ragazzo in carcere. Il clan ha dichiarato che, se non ci sarà l’intervento della giustizia statale, si farà giustizia da solo. Inoltre, a fine mese, qualcuno ha sparato in direzione della casa di un uomo nel villaggio di Fierza, tra le montagne di Tropoja. Sui giornali si sospetta che l’episodio sia il frutto di un’escalation di violenza tra l’aggressore e un’autista di furgoni della zona. Il ciclo di violenza sarebbe iniziato con alcuni proiettili sparati contro il furgone, e proseguito con minacce armate da parte del figlio dell’autista.
Situazioni simili spesso degenerano in casi di vendetta di sangue.

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Giugno 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di giugno è stato segnato da due eventi riconducibili alla vendetta di sangue.
All’inizio del mese è stato arrestato un uomo accusato di aver compiuto un attentato con il tritolo a danno di un concittadino, nel luglio scorso. Dalle indagini è emerso che voleva vendicarsi per un attentato subito nel 1997, in cui era rimasto ferito, e che aveva causato la morte di altri due uomini. Verso la metà del mese di giugno un uomo è stato ucciso a Scutari, nei pressi della sua autofficina. Si sospetta che l’omicidio sia stato organizzato su commissione e che le cause risalgano a un conflitto precedente nel quale sono coinvolti alcuni membri del clan familiare della vittima.

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Maggio 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Nel mese di maggio, oltre ad alcuni omicidi legati a futili motivi o a possibili conflitti di proprietà, è accaduto un grave caso che riguarda il livello di discriminazione delle minoranze etniche nel Paese e il basso grado di fiducia della cittadinanza nei confronti della giustizia statale. Un ragazzo di etnia rom è morto a Korça, nel Commissariato di Polizia, durante la detenzione in custodia cautelare. La polizia dichiara sia deceduto per cause naturali, mentre la famiglia della vittima accusa le forze di polizia della sua morte, a causa della sua appartenenza etnica. La famiglia ha dichiarato pubblicamente che, se non sarà fatta giustizia da parte dello Stato, ricorrerà a forme di giustizia privata.

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Aprile 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di aprile si è purtroppo aperto con un omicidio avvenuto nella periferia di Scutari, in seguito ad una rissa scaturita per futili motivi fra due amici al bar. A metà mese un ragazzo di 28 anni è stato ucciso nel centro di Tirana in pieno giorno, per vendicare un omicidio compiuto dal padre nel 2000. Il caso ha scosso l’opinione pubblica albanese. Operazione Colomba ritiene particolarmente grave questo caso, poiché la vittima chiese asilo in Svezia nel 2014, ma gli fu negato in quanto lo Stato albanese aveva dichiarato di offrire protezione alle persone in pericolo di vita per motivi legati alla vendetta di sangue. Pertanto, i volontari hanno diramato un Comunicato Stampa per sollecitare la reale protezione delle vittime di questa pratica da parte delle Istituzioni. A fine mese, durante una rapina, due ragazzi hanno ucciso un uomo e ferito gravemente la moglie. I famigliari della vittima hanno dichiarato che, se non ci sarà giustizia statale, si faranno giustizia da soli. A causa di queste dichiarazioni, la famiglia di uno dei colpevoli ha affermato di essersi autoreclusa nella propria abitazione per paura di subire ritorsioni.

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