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CONTESTO GENERALE


In Siria

Principali attori in campo:

  • Esercito ufficiale siriano
  • Forza Nazionale di Difesa (Comitati Popolari) e Shabiha, milizie filogovernative non ufficiali
  • Milizie straniere (Hezbollah, Iran e Iraq)

 

  • Esercito siriano libero, nato da soldati e ufficiali disertori dell'esercito ufficiale siriano
  • Jahbat Al-Nusra, gruppo jihadista salafita, ramo siriano di al-Qaeda
  • ISIS (Stato islamico), gruppo jihadista creato nell'aprile 2013 dal leader dello Stato Islamico dell'Iraq, Abu Bakr al-Baghdadi

 

  • Forze Curde: Comitato Supremo Curdo e Unita' di protezione Popolare

 

  • USA guidano la coalizione con Giordania, Arabia Saudita, Barhein, Emirati Arabi Uniti e Qatar contro Isis: dal 22 settembre 2014 hanno iniziato a bombardare le postazioni dello Stato Islamico in Siria.


Per ulteriori dettagli: clicca qui

Da fine estate 2014 si puo' suddividere la Siria in 4 macro aree: una sotto il controllo del regime degli Asad; un’altra controllata dai jihadisti dello Stato Islamico (Is), prevalentemente ad est, al confine con l'Iraq; la terza controllata dalle milizie curde, nel nord del Paese; l'ultima, più ridotta, in mano alle opposizioni armate.


Per maggiori informazioni:
www.unocha.org/syria
www.unhcr.org/pages/49e486a76.html

www.dailystar.com.lb/special/syrian-crisis.ashx#axzz3HzRLg37u


In Libano

Il Libano è un Paese composto da 17 etnie/gruppi religiosi che vivono in un equilibrio estremamente delicato e precario.
Negli ultimi decenni ha attraversato diverse guerre (con Israele) ed è stato stravolto da una cruenta guerra civile (1975-1990) che ha lasciato profonde fratture interne.
Fino al 2006 è stato inoltre militarmente occupato dalla Siria.
La Costituzione libanese, in conseguenza ad un accordo raggiunto tra le parti dopo la guerra civile, prevede che il parlamento sia diviso a metà: 50% cristiano e 50% musulmano.
Lo Stato tuttavia, anche a causa di questi equilibri, non ha un controllo capillare del territorio, che viene amministrato con larghe autonomie dalle comunità locali.
Ad esempio le aree a maggioranza sciita sono controllate dal partito Hezbollah.
In questa situazione, la guerra siriana (a cui Hezbollah sta partecipando militarmente) ha avuto enormi ricadute sulla situazione interna del Libano, tanto che in alcuni periodi di forte tensione tra sciiti e sunniti si registrano numerose vittime per gli scontri e gli attentati.
Da più parti il Libano è visto come sull'orlo del baratro di una nuova guerra civile, sull'onda del conflitto siriano.

I siriani in Libano

I siriani sono oggi la popolazione di profughi più grande al mondo.
Si calcola siano intorno ai 6,5 milioni gli sfollati interni, mentre le persone che sono state costrette ad abbandonare il Paese sono 2,5 milioni, secondo i dati ufficiali.
Gran parte dei profughi siriani sono attualmente rifugiati in Libano: un milione quelli registrati dall'UNHCR, ma diverse fonti stimano che la cifra reale si aggiri tra 1,5 e 2 milioni.
Molti siriani in Libano non si registrano presso l'UNHCR, in parte per paura che i loro nomi vengano segnalati al governo siriano oppure a quello libanese che li respingerebbe in Siria, in parte perché il Libano non riconosce lo status di profugo e non autorizza l'UNHCR a creare campi profughi.
E' quindi molto difficile intercettare i profughi, non essendoci veri e propri centri di registrazione.
La popolazione libanese è di circa 4,5 milioni di persone.
Ad oggi, quindi, si considera che nel Paese viva un numero di profughi siriani pari ad almeno 1/3 del numero dei libanesi.
La grande maggioranza dei profughi presenti in Libano sono musulmani sunniti che fuggono dalle persecuzioni del governo e, soprattutto ultimamente, dalle violenze indiscriminate dei vari gruppi armati che combattono in Siria, molti dei quali affiliati all'Is.
La popolazione libanese, che spesso continua a vedere i siriani come gli ex-occupanti, è preoccupata dall'alto numero di profughi.
Questa preoccupazione è aumentata dalle incertezze sulla loro effettiva possibilità di un loro rientro in Siria (vista l'esperienza con i profughi palestinesi), dai rapimenti di soldati libanesi ad Aarsal e dalla possibile presenza di cellule dell'IS fra di loro.
L'incremento repentino della popolazione ha inoltre portato ad un'impennata nei prezzi degli affitti e contemporaneamente ad un crollo del costo del lavoro.
I siriani sono disposti ad accettare qualsiasi lavoro a compensi molto bassi e ciò è un fattore di notevole tensione con i libanesi, che si sentono derubati del lavoro e dei diritti.

La situazione dei profughi siriani in Libano è drammatica: non essendo ufficialmente riconosciuti come tali, non possono avere le tutele che lo Status di rifugiati garantirebbe loro.
Si sono quindi dovuti organizzare e mantenere autonomamente con i propri risparmi.
Le fasce sociali più agiate, una piccola minoranza, hanno trovato alloggio in case in affitto, possibilmente nelle grandi città, come Beirut, Tripoli, ecc.
La maggioranza ha trovato riparo in alloggi di fortuna, in particolare garage ed edifici ancora in costruzione.
Infine, un significativo numero di profughi è andato a vivere in tende costruite da loro stessi.
Questi accampamenti vengono definiti ITS (Informal Tented Settlements), sono generalmente composti da poche decine di tende in legno, plastica (nylon) e cartone e sono dislocati ovunque.
Il governo libanese non ha voluto creare strutture per questi campi, sempre per il timore che divenissero stabili, per cui non è stato possibile per UNHCR e altre ONG rifornirli di tende/prefabbricati, elettricità, condotte idriche, fognature e spesso neanche bagni.

 
 
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