Marzo 2019

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di marzo ha portato con se la tensione del periodo elettorale: soprattutto il Likud, partito di Benjamin Netanyahu, favorito per la vittoria alle elezioni, ha fatto parecchie dichiarazioni favorevoli a gruppi di coloni estremisti nazional-religiosi (Link 1, 2, 3) con il fine di conquistare la più larga fetta di elettorato possibile. Questo ha portato ad un evidente escalation di violenza che ha coinvolto la maggior parte dei territori palestinesi occupati.
Anche nelle prime settimane si sono registrati arresti, raid, uccisioni e diverse demolizioni su tutta la west bank e la striscia di Gaza: secondo dati OCHA OPT dall’inizio del 2019 al 26 marzo sono stati uccisi 29 Palestinesi e 4326 feriti; 146 strutture demolite e 235 persone sfollate.
Il mese è proseguito con il massiccio bombardamento della Striscia dopo che un razzo ha colpito una casa nella città di Tel Aviv. Oltre 30 edifici sono stati distrutti lasciando numerose famiglie senza casa. Si contano diversi feriti.

Ad Hebron durante un raid all’interno di una scuola, un bambino palestinese di 10 anni è stato portato in carcere dalle forze dell’ordine Israeliane (video).
Marzo si chiude con la giornata della Terra: il 30 si sono viste manifestazioni ed iniziative in tutti i Territori Palestinesi occupati e Gaza è stata palcoscenico di un corteo largamente partecipato. Le forze dell’ordine israeliane sono intervenute sulla Great March of Return con estrema violenza, provocando oltre 200 feriti e 4 morti.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Nelle colline a sud di Hebron le attività dei volontari di Operazione Colomba sono procedute regolarmente.
Lo stretto legame tra coloni ed esercito purtroppo si è reso sempre più evidente; in più occasioni si sono notati i coloni dare ordini ai soldati, indicando loro dove un pastore potesse o non potesse stare, dando indicazioni sui comportamenti da tenere, o chiedendo loro di fotografare i documenti dei volontari di Operazione Colomba.
Nel mese di marzo i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato 4 arresti ai danni di Palestinesi e 10 strutture demolite (34 adulti e 16 bambini lasciati senza abitazione)
Il 7 marzo villaggi palestinesi di Al Fakheit, Al Majaz e Dkaika sono state distrutte 6 tra case e ovili, lasciando 45 palestinesi senza dimora.
Lo stesso giorno, durante un accompagnamento di alcuni pastori nella valli di proprietà palestinese vicino all’avamposto israeliano di Havat Ma’on, 3 ragazzi del villaggio di At-Tuwani sono stati arrestati in seguito all’arrivo dei soldati, giunti sul posto su chiamata di alcuni coloni che stavano aggredendo verbalmente i pastori per scacciarli. Due volontarie sono inoltre state detenute per circa 30 minuti al fine di essere distanziate dalla zona dell’evento.
In generale a marzo più volte coloni e soldati israeliani (insieme) hanno minacciato e allontanato violentemente pastori (anche bambini) dalle colline vicino At-Tuwani dove stavano pascolando.
Sono avvenute inoltre diverse demolizioni, in particolare nel villaggio palestinese di Tuba è stata demolita una casa, una cisterna dell’acqua e sono stati confiscati dei pannelli solari.
Il mese si è chiuso con un’iniziativa organizzata da Youth of Sumud in collaborazione con Ta’Ayush ed altri internazionali in occasione del Land Day, che prevedeva la messa a dimora di diversi ulivi. Nonostante l’allontanamento e la dichiarazione dell’area chiusa da parte di una massiccia presenza delle forze dell’ordine israeliane, numerosi abitanti del villaggio di At-Tuwani hanno preso parte all’iniziativa.
Durante il mese sono proseguiti i viaggi e gli accompagnamenti da parte dei volontari di Operazione colomba, nella Jordan Valley, nella zona di Salfit e nella zona di Biddu a nord di Gerusalemme a sostegno alle comunità locali.