Advocacy

Livello istituzionale – legislativo italiano

- Il primo importante passo è stato quello del 1972, con l'approvazione della legge n.772 che istituiva il Servizio Civile e riconosceva l'Obiezione di Coscienza.

- Nel 1985 con la sentenza n. 165 del 24 maggio la Corte Costituzionale ha dichiarato che l'obbligo di "difesa della Patria" può essere adempiuto anche senza l'uso delle armi.

- La nuova legge sull'Obiezione di Coscienza, n.230/1998, permette all'obiettore di svolgere il Servizio Civile allo scopo di ricercare e sperimentare forme di Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta (art. 8 comma e). Inoltre sempre la medesima legge all'art. 9 comma 7 e 11 disciplina la possibilità per l'obiettore di prendere parte a missioni umanitarie all'estero.

- Collegati alla legge sull’Obiezione di Coscienza, il 14 aprile 1998 sono stati approvati anche tre ordini del giorno: sulla formazione alla Difesa Nonviolenta, sull'Obiezione alle Spese Militari (OSM) e sulla costituzione dei Caschi Bianchi.

- Risoluzione Saonara 7-00987 del 16/11/2000 della XIV Commissione della Camera dei Deputati Politiche della Unione Europea in materia di "Evoluzione del Servizio Civile Volontario" dove il Governo si impegna:

1) ad elaborare un piano di azione per interventi nel settore della gestione delle crisi con strumenti non militari;

2) perfezionare risposte non militari dell’Unione Europea;

3) evolvere il Servizio Civile volontario in ambito europeo, con l’impegno a rafforzare i principi di costruzione della pace.

- Il 06 marzo 2001 è entrata in vigore la nuova legge n.64 di "Istituzione del Servizio Civile nazionale" che all’art. 9 prevede la possibilità che il Servizio sia svolto all’estero per "interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli, istituite dalla stessa Unione Europea o da organismi internazionali operanti con le medesime finalità (…) resta salvo quanto previsto dalla legge 230/98".

- DPCM del 18/2/2004, integrato col DPCM del 29 /4/2004: costituzione di un "Comitato di consulenza per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta" DCNAN

- Nasce nel 2007 (su desiderio della Ministra Sentinelli) il Tavolo Interventi Civili di Pace (ICP),  come luogo di dialogo tra Ministero degli Esteri, Ufficio Nazionale del Servizio Civile e Organizzazioni Non Governative italiane. In seguito è rimasto attivo come luogo di confronto e di coordinamento della società civile italiana che interviene in zone di conflitto, in Italia e all'estero, per favorire i processi di pace e la trasformazione dei conflitti.

- 2011. Attraverso il Comitato Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta (DCNAN), viene approvato un Progetto sperimentale di Servizio Civile Nazionale all'estero (in Albania), intitolato "Caschi Bianchi oltre le vendette"

Livello istituzionale – legislativo europeo

Nel contesto Europeo (sia nell’Unione Europea che nell'OSCE) il dibattito coinvolge la società civile e le sue istituzioni. Lo stesso Parlamento Europeo a più riprese si è espresso in materia di interventi civili per la pace, chiedendo al Consiglio dei Ministri della UE ed alla Commissione Europea il varo di un vero e proprio Corpo di Pace Civile Europeo.

- 1995. nel rapporto Martin Boulanger, Alex Langer inserisce la proposta di un Corpo civile di pace europeo.

- 1999. Raccomandazione A4-0047/99 del Parlamento europeo sull'istituzione di un Corpo di pace civile europeo.

- 2001: Il Parlamento Europeo ribadisce con una nuova risoluzione, la A5-0394/2001 la necessità di istituire un Corpo Civile di Pace.
Nella Costituzione Europea (art. III-213) in via di ratificazione, vengono tenuti insieme concetti come volontariato, coinvolgimento dei giovani, intervento civile all’estero, aiuto umanitario.

- 15 Marzo 2006: incontro a Bruxelles organizzato dal Gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, su "Le capacità della UE di intervento civile nelle crisi: riunire i concetti e prossimi passi avanti".

Attività politica e collaborazioni con agenzie internazionali

- Protagonisti della lotta per l’invio degli Obiettori di Coscienza in Servizio Civile nelle missioni di pace all’estero: molti giovani impegnati in Servizio Civile nella Comunità Papa Giovanni XXIII si sono recati illegalmente (ma pubblicamente) per primi, attraverso Operazione Colomba, in ex-Jugoslavia (1992 – 1995) durante il conflitto nei Balcani, ottenendo che la materia fosse regolamentata in Italia. Anche grazie al loro impegno oggi l’Associazione può promuovere, insieme alla FOCSIV, la Caritas e il CEFA, il corpo dei Caschi Bianchi: ragazzi in Servizio Civile volontario impegnati in missioni all’estero con un ruolo istituzionalmente riconosciuto.

- Incontro con Elisabeth Rehn, nel 1995 relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nella ex-Jugoslavia. Materiale sulla relazione verrà utilizzato nel rapporto del Segretariato Generale.

- Incontro con il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, presso l’ambasciata italiana a Zagabria con i volontari italiani operanti in Croazia - 1996.

- Collaborazione in Croazia con UNHCR nel periodo 1992 - 1997 attraverso i vari Field Officer che si sono susseguiti: Yvetta Pass, Benny T. Otim, Alessandra Morelli, Olivier Moquette, Maria Teresa Mauro.

- Incontro con il Senatore Brutti e l'ambasciatore italiano a Sarajevo nel 1997.

- Collaborazione in Kossovo, dal 1999 al 2001, con l'UNHCR nelle persone di John Hagenauer UNHCR Pristina Office Chief, e con il responsabile della sicurezza John Campbell.

- Audizione presso Parlamento Europeo: il 9 Dicembre 1999 si è svolto presso il Parlamento Europeo un incontro dal titolo "La creazione di un Corpo Civile di Pace Europeo". Questo incontro è stato promosso da un gruppo di parlamentari europei (58) di diverse nazionalità e gruppi politici che hanno costituito l’intergruppo per le “Iniziative per la pace” al Parlamento Europeo, presieduto dall' on. Luisa Morgantini. All’incontro hanno preso parte numerosi gruppi pacifisti europei e fra i relatori comparivano "Le donne in nero", le Peace Brigades International (Brigate internazionali di pace) e l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini che ha raccontato l’esperienza di Operazione Colomba e degli Obiettori di Coscienza in aree di conflitto.

- Incontro con il relatore speciale della Commissione per i Diritti Umani dell’ONU per il Medio Oriente, John Dugard - Luglio 2005: relazione sulla situazione della zona a Sud di Hebron.

- Collaborazione in Medio Oriente con l’ufficio locale dell’OCHA, Ufficio Coordinamento Affari Umanitari delle Nazioni Unite, in particolare con il referente per l'area di Hebron.

- Audizione con la Commissione Esteri della Camera dei Deputati il 12 Luglio 2004.

- Partecipazione a Dublino dal 31/3 al 2/4/ 2004 al Global Partership for the prevention of armed conflict, sul ruolo della società civile europea nella prevenzione dei conflitti.

- Collaborazione con le Università degli Studi di Pisa e di Firenze come relatori a giornate seminariali (Corsi di Scienze per la Pace).

- All’inizio della sua costituzione siamo stati attivi, anche con un incarico di segreteria, nella Rete Italiana dei Corpi Civili di Pace.

- Dal suo nascere (2006) siamo stati presenti al “Tavolo Interventi Civili di Pace” per la creazione di un Corpo Civile di Pace italiano in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri su proposta della ViceMinistra Sentinelli.

- Sin dalla sua costituzione, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha aderito al Tavolo Interventi Civili di Pace (ICP), nato nel 2007 (su desiderio dell'allora Ministra Sentinelli) come luogo di dialogo tra Ministero degli Esteri, Ufficio Nazionale del Servizio Civile e Organizzazioni Non Governative italiane.

- 2011. La Comunità Papa Giovanni XXIII è capofila del Progetto sperimentale di Servizio Civile Nazionale all'estero, intitolato “Caschi Bianchi oltre le vendette”, realizzato proprio nell'ambito del progetto che Operazione Colomba ha in Albania.

Il progetto di Operazione Colomba ad At-Tuwani (Cisgiordania, Palestina) ha ricevuto negli anni la visita di diverse delegazioni e personalità, tra le quali:

- Roy Dickinson, European Commission Head of Operations;

- Christian Berger, representative of the European Union;

- Leena Hasan, European Commission Humanitarian Aid department in Jerusalem;

- Tony Blair, inviato del Quartetto per il Medio Oriente (ONU, UE, USA e Russia);

- Nomfundo Walaza, psicologa sudafricana che ha preso parte ai lavori della Truth and reconciliation Commission;

- Pete Hammerle, membro di IFOR Austria;

- Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento Europeo;

- Don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia;

- Cyndee Trinh, Foreign Service Officer at Department of State, United States Consulate Jerusalem;

- Salam Fayyad, Primo Ministro dell'Autorità Nazionale Palestinese.

Noi Siriani

“Siamo fuggiti dalla Siria, il nostro Paese, perché non volevamo uccidere, né essere uccisi, abbiamo pagato un prezzo enorme per la nostra libertà, desideriamo vivere liberi e con dignità. E vogliamo tornare in pace nella nostra Patria”.

Così Abu Rabia, amico siriano, a Trento da circa un anno grazie ai Corridoi Umanitari, insieme a tante persone che hanno aperto una strada dove prima non c'era. Ma come tante persone che hanno perso tutto e sono ricche solo della propria umanità, i nostri amici siriani hanno deciso di pensare in grande e hanno scritto una Proposta di Pace per la Siria.
Insieme, raccogliendo le parole e i desideri di tornare a casa di tanti, abbiamo pensato alla creazione di Zone Umanitarie in cui non possano avere accesso eserciti e gruppi armati e una pace che definisca responsabilità e costruisca una Siria per chi non vuole la violenza.
L'idea di partenza è semplice e nuova:
"Perché al Tavolo dei negoziati siedono solo rappresentanti di chi partecipa alla distruzione del nostro Paese? Perché noi abbiamo solo la possibilità di scappare e non di mettere le nostre vite, le nostre idee, le nostre forze e speranze per fare una proposta di pace?".


Nel novembre scorso il primo incontro ufficiale: abbiamo presentato la Proposta al Vice Presidente dell'Unione Europea Frans Timmermans che ha detto di volerla incorporare nella proposta ufficiale della UE: video messaggio di Timmermans.

A marzo abbiamo presentato la Proposta di Pace a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Il 20 giugno 2017 abbiamo presentato la Proposta di Pace alla Camera dei Deputati, a Roma (per vedere il VIDEO integrale della conferenza stampa, clicca qui).

CHIEDIAMO

A chi fosse interessato, di contattarci, coinvolgersi nelle forme che ritiene più opportune: incontri pubblici, diffusione, sostegno alla presenza con i profughi in Libano, sostegno alle famiglie siriane accolte in Italia.

Chi fa la guerra ha dalla sua la forza delle armi, dei soldi che servono per comprarle e della violenza.
Chi vuole costruire una pace diversa da quella imposta dai bombardamenti e dalle uccisioni ha a disposizione la forza della solidarietà, la tenacia nell'affermare idee nuove ed aprire strade di cambiamento: un amore che diventa proposta politica, più forte della paura.


Mettiti in contatto con noi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


NOI SIRIANI



Proposta di Pace dei profughi siriani

 

Noi siriani, profughi nel nord del Libano, riuniti in Organizzazioni ed Associazioni, semplici cittadini e famiglie scampati alla morte e alla violenza, a cinque anni dall'inizio della guerra che ha distrutto il nostro Paese, viviamo a milioni senza casa né lavoro, senza sanità né scuola per i nostri figli, senza futuro.
Nel nostro Paese ci sono centinaia di gruppi militari che, con la sola legittimità data loro dall’uso della violenza e dal potere di uccidere, ci hanno cacciato dalle nostre case.
Veniamo ancora uccisi, costretti a combattere, a vivere nel terrore, a fuggire, veniamo umiliati e offesi.
Ai tavoli delle trattative siedono solo coloro che hanno interessi economici e politici sulla Siria.
A noi, vere vittime della guerra e veri amanti della Siria, l'unico diritto che è lasciato è quello di scegliere come morire in silenzio.
Ma noi, nel rumore assordante delle armi, rivendichiamo il diritto di far sentire la nostra voce, e insieme a coloro che ci sostengono e a chi vorrà unirsi al nostro appello

CHIEDIAMO

  • la creazione di zone umanitarie in Siria, ovvero di territori che scelgono la neutralità rispetto al conflitto, sottoposti a protezione internazionale, in cui non abbiano accesso attori armati, sul modello, ad esempio, della Comunità di Pace di San José di Apartadò in Colombia. Vogliamo che siano aperti corridoi per portare in sicurezza i civili in pericolo fino alla fine della guerra e che tutti i rifugiati ritornino a vivere in pace e sicurezza nella loro Patria;
  • che si fermi la guerra: che si fermino immediatamente i bombardamenti, che si blocchi il rifornimento di armi e che le armi già presenti vengano eliminate; che si ponga fine all'attuale assedio di decine di città siriane (www.siegewatch.org), che gli abitanti di queste città, senza cibo e medicine, siano assistiti immediatamente e posti in sicurezza;
  • che siano assistite le vittime e sostenuto chi le soccorre: che siano liberati i prigionieri politici, ricercati i rapiti e dispersi; che siano soccorsi e assistiti anche in futuro i feriti e i disabili di guerra;
  • che si combatta ogni forma di terrorismo ed estremismo, ma che questo smetta di essere, com'è ora, un massacro di civili innocenti e disarmati, che oltretutto alimenta il terrorismo stesso;
  • che si raggiunga una soluzione politica e che ai negoziati di Ginevra siano rappresentati i civili che hanno rifiutato la guerra, e non coloro che hanno distrutto e stanno distruggendo la Siria;
  • la creazione di un Governo di consenso nazionale che rappresenti tutti i siriani nelle loro diversità e ne rispetti la dignità e i diritti. Vogliamo che sia fatta verità e giustizia sui responsabili di questi massacri, distruzioni, e della fuga di milioni di profughi, e lasciato spazio a chi vuole ricostruire. Vogliamo convocare ora le migliori forze internazionali, in grado di costruire convivenza e riconciliazione, per sostenere ed elaborare insieme a noi civili un futuro per il nostro Paese.


Promosso da: Operazione Colomba*, Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


OPERAZIONE COLOMBA (www.operazionecolomba.it) è presente in Libano dal settembre 2013; a partire dall'aprile del 2014 vive stabilmente nel campo profughi di Tel Abbas, a soli 5 km dalla Siria.
Dopo avere subito minacce e violenze da parte di alcuni libanesi del luogo, i rifugiati siriani stessi del campo hanno chiesto ai volontari di Operazione Colomba di vivere insieme a loro, perché una presenza internazionale civile e disarmata, rappresenta un forte deterrente all’uso della violenza, abbassa la tensione, facilita l'incontro tra le parti (che elimina il pregiudizio “siriani tutti terroristi/ISIS”) e apre importantissimi spazi di dialogo e convivenza pacifica.
Da oltre tre anni i volontari condividono la vita (paure e dolori, ma anche speranze) con i profughi nei campi del nord del Libano (attualmente i siriani rifugiati in tutto il Libano sono oltre un milione!): donne, bambini, anziani, disabili, uomini e ragazzi che sono scappati dalla guerra in Siria per non dover essere obbligati a combattere o essere uccisi.
Vivere con loro, sostenerli nei bisogni primari, accompagnarli, ad esempio, durante le visite mediche negli ospedali delle vicine città (dove da soli non sarebbero potuti andare o non avrebbero ricevuto assistenza alcuna)... ha permesso ad Operazione Colomba di instaurare un'importante rete di rapporti di fiducia e di poter così raccogliere e farsi portavoce delle richieste dei rifugiati stessi, richieste che oggi sono diventate una vera e propria Proposta di Pace per la Siria che Operazione Colomba si sta impegnando a promuovere a livello internazionale, anche nelle opportune sedi Istituzionali (ONU, Unione Europea...).


Profughi siriani disegnano il logo sulla tenda di Operazione Colomba



La tenda di Operazione Colomba nel campo profughi di Tel Abbas

The war in Syria is a tragedy with enormous proportions. Syrians are the largest refugee population in the world. Many of them fled to Lebanon (whose population is 4.5 mln): more than 1.2 mln are officially registered by UNHCR, but currently the real number is estimated in more than 1,5 mln.

Operazione Colomba in Lebanon-Syria


Lebanon-SyriaOperazione Colomba (OC) has been operating in Lebanon since September 2013. In April 2014 the volunteers settled in a refugee camp in the village of Tel Abbas. It is located 5 km far from the Syrian border. The refugees explicitly requested the presence of OC in the camp after suffering threats, physical assaults, evictions and tents burnt. OC is an effective deterrent for violence. TheLebanon-Syria volunteers live in a wood and plastic tent, sharing the hard daily life with Syrians. Moreover they try to build bridges of dialogue between the local scared and sometimes hostile Lebanese population and the Syrians themeselves.

Activities


Volunteers spend most of their days visiting and listening to people, and helping the refugees in obtaining aids and services (especially medical cares). In 2016 OC cooperated to implement a humanitarian channel that brought to Italy 400 of the most vulnerable Syrians. OC has committed to spread the voice of the Syrian civil society, which is asking for peace, justice and the right to a safe return to Syria. OC brings its requests to the highest international institutions and during the peace talks.

 


Final report of the Campaign #TogetherAtTuwani

Once again we would like to thank all the people who supported our campaign #TogetherAtTuwani. At this point, in order to be the most transaparent and clear as possible, we think it's fundamental to share with you the steps of our fund raising.
We launched the campaign in mid September 2015 and set the 31st of December as deadline for collecting 20.000 euros.
In three months and a half we have raised much more money than expected: 94 donations for a total amount of  22.852 euros.
The full amount was employed to guarantee the presence of Operation Dove's volunteers in South Hebron Hills during the last months of 2015 and allowed us to prospect continuity for 2016.

What we prospected is now becoming true.
In 2016 Operation Dove's project in Palestine and Israel will benefit of a significant grant from the European Union, that we will need to integrate with an additional co-financing.
All the donations collected during the first weeks of the new year with the reason #TogetherAtTuwani will be used to succeed in reaching this new goal, that is fundamental to guarantee our presence also in 2016!

This is a good way to start and we have a full year during which we can work well and face new challenges: in fact in 2016, even if At-Tuwani will still be our base location, we will not stop in South Hebron Hills but we will try to bring the support of our Nonviolent Peace Corps even in other places in West Bank.
We hope to continue receiving a generous and trustful support and, once again, we send you our heartfelt thanks... together in At-Tuwani!

Operazione Colomba

 

We did it... with you!
We managed to cover all the expenses that we needed to maintain the presence of the volunteers of Operation Dove in At-Tuwani, 24 hours a day, for the whole 2015!
We did it thanks to all of you: friends, volunteers... plenty of people behind all the donations that allowed us to reach and exceed the quota of 20,000 Euros in only three months.
Thank you so much!
A tough challenge, in a hard period, that has been supported by many acts of closeness, affection and esteem.
Thanks again for demonstrating that the nonviolent response can be built together!
As the Palestinians of the South Hebron Hills say "here to exist and to resist the Israeli occupation we need Operation Dove and Israeli activists"; but we also cannot walk alone, we could not have done it without you.
Thanks for demonstrating that you believe it!
We now believe it even more.
It is the popular nonviolent resistance of the shepherds of remote villages to teach us that violence is not the last word, that wars can be stopped!
We move on, strengthened by your commitment and even more determined.
All this makes us more confident for 2016, thanks also to the recent news that next year we will receive institutional funding to partially support the presence of Operation Dove in Palestine and Israel.
Thank you for continuing to be with us, together At-Tuwani.

Operation Dove


 

It was in May 2004 when Operation Dove first arrived in the village of At-Tuwani. Operation Dove volunteers were called to support Palestinian shepherds as they remained on their land and chose to use nonviolent means, along with Israeli activists, to protect their lives and rights.

Today, 11 years later, Operation Dove volunteers still share daily life with communities throughout the South Hebron Hills. They still support the popular nonviolent resistance by accompanying Palestinians on lands vulnerable to settler attacks and to harassment by the Israeli soldiers.

Please watch this video, that tells more than any word:

 

 

Since the beginning of 2015, Operation Dove has not received any funding from public institutions to support its presence in the South Hebron Hills.

We are therefore facing an important challenge: we have to raise € 20.000 by the 31st of December, only through the support of non-government sources such as individuals, groups, associations, friends, families...

It is the only way for us to ensure the presence of the volunteers of Operation Dove on the ground 24 hours a day and continue in 2016 to support the popular nonviolent resistance in the South Hebron Hills.


Together At Tuwani... thank you so much!

 



OR:


Bank Account - IBAN: IT 35 R 03359 01600 100000068951

BIC/Swift code: BCITITMX

Name of the bank: Banca Prossima

Account holder name: Association "Comunità Papa Giovanni XXIII - Condivisione fra i popoli"
Address: Via Valverde 10, 47923 Rimini - ITALY
Reason for payment: Operation Dove - Together at Tuwani