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"Oggi ho conosciuto Vido"
Venerdì 06 Luglio 2007 11:16

Diario dal Kossovo 

Sono stato volontario dell’Operazione Colomba, sono stato in Kossovo dal 12 aprile al 12 giugno 2007 dopo avere frequentato il corso “Operatori di Pace in aree di conflitto” patrocinato dall’IRECOOP e dalla regione Emilia-Romagna su iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Cercando di parlare della mia esperienza ho riletto le pagine scritte in due mesi di permanenza, lasciando raccontare il mio vissuto personale agli incontri che ho fatto e alle sensazioni che ho provato in un luogo a due ore di aereo da Verona.


Martedì 1 maggio 2007
Oggi ho conosciuto Vido.
Sotto l’acquazzone andiamo a casa sua. Elena scende dalla macchina  e infila la mano tra il portone e il muro, tirando qualcosa. Dopo scopro che il filo tirato è il “campanello”, arriva fino in casa dove fa suonare un campanaccio per le mucche. Vido mi spiega poi la convenienza di avere un campanello per gli amici e nessuno per chi ha cattive intenzioni: “Chi è mio amico sa come chiamarmi, chi mi vuole fare del male non trova il campanello”. Il portone in ferro è crivellato da colpi di kalashnikov.

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"Non è semplice questa realtà, anzi, è assurda"
Mercoledì 27 Giugno 2007 14:38

Diario dal Kossovo

 E' assurda perché non ha senso, perché non ha senso quello che succede qui, quello che devono vivere queste persone. Questa non è una sofferenza dovuta alla fame, alle malattie o alle bombe che piovono dal cielo. Non è dovuta a qualcosa più grande di loro, a qualcosa che non possono controllare, e' dovuta a loro stessi.
E' dalla loro testa che viene questa sofferenza, o meglio dai loro ricordi.
Non è facile riuscire a capire quello che succede qui, così mi sono limitato a descrivere ciò che ho visto nel modo che mi riesce meglio, con la fotografia.
La mia difficoltà più grande qui è capire qual è il motivo per cui sono qui e perché insieme a me ci sono tutti questi volontari, questi gipponi bianchi con la scritta UN e perché ci debbano essere un check-point all'entrata ed uno all'uscita di questo villaggio di 800 anime.
Mi chiedo perché ogni volta che nomino la città qui vicino devo sempre fare attenzione a chiamarla Peja o Péc in base a chi ho di fronte o perché per lo stesso caffé che mi viene porto una volta rispondo "hvala" e una "faleminderit".

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Pubblicato il rapporto "Terra Rubata"
Venerdì 30 Marzo 2007 04:22
TERRA RUBATA
La politica israeliana di insediamento in Cisgiordania 

Image"Land Grab. Israeli Settlement's Policy in West Bank" è il titolo originale di un rapporto sugli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi, redatto da B'TSELEM - organizzazione israeliana per i diritti umani - e tradotto in italiano da Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, con il titolo: Terra Rubata. La politica israeliana di insediamento in Cisgiordania.

Il rapporto documenta la politica messa in atto dai governi israeliani per favorire la costruzione e la successiva espansione di insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi, entrando nel dettaglio dei complessi meccanismi con cui sono state espropriate le terre, delle procedure che hanno portato al riconoscimento degli insediamenti, dell'apparato burocratico appositamente creato per sostenere il loro sviluppo e dei benefici economici riservati agli israeliani che decidono di trasferirsi.

Per maggiori informazioni:
www.operazionecolomba.com/terrarubata

 
Intervista a Nomfundo Walaza
Giovedì 07 Giugno 2007 17:59
La dottoressa Nomfundo Walaza è una stretta collaboratrice dell’Arcivescovo Anglicano Desmond Tutu, premio Nobel per la pace nel 1984, uno degli uomini simbolo, insieme a Nelson Mandela, della lotta anti apartheid e del processo di riconciliazione nazionale in Sud Africa.

Vittima della segregazione razziale, in quanto sudafricana di colore, la dottoressa Walaza è stata poi attrice del processo di transizione democratica del proprio paese, partecipando, come consulente psicologa fino al 2000, ai lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione (CVR).

 

Direttrice del “Centro per la riabilitazione dei sopravvissuti ai traumi e alla tortura” dal 1994 al 2005 Nomfundo Walaza, invitata dall’Operazione Colomba (Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII) è venuta lo scorso febbraio in Italia per una serie di incontri, ed ha poi proseguito per il Kossovo, la Palestina e Israele (presso i progetti dell’Operazione Colomba) dove ha portato la sua testimonianza di riconciliazione e perdono per la pace.

Nomfundo Walaza: "Dobbiamo riumanizzare il nostro oppressore. Dipende da ciascuno di noi costruire una societa' di pace. Se riesci a  coltivare uno spazio per la  nonviolenza nel tuo cuore, allora c'e' speranza per la pace, i vostri figli devono essere capaci di guardarvi negli occhi e  vedere che non avete abbandonato la speranza, La pace deve diventare il linguaggio di ogni giorno".

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La situazione dei bambini soldato e le trattative di pace…
Giovedì 07 Giugno 2007 18:03

DAL NORD UGANDA

Il 30 aprile scorso siamo andati a visitare il centro di accoglienza per ex-bambini soldato gestito dall’associazione World Vision a Gulu, per avere informazioni sull’attuale situazione dei bambini non più in mano ai ribelli dell’LRA.
La consulente del centro ci ha detto che quest’anno i rientri sono stati pochissimi ed il loro centro è praticamente vuoto. La signora purtroppo non è stata in grado di darci i dati sul numero di bambini accolti dallo scorso anno ad oggi e ci ha consigliato di rivolgerci “all’ufficio statistiche”... (?)

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Viaggio a Patongo, Kalongo e Kitgum
Giovedì 07 Giugno 2007 17:49

RELAZIONE DALL'UGANDA

28 maggio - 3 giugno
Nei giorni 28 e 29 maggio abbiamo visitato Patongo e alcuni campi di decongestione presenti nell’area. La situazione generale riscontrata è caratterizzata da uno spostamento dei profughi dai grossi campi verso i piccoli campi di decongestione, ma non ancora verso i villaggi d’origine. Questo è dovuto all’insicurezza percepita dalla popolazione e alla mancanza di una scelta politica che spinga verso il “libero movimento”. La presenza militare nella zona è diminuita negli ultimi mesi e non tutti i nuovi campi di decongestione hanno la presenza di un distaccamento.

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