Maggio 2017

SITUAZIONE ATTUALE

Un bollettino di guerra. Questo è in sintesi la Colombia di oggi.
Più di 10 poliziotti morti, 37 feriti tra cui civili e minori di età, 35 attacchi contro la Forza Pubblica in 9 Regioni, di cui le più colpite Antioquia e Cordoba dove è presente Operazione Colomba, è il triste bilancio che in queste ultime settimane hanno lasciato i paramilitari delle Autodefensas Gaetanistas de Colombia (AGC) dopo l’annuncio del “plan pistola” (piano pistola, contro gli agenti di Polizia per gli arresti di alcuni membri delle AGC, piano che avrebbe come obiettivo il riconoscimento politico del gruppo).

Seguono estenuanti le denunce delle diverse Organizzazioni di Diritti Umani sulla massiva presenza dei gruppi paramilitari in almeno 12 dipartimenti del Paese. Segue senza ascolto la richiesta della società civile affinché il Governo compia con ciò che era stato pattuito negli Accordi di Pace lo scorso anno e cioè con una programma di smantellamento delle strutture neo paramilitari.
Seguono le grida inascoltate delle mamme della Guajira che hanno visto morire di fame, tra il 17 e il 20 maggio, 8 dei loro bambini in una delle regioni più ricche di carbone della Colombia.
La gente lungo vie, angoli e cammini di tutto il Paese è in sciopero. Da metà del mese di maggio i professori hanno incrociato le braccia per un tempo indeterminato, al fine di reclamare giustizia ed una educazione vera per tutti gli studianti. In cambio il Governo sta facendo chiudere le scuole rurali e di periferia, sta togliendo le mense e il trasporto, costringendo i piccoli alunni a ore di cammino per tornare a casa.
Voci al vento quelle dei leader sociali e reclamanti di terra che continuano anche questo mese ad essere assassinati; per loro la totale impunità.
Da ogni parte si sente dire che molti guerriglieri concentrati nelle zone rurali transitorie e di normalizzazione stanno fuggendo a causa delle difficili condizioni in cui devono vivere. Mancano acqua, cibo e le strutture sanitarie. Nessuno dei 26 accampamenti previsti è terminato ed agibile. Più di 7000 guerriglieri incerti per il loro futuro e la loro vita: sono già 3 gli ex-guerriglieri assassinati che avevano ricevuto l’indulto e sono già avvenuti omicidi a carico di famigliari dei combattenti delle Farc. La data per la consegna delle armi delle Farc prevista per il 31 maggio è stata posticipata di 20 giorni mentre il passaggio alla vita civile si amplia di 2 mesi. I guerriglieri, una volta lasciate le armi, dove andranno a vivere? C’è la sicurezza giuridica, personale, di protezione del loro passaggio alla vita civile?
Ed infine le notizie drammatiche della gente di Buenaventura, città con il porto più grande e moderno del Pacifico, dal quale escono il 70 % dei prodotti colombiani e dove da metà maggio la popolazione è in sciopero per reclamare giustizia e aiuto.
A Buenaventura infatti la disoccupazione arriva al 62% ed il lavoro informale al 90.3%, secondo i dati ufficiali del Dipartimento Nazionale di Pianificazione (DNP). In questo luogo, dove la miseria contrasta con un investimento portuario che supera i 500 milioni di dollari, la gente è scesa in massa sulle strade bloccando il porto e ricevendo come risposta la repressione della polizia speciale e dell’esercito.
Recentemente in visita in Colombia, il famoso sociologo argentino, Daniel Feierstein, ospite alla fiera del libro insieme all’avvocato Dora Lucy del Colectivos de abogados Josè Alvaro Restrepo e a Padre Javier Girardo, ha severamente ammonito il popolo colombiano, affermando che il fantasma del genocidio stava ruotando intorno al Paese. Il sociologo, membro tra l’altro del Tribunale Permanente dei Popoli, ha aggiunto che la società deve reagire e porre limiti all’estrema destra per evitare che l’attuale Accordo di Pace termini in un nuovo genocidio come fu trenta anni fa con il partito della Uniòn Patriotica (partito politico di sinistra sorto nel 1985 come proposta politica legale da parte di alcuni movimenti guerriglieri). I 120 leader uccisi in quest’ultimo anno possono essere il terribile segno premonitore, se non si affronterà il problema, dell’enorme pericolo di un nuovo genocidio, ha dichiarato Feierstein.
Oggi purtroppo quello che si vive e si vede in Colombia è che questo incubo è già iniziato.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Dopo le numerose dichiarazioni in tutto il Paese della presenza massiccia di gruppi paramilitari che stanno occupando i territori lasciati liberi dalle Farc, gli omicidi di difensori di Diritti Umani e reclamanti terra (più di trenta negli ultimi 6 mesi), l’attenzione dei volontari di Operazione Colomba è rivolta ancor di più ai leader della Comunità di Pace che continuano ad essere minacciati dai gruppi armati illegali e la cui vita è quotidianamente a rischio. Nonostante questo i membri della Comunità hanno denunciato al Congresso colombiano di aver visto da mesi i paramilitari delle AGC occupare, minacciare e sottomettere interi villaggi al loro controllo. Hanno mostrato al Governo un video dove il gruppo armato stava occupando un terreno vicino all’Aldea della Comunità di Pace ma la risposta è stata la negazione da parte dei diversi enti statali che si trattasse della realtà. Quello che i volontari, i membri della Comunità di Pace e migliaia di altri cittadini colombiani vedono e soffrono è falso. Quelli che tutti vedono, per la forza pubblica sono semplici banditi comuni e non eserciti strutturati e con obiettivi sociali e politici ben definiti.
Il mese quindi è trascorso con diversi accompagnamenti nei villaggi e anche in città con un’attenzione sempre maggiore ai movimenti dei leader che in ogni momento potrebbero essere vittime di attentati alla loro vita. Allo stesso tempo la Comunità di Pace si è fatta promotrice, insieme ad altre organizzazioni sociali, di una denuncia presso la Corte Penale Internazionale contro alcuni dirigenti della Chiquita Brands perché vengano investigati per aver finanziato gruppi paramilitari tra il 1997 e il 2004.
Negli Stati Uniti infatti Chiquita Brands è stata dichiarata colpevole per questi pagamenti illeciti con i quali i paramilitari assassinarono, fecero sparire e violentarono molti operai e sindacalisti.
Pena una multa di 25 milioni di dollari, ma in Colombia non c’è stato fino ad ora nessun risarcimento alle famiglie delle vittime. Per approfondire (*).
Come sempre nei momenti di presenza in Comunità di Pace i volontari hanno condiviso il loro tempo con i bambini tra giochi e partite a pallone. Una cena ed una serata di ballo sono state invece organizzare dagli uomini di San Josecito per il giorno della festa della mamma.
Silvia a fine mese è rientrata per un periodo in Italia e Alessandra dalla sede di Rimini è giunta in terra Colombiana dove si fermerà per circa un mese.

(*)

http://internacional.elpais.com/internacional/2007/09/18/actualidad/1190066401_850215.html

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/03/20/AR2007032001698.html

https://business-humanrights.org/es/perfil-de-las-demandas-judiciales-contra-chiquita-por-actividades-en-colombia-0

https://www.fidh.org/en/region/americas/colombia/human-rights-coalition-calls-on-icc-to-investigate-role-of-chiquita