Agosto 2018

SITUAZIONE ATTUALE

Il mese di Agosto ha visto alcune manifestazioni di protesta a Tel Aviv: il giorno 4 da parte della comunità israeliana dei drusi ed il giorno 11 da parte della minoranza araba d’Israele.
Entrambe hanno protestato contro la nuova legge approvata da Israele, che dichiara il Paese Stato nazionale del popolo ebraico.
La situazione a Gaza invece non accenna a migliorare: alcuni palestinesi sono stati uccisi i primi del mese dalle forze armate israeliane, le quali, in seguito all’eliminazione di altri due manifestanti, il giorno 19, hanno chiuso il valico di Erez, ovvero l’unico passaggio di accesso alla Striscia.
La chiusura della frontiera si è verificata nonostante i tentativi da parte dell’Egitto e dei funzionari delle Nazioni Unite di raggiungere una tregua a lungo termine tra Israele e Hamas.

La portavoce dell’unità del Ministero della Difesa che si occupa dei valichi, nota come COGAT, non ha riferito per quanto tempo il passaggio rimarrà chiuso.
Venerdì 17 agosto, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha presentato quattro opzioni volte a rafforzare la protezione dei palestinesi nei Territori Occupati da Israele: una maggiore presenza dell’ONU sul campo con responsabili per i Diritti Umani e agenti politici per riferire sulla situazione, più aiuti umanitari e l’avvio di una missione civile di osservazione presente in aree sensibili, come posti di blocco e colonie israeliane, con l’obiettivo di una protezione fisica ai civili palestinesi.
Tuttavia, questo progetto difficilmente potrà essere approvato, poiché durante la decisione del Consiglio di Sicurezza, gli Stati Uniti potrebbero utilizzare il proprio potere di veto per bloccarlo.

CONDIVISIONE, LAVORO E NOVITA' SUI VOLONTARI

Durante il mese di agosto la presenza nella Valle del Giordano si è consolidata diventando pressoché stabile. Da un lato la violenza dei coloni e dell’esercito, dall'altro la volontà della gente di accettare l'accompagnamento dei volontari di Operazione Colomba e di Ta’ayush (attivisti israeliani per i diritti umani), hanno contribuito in maniera decisiva alla scelta di dedicare significativi momenti settimanali in questi luoghi. E' emersa così l’orribile pratica di vietare ai pastori, con la scusa della sicurezza delle colonie, l’accesso ai terreni con maggiore presenza di cibo per le pecore e capre, costringendoli a comprare il foraggio confezionato, il che porta alla paradossale vendita delle pecore per sfamare le restanti, il tutto dovuto alle scarse disponibilità di danaro.
Particolare rilievo hanno assunto le azioni nonviolente condotte in due differenti giornate: la prima, il 15 agosto a Ein Samiya, dove sempre più si sta ampliando un avamposto israeliano illegale collocato su terra di proprietà palestinese ricca di erbe e piante per le greggi. La manifestazione, condotta da una trentina tra attivisti internazionali, Ta’ayush e palestinesi, è stata realizzata contro l’espansione dell’avamposto abitato da un gruppo particolarmente violento di coloni, che quotidianamente impedisce ai pastori palestinesi di pascolare su quelle terre, con gravissime conseguenze per la loro stessa sopravvivenza e permanenza nell’area.
La seconda si è articolata in più giornate nella zona di Rashash, dove sorge l’avamposto israeliano illegale di Peace of Angel. Qui la principale problematica riguarda il fatto che la terra da pascolo, come in realtà anche il villaggio palestinese, rientra in una Firing Zone, che per legge dovrebbe essere inaccessibile per tutti, per i training militari. Nonostante ciò l’area da molto tempo non viene utilizzata per i training militari, e se da una parte ai palestinesi è impedito l’accesso e qualsiasi attività nell’area, dall’altra i coloni non subiscono le stesse restrizioni.
Parallelamente alle attività nella valle del Giordano non è diminuita la presenza nelle south Hebron Hills: costanti sono gli accompagnamenti ai pastori in zone in cui non è raro che i coloni intimoriscano pastori palestinesi, tra cui molti minori d’età.
Altre azioni nonviolente sono state portate avanti durante il mese di agosto, tra cui ad Al-Hamra, dove vicino alla colonia israeliana di Pene Hever si sta ampliando sempre di più un avamposto israeliano illegale. L’azione che ha coinvolto palestinesi, volontari e attivisti israeliani, ha permesso l’aratura di un campo di proprietà palestinese, attività da tempo impedita dai coloni.
Quella che, nonostante tutto, sembrava una tranquilla giornata, è stata macchiata dall’aggressione di un soldato nei confronti di un attivista israeliano.
Da segnalare una serie di azioni di protesta da parte dei coloni israeliani di Susiya e Mitzpe Yair nel villaggio palestinese di Qawawis, per opporsi alla costruzione di una casa su proprietà privata palestinese. Il 25 Agosto si è verificato un violento attacco da parte dei coloni di Mitzpe Yair nei confronti di attivisti israeliani per i diritti umani. Quattro di loro hanno dovuto ricorrere a cure in ospedale.
Data la brutalità dell’attacco, l’impunità dei coloni e la complicità dell’esercito che non è intervenuto per fermare l’aggressione, l’evento ha avuto un forte impatto mediatico nei media arabi e israeliani.

Infine, non si sono fermati neppure i ragazzi di Youth of Sumud: sempre più attive sono le “benet” (ragazze) nel movimento di resistenza nonviolenta, nell’accoglienza delle varie delegazioni in visita e nella testimonianza diretta della vita sotto occupazione.
Gli Shebab (ragazzi) hanno terminato i lavori nella prima grotta del villaggio palestinese di Sarura, dove piano piano stanno facendo ritorno i proprietari fino ad ora residenti ad Yatta.
Hanno così intensificato la presenza nella seconda grotta, sempre con particolare entusiasmo!