Marzo 2017

SITUAZIONE ATTUALE

SIRIA
A marzo si è svolto il terzo ciclo dei colloqui di pace ad Astana, che si è però concluso senza alcun progresso: i rappresentanti dei gruppi ribelli hanno infatti rifiutato di presentarsi ai tavoli insieme alla delegazione di Damasco e negano il dialogo con il governo dal momento che questo continua a bombardare le zone dei ribelli.
La guerra infatti continua senza alcuna tregua e le zone di Idlib e Homs continuano ad essere bombardate.

Nelle zone controllate dal governo e nella capitale vi sono stati invece una serie di attacchi bomba, alcuni rivendicati da affiliati ad Al-Qaeda, che riflettono il rinnovato sforzo dei gruppi estremisti di attaccare il governo.
Intanto, nel nord della Siria, si registra la presenza sia di truppe russe che Americane, impegnate nella lotta contro l'ISIS (gli USA hanno programmato di ampliare significativamente le proprie truppe per aumentare la lotta a Daesh).
Diversi Report sono stati pubblicati di denuncia alla politica di guerra del regime.
La commissione per la giustizia e le responsabilità internazionali, gruppo indipendente di legali ed esperti, ha sottratto foto e documenti dalle prigioni siriane e dagli archivi dell’intelligence siriana che mostrano ordini di arresti massivi, di manifestanti, o di persone in contatto con media stranieri, o parlano delle fosse comuni in cui i loro corpi dovevano essere portati.
Sul giornale medico The Lancet è stato pubblicato un Report di un gruppo di ricercatori tra Beirut, America e Gran Bretagna che denuncia gli attacchi effettuati dal governo di Assad verso i lavoratori sanitari, resi bersaglio in questa guerra: dal 2011 più di 800 lavoratori sono rimasti uccisi, vittime dei bombardamenti sugli ospedali, di torture in seguito ad arresti ed esecuzioni. Ciò ha causato la fuga di 15.000 dottori, lasciando centinaia di migliaia di civili senza accesso alle cure mediche.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Questo mese sono venute in visita al campo profughi diverse persone, per approfondire il lavoro di Operazione Colomba, conoscere le persone che vivono nel campo e comprendere meglio la situazione dei rifugiati.
Tra queste un cantastorie italiano, in viaggio tra i campi profughi del Libano,  ha organizzato un pomeriggio di teatro e giochi con i bambini siriani, mentre due musicisti hanno improvvisato un concerto di tamburi, chitarre e musica napoletana.
Questo mese abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra picchi di emozioni opposte: da una parte il dolore per la morte del padre anziano di un caro amico, morto lontano da casa e dalla sua terra, e dall'altra la gioia per aver assistito alla nascita di due bimbi tanto attesi qui al campo, J e F.
F è nato da una coppia molto giovane appena arrivata dalla Siria ed entrata in Libano illegalmente, come tanti. Sono scappati dalla Siria alla ricerca di tranquillità per l’arrivo del figlio, ma dopo pochi mesi il padre, Y, è stato arrestato per “ingresso illegale nel Paese” e trattenuto in carcere per un mese. Non potendo stare vicino a sua moglie ha contattato i volontari di Op. Col. perché potessero aiutarla ed essere presenti alla nascita del loro primo figlio. I volontari lo hanno visitato in carcere potendo così vedere le condizioni miserevoli alle quali molti siriani, fermati ai posti di blocco, sono sottoposti in una delle tante carceri sovraffollate del Libano.
Y. è stato aiutato dal centro libanese per i diritti umani di Beirut che fornisce assistenza legale ai tanti Siriani che vivono nel Paese.
I volontari continuano a seguire le situazioni mediche delle persone più bisognose.
Come nel caso di S. che ha 9 anni e una scheggia di bomba nel petto e che, grazie a delle donazioni ricevute dall’Italia, ha potuto finalmente farsi visitare: dalla sua Tac è risultato che la scheggia è lontana dal cuore, come invece si temeva, ed è fuori pericolo!
Per i siriani in Libano le spese mediche più urgenti sono coperte dall’ONU per il 75%. Molte visite di prevenzione invece non vengono coperte. Spesso gli ospedali si vedono negato il finanziamento del 75% per effettuare interventi necessari alla salute, se non alla sopravvivenza, dei pazienti. Ai volontari di Operazione Colomba viene chiesto sempre più frequentemente da alcuni ospedali di mediare con gli uffici di UNHCR: questa mediazione ha spesso reso possibile il rilascio del 75% inizialmente negato. Sebbene contenti del risultato positivo dell'intervento, questo mostra quanto per un siriano l'ottenimento di cure, anche salvavita, sia purtroppo circostanziale.
A fine Aprile patirà il prossimo corridoio per l’Italia che vede coinvolte alcune famiglie conosciute da Operazione Colomba, accompagnate questo mese in Ambasciata per il rilascio delle impronte. Parallelamente è venuta in visita al campo una delegazione francese per conoscere delle famiglie in vista dei Corridoi Umanitari che si intendono aprire in Francia.
Prosegue in Libano il lavoro con i siriani per continuare la scrittura dell’Appello per la Pace in Siria, mentre in Italia aumenta l’impegno per la sua diffusione e la ricerca di sostegno da parte della  società civile, organizzazioni e rappresentati politici, perché la voce dei siriani arrivi là dove si sta discutendo del loro futuro.