Decreto scomunica

Albania

DECRETO
Prot. Nr 96/2012

I numerosi omicidi che continuano a succedere nei territori delle nostre diocesi e non solo ma anche in altre diocesi, molti dei quali per gjakmarrje, evidenziano come ci siano persone che non osservano il comandamento di Dio: “Non uccidere!”, anzi lo violano apertamente nonostante si proclamino da sé stessi “buoni cattolici”. Alcuni omicidi efferati e compiuti in modo barbaro, sono avvenuti senza nessun rimpianto e con il solo scopo di vendicarsi.

Molte persone, essendo rimasti ad una tradizione secolare, si autogiustificano affermando che osservano il Kanun.

Costoro danno più importanza alle tradizioni degli uomini che alla legge di Dio. Tutti coloro che uccidono, con il loro comportamento, danno un duro colpo al Vangelo della vita e alla Croce del Nostro Signore Gesù Cristo. Il loro comportamento è un offesa verso Cristo, il quale ha scelto di “dare” il suo sangue per cercare la salvezza delle genti e non di “prendere” il sangue per la “salvezza” dai peccati e le colpe che gli uomini compiono. Dato che sentiamo come essenziale una nostra risposta come Pastori della Chiesa che è in Scutari, Sape e a Lezhe ed è necessario proteggere le comunità cristiane da qualunque tipo di pericolo, dopo esserci consigliati con collaboratori ed esperti e con coloro che sono in contatto direttamente con questi episodi di violenza, con lo scopo di arrivare al pentimento degli assassini e alla mitezza di cuore di tutti in modo che vicende del genere non succedano più

Decretiamo che

Chiunque che compie un omicidio o è complice di esso o aiuta al compimento di esso in modo intenzionale affinché questo avvenga, sulla base dell’articolo 1331 del Codice di Diritto Canonico è punito con la scomunica.

quindi sulla base dello stesso articolo 1331

Dichiariamo che

coloro che sono scomunicati

  1. Non possono prendere parte alle celebrazioni della Chiesa

  2. Non possono ricevere i sacramenti (confessione, comunione, cresima, unzione degli infermi, matrimonio)

  3. Non possono ricevere i sacramentali come il rito delle esequie cristiano e la sepoltura in cimiteri cattolici


Sulla base dell’articolo 1335 ricordiamo che : “Nonostante  la punizione vieta la celebrazione dei sacramenti … il divieto è sospeso nei casi in cui sia necessario la cura dei fedeli in pericolo di morte”.

Le porte della Chiesa saranno sempre aperte per coloro che colpiti da questo decreto e dalle pene previste, si pentono e cambiando la loro mentalità di assassini, vogliono ritornare in unione piena con Dio e con la sua Chiesa. È necessario che costoro manifestino concretamente il  desiderio di un cambiamento reale osservando le condizioni che seguono:

  1. Manifestino pubblicamente il loro pentimento
  2. Rimedino all’ingiustizia fatta
  3. Compiano la condanna prevista dalla legge
  4. Ricevano il perdono attraverso la confessione sacramentale

Queste disposizioni entrano in vigore Domenica 16 settembre 2012, dove saranno lette in tutte le chiese delle nostre diocesi durante le celebrazioni e affisse in luogo pubblico.


Scutari, Curia Arcivescovile Metropolitana,
14 Settembre 2012
Festa dell’Esaltazione della Croce.

 

Mons Luciano Augustini Mons. Angelo Massafra Mons. Ottavio Vitale
Vescovo di Sapes                   Arcivescovo metropolita di Shkoder-Pult                          Vescovo Di Lezhe