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Libano/Siria PDF Stampa E-mail

 

La presenza di Operazione Colomba in Libano è iniziata nel settembre 2013. Dopo alcuni viaggi esplorativi in tutto il Paese, nell'aprile del 2014 è iniziata una presenza fissa nel villaggio di Tel Abbas e in uno dei campi profughi ad esso adiacenti.A Tel Abbas ci sono circa 3000 abitanti di cui 2000 cristiani ortodossi e 1000 musulmani sunniti. Negli ultimi due anni si sono aggiunti 2000 siriani musulmani sunniti.
Questo villaggio si trova a nord del Libano, in una delle regioni più povere e con il maggior numero di profughi, a soli 5 km dal confine con la Siria.
Vivere a Tel Abbas permette di condividere la vita e di entrare in relazione con persone di diversa provenienza e appartenenza etnica, politica e religiosa, confrontandosi con posizioni molto diverse rispetto al conflitto siriano.
Nell'estate 2014 un'escalation di violenza tra gruppi jihadisti e militari libanesi ha portato a ritorsioni sia di civili che di militari nei confronti dei profughi siriani.
Un campo di siriani adiacente a Tel Abbas è stato minacciato di incendio. Le persone del campo, impaurite, hanno chiesto la presenza protettiva dei volontari (i campi profughi non sono riconosciuti come tali dallo Stato libanese e non possono essere ne' gestiti ne' protetti dalle Nazioni Unite).
La presenza si è quindi concentrata sul campo ed è continuata perché effettivamente aiutava a mantenere basso il livello di tensione con i libanesi.
E' stata così costruita una tenda nel campo, come quelle siriane. Da allora i volontari vivono con loro condividendo la quotidianità. .
Il vivere al campo è diventato indirettamente fonte di sicurezza anche per i libanesi cristiani che, impauriti dalla presenza dell'ISIS nel territorio, vedevano in ogni siriano un potenziale terrorista. Vivendo al campo si è “dimostrato” che quel posto è privo di pericoli per loro.
Si è iniziato inoltre a vivere anche insieme ai libanesi cristiani, qualche giorno al mese, per costruire con loro relazioni di amicizia e di fiducia che permettono ai volontari di fungere da mediatori e costruire ponti di dialogo tra le diverse comunità.

Obiettivi generali

  • Stare accanto ai profughi e, ove possibile, aiutarli nelle necessità più immediate e concrete;
  • Abbassare la tensione e favorire il dialogo tra siriani e libanesi per una migliore convivenza e perché si creino legami di solidarietà;
  • Trovare alternative valide all'attuale situazione dei profughi siriani;
  • Promuovere vie di risoluzione al conflitto efficaci e condivise;
  • Mantenersi costantemente aggiornati sugli sviluppi della situazione siriana, attraverso informazioni affidabili apprese dalle persone direttamente coinvolte nel conflitto;
  • Qualora si ripristinassero le condizioni minime di sicurezza, tentare un viaggio esplorativo in Siria per valutare un'eventuale presenza.

 

Attività specifiche


A partire dalla vita nella tenda, i volontari portano avanti varie attività:

  • Condivisione e visite alle famiglie siriane, sopratutto a quelle più fragili e in difficoltà; ascolto delle persone ed sostegno affinché siano esse stesse le prime ad attivarsi nella ricerca di soluzioni alle difficoltà;
  • Visite ai libanesi cristiani e musulmani. Grazie ai volontari, che fanno da tramite, si sono create occasioni di relazione tra la comunità locale e i siriani del campo profughi. Alcuni libanesi, nel fare visita ai volontari, sono entrati per la prima volta nel campo e si sono resi conto delle condizioni in cui i loro vicini vivono. Ne sono scaturite importanti dimostrazioni di solidarietà: ad esempio alcuni libanesi hanno aiutato a costruire una tenda-scuola nel campo dove ora insegnano qualche ora al giorno in maniera gratuita;
  • Lezioni ai bambini nella scuola del campo e organizzazione di momenti di svago e di incontro, soprattutto per i ragazzi, quali partite di calcio e pomeriggi di pesca al fiume;
  • Collegamento fra i bisogni dei profughi e le realtà in grado di soddisfarli (UNHCR, ONG, municipalità locale): Operazione Colomba è l'unico gruppo internazionale che vive stabilmente all'interno di un campo profughi e questo permette ai volontari di conoscere sempre in tempo reale le necessità delle persone e di individuare gli organismi che possono provvedere ad esse. Si effettuano accompagnamenti in cliniche ed ospedali, segnalazioni di violenze ed abusi, segnalazioni di situazioni di estrema necessità. Dove gli altri non arrivano, si interviene in prima persona, in varie forme, con il lavoro materiale, raccolte di fondi e medicinali, donazioni di sangue, ecc.;
  • Raccolta di testimonianze e redazione di report, comunicati stampa, relazioni, diari affinché la voce di tante persone scappate dalla guerra possa arrivare in Italia e si ravvivi l'attenzione su un conflitto ormai dimenticato;
  • Elaborazione di concrete soluzioni al conflitto siriano ed elaborazione di alternative valide per l'attuale situazione dei profughi, attraverso un lavoro politico svolto a più livelli, in loco, in Italia e nelle sedi internazionali, con rappresentanti istituzionali e della società civile.

 

 
 
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