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Lunedì 12 Marzo 2007 11:45

Diario dal Nord Uganda

Percorro le stradine all'interno della foresta, tra le coltivazioni di manioca, le uniche che in questo tempo danno ancora frutti, le sterpaglie e i campi incolti o appena solcati dalle ormai familiari zappe Lango ed Acholi.
Mi addentro nel bosco per andare a fare visita a Balababia, un anziano che viveva a Minakulu e che ora è rientrato al suo villaggio originario. Ora, per andarlo a trovare, devo spingermi a 10 km verso l'interno e poi proseguire tra la vegetazione più o meno folta sino ad arrivare alla sua capanna.
Lui, che quando lo conoscemmo non camminava perché mesi prima era caduto mentre rientrava dal campo e nessuno lo aveva portato in ospedale, era riuscito poi a rialzarsi in piedi e a muovere i suoi passi con le stampelle, dopo che lo avevamo curato. 

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Le colombe e i rapporti con i militari israeliani
Giovedì 01 Marzo 2007 10:28

Palestina

In questo periodo sono stata qualche giorno anche a Tuwani, e non sono mancati gli incontri con i soldati.

Durante uno dei “discorsi” con loro e con il Security-Man della colonia (Ma’on), siamo pure stati accusati di antisemitismo in quanto viviamo con gli “arabi” e dunque siamo come loro. Quando ho risposto che viviamo anche a Gerusalemme Ovest, sono rimasti tutti senza parole.

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Le favolose ricchezze del Kossovo
Mercoledì 21 Febbraio 2007 19:31

Spesso parlando con gli amici del Kossovo si sentono racconti sulle favolose ricchezze che il sottosuolo kossovaro dovrebbe nascondere. Spesso il popolino dice che i serbi prima e la comunità internazionale poi vogliano accaparrasi tutto questo tesoro, che invece in mano ai kossovari sarà la chiave per un futuro di prosperità e ricchezza.
A noi internazionali pieni di se la cosa ci fa sorridere e magari abbiamo, come italiani, già visto svanire sogni di ricchezze nascoste nel nostro sottosuolo.
Personalmente non so se queste ricchezze esistano o meno, se saranno sfruttate per il bene della gente del Kossovo o saranno ad appannaggio di pochi, di una cosa sono sicuro, il Kossovo ha una cosa molto preziosa: la sua gente!
La gente del Kossovo è una delle più grandi ricchezze che questo posto abbia. Sono persone con sfumature di pelle diverse, di lingua, cultura, religione diverse ma assieme formano una un insieme con molti problemi ma molto stimolante. In Kossovo vivono popoli che si sono combattuti, che si odiano, che si escludono, che non si accettano e che hanno libri di storia diversi.
Ci sono poi ragazzi che hanno deciso di incontrarsi. Incontrarsi non è facile quando la salma di tuo zio ti è stata restituita solo qualche settimana fa o quando la testa di tuo nonno non riposa accanto al suo corpo. Non è facile nemmeno perché i giovani hanno conosciuto solo divisione e guerra, non hanno memoria di quando le cose con gli altri andavano meglio. (...)

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I passi verso casa
Mercoledì 21 Febbraio 2007 20:22

Non avrei mai pensato che in questi due mesi lontano dalla rossa terra d' Uganda, ci sarebbero stati dei così grandi cambiamenti. Eppure al nostro rientro subito è apparso evidente che la gente si stava muovendo verso i villaggi d'origine, stava costruendo le nuove capanne o le  casupole in mattone nei centri più grossi, dove poter riporre i nuovi sogni di pace e di rinascita.
Se non in pochi casi, non è in realtà come tutti avremmo sperato, un rientro nelle proprie case, ma in campi più piccoli, più vicini alla terre natie... è quindi un tornare a passo lento verso il focolare abbandonato, verso la normalità... ad un passo, ma non ancora arrivati.

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Mi racconti una storia.....?
Mercoledì 21 Febbraio 2007 19:34

Mi racconti una storia? Questa domanda da quando sono in Kossovo la faccio spesso, la faccio agli altri che sono giù con me, parte di Operazione Colomba. La faccio forse perché vorrei pensare ad altro che non la realtà che mi circonda. È il desiderio infantile di sentire qualcosa di bello con un lieto fine, un principe azzurro che conquista la sua bella, la strega cattiva che viene sconfitta alla fine e tutti vivono felici e contenti fino alla fine. Forse è il mio modo per reagire alle storie di vita che mi circondano tutti i giorni e che sono reali e spesso non hanno nessun lieto fine e continuano giorno dopo giorno. Storie di guerra, di sofferenza, di chi ha perso casa, parenti, di chi ha combattuto, di chi è stato picchiato o maltrattato, di chi è scappato, di chi é stato o é tutt’ora profugo o sfollato, di chi non sa come costruirsi un futuro in questo paese, di chi non ha lavoro, di chi vorrebbe studiare, di chi.... mille storie, mille volti, mille sguardi. Quante volte avrei voluto avere la risposta pronta, la bacchetta magica per alleggerire il peso, e invece il più delle volte posso solo ascoltare. Ma ascoltare a volte non è cosi facile, fa male, ti riempie di sofferenza che non è la mia, la sento per riflesso e spesso non so come reagire. Io che la guerra non l’ho mai vissuta ne vista, che la sofferenza mi è stata risparmiata. Io che per scelta sono andata a vivere in Kossovo da ormai più di un anno. (...)

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Futuro del Kosovo? Basta con la propaganda
Mercoledì 21 Febbraio 2007 19:51
Dal sito OsservatorioBalcani.org:
 
La sicurezza delle minoranze in Kosovo è garantita? E la loro libertà di movimento? Ci siamo confrontati con chi, in questi anni, ha lavorato e operato sul campo. La prima di una serie di interviste è con Fabrizio Bettini*, dell'Operazione Colomba

In Kosovo vi è libertà di movimento per le minoranze?

In quest'ultimo periodo sento spesso sia da parte delle istituzioni internazionali che da parte delle autorità kosovare affermare che vi è libertà di movimento. In realtà non è vero, vi è un inizio di libertà di movimento ma quest'ultima non è certo completa, per due fattori: vi sono ancora elementi oggettivi di insicurezza sul campo e vi è una percezione psicologica di insicurezza da parte della comunità serba. Quest'ultimo aspetto di fatto ne limita la libertà di movimento.

Potresti fare qualche esempio di quanto hai affermato?

Vi è un grande magazzino presso il quale i serbi di Gorazdevac, enclave del Kosovo occidentale dove lavoro, hanno iniziato ad andare. Questa è senza dubbio una novità positiva. (...)


Continua: http://www.osservatoriobalcani.org/article/view/6361
Altri contenuti: http://www.osservatoriobalcani.org/article/view/6361

 
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